Dalla fuga in barcone alla moda: la storia di Silver

 

“Traversata difficoltosa e avevo paura che le onde potessero travolgere l’imbarcazione": ora vive e lavora a Taranto
pubblicato il 03 Agosto 2021, 11:52
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Dalla povertà estrema di Benin City, sua città natale in Nigeria, alle sfilate di moda a Taranto. A salutarne il debutto, nei giorni scorsi, in piazzetta Sant’Egidio nel defilè organizzato dalla boutique “La Fabrique”, fra il pubblico c’era un delegazione della casa famiglia in via Istria, dove attualmente è ospitata, con la coordinatrice Anna Abbracciavento.
E’ la storia di Silver Okuomose, una bellissima ventenne, giunta in Italia su un barcone sul quale erano stipate un centinaio di persone, in cerca di un futuro dignitoso. Silver vuol dire “argento”, e lei ha proprio l’argento vivo addosso! Così la giovane racconta: “La traversata è stata alquanto difficoltosa e avevo paura che le onde potessero travolgere l’imbarcazione, facendoci andare tutti quanti a fondo. Così per fortuna non è stato. Poi, al largo, un mezzo navale ci ha soccorso e ci ha portato in salvo a Lampedusa. Una signora pretendeva che le risarcissi il prezzo del viaggio che lei avrebbe (così sostiene) di aver pagato per me. Temendo il peggio, ho chiesto aiuto alla prefettura che ha provveduto a farmi raggiungere l’hotspot di Taranto e, da lì, il centro di accoglienza ai Tamburi, vicino alla chiesa di San Francesco De Geronimo, e poi la casa famiglia gestita dalle cooperative sociali “Nuova Airone” e “La Mimosa” in via Istria”. I responsabili della struttura vigilano affinchè gli ospiti impegnino correttamente il loro tempo: così accade per Silver che frequenta il corso da stilista all’istituto professionale Archimede e nelle ore serali, alcuni giorni la settimana, si guadagna da vivere in un pub.

“Ho notato Silver mentre passeggiava vicino la mia boutique – racconta Sara Montorsi – Ero rimasta colpita dal portamento elegante e dal fascino del volto, pur e acqua e sapone. Subito ho ritenuto fosse la modella ideale per i miei abiti. Così le ho subito chiesto se volesse impegnarsi nei defilè. Mi ha subito risposto di sì, aggiungendo che stava perfezionando gli studi nel campo della moda. Meglio non poteva capitare! Le voglio molto bene e fra noi si è stabilito un ottimo rapporto, vedo in lei la figlia che non ho”.

Così, dopo tante scelte dell’abito giusto e prove per migliorare ulteriormente il portamento, finalmente il debutto. “Ero particolarmente emozionata, ma Sara ha saputo incoraggiarmi, dandomi gli stimoli giusti – racconta – Poi, c’erano i miei amici a fare il tifo per me, immortalando con i cellulari i diversi momenti della sfilata. Alla fine, tornata con i vestiti di tutti i giorni, sono subito andata al loro tavolo per abbracciarli e ringraziarli per il loro affetto. Sono stati meravigliosi!”.

La ragazza aggiunge che è contenta di vivere a Taranto, dove ha tanti amici e il mare è fantastico. L’unica tristezza è per i genitori rimasti in Nigeria e che, però, sente frequentemente per telefono, sperando sempre di potersi ricongiungere.

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