Bernabè in Ilva (e in Comune?) in gran segreto

 

Il presidente di Acciaierie d’Italia venerdì 30 luglio in visita al siderurgico accompagnato dall'ad Morselli e dall'Hr Ferrucci. Nostre fonti danno per certo l'incontro con Melucci
pubblicato il 03 Agosto 2021, 20:08
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La notizia non è di poco conto. Ma è passata sotto un silenzio assoluto. Venerdì scorso 30 luglio, il presidente di Acciaierie d’Italia Holding Spa, Franco Bernabè, si è recato in visita presso stabilimento siderurgico di Taranto, accompagnato dall’amministratore delegato Lucia Morselli e dal direttore delle Risorse Umane Arturo Ferrucci.

Secondo le nostre fonti, il presidente di AdI avrebbe visitato l’intero stabilimento partendo dagli impianti dell’area a caldo, tra questi l’Afo/4. Non si conoscono, al momento, le valutazioni di Bernabè sul siderurgico.

Terminata la visita presso lo stabilimento, le nostre fonti ci hanno dato per certo che il presidente Bernabè abbia incontrato anche il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. Ma anche in questo nulla è trapelato. Non sappiamo il tono dell’incontro né il contenuto. Anche perché né l’azienda e meno che mai l’amministrazione comunale hanno rilasciato dichiarazioni in merito. Sarebbe dunque interessante sapere se l’incontro sia realmente avvenuto. E se sì, ritieniamo sia giusto che, anche a grandi linee, se ne possano conoscere i dettagli.

Le ultime tappe societarie dell’ex Ilva

Ricordiamo che lo scorso 22 luglio l’Assemblea degli Azionisti di Acciaierie d’Italia Holding Spa, ha approvato il bilancio 2020 della società con un utile netto pari a circa euro 4 milioni. Il patrimonio netto si attesta a euro 1.828 milioni e i debiti finanziari sono pari a zero.

L’Assemblea ha inoltre nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione, con mandato fino all’approvazione del bilancio dell’esercizio che si chiuderà il 31 dicembre 2022. In quota ArcelorMittal sono stati nominati Lucia Morselli, Kristian Notebaert e Ondra Otradovec. In quota Invitalia sono stati nominati Franco Bernabè, Francesco Cao e Carlo Mapelli. Infine furono nominati i membri del Collegio Sindacale, che resteranno in carica fino all’approvazione del bilancio dell’esercizio che si chiuderà il 31 dicembre 2023, nelle persone del presidente Franco Dalla Sega e dei Sindaci Effettivi Luigi Giancaspero e Roberto Spada.

Con il versamento della relativa quota avvenuto in data 15 aprile 2021 è stato sancito l’ingresso dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia – nel capitale sociale di AM InvestCo Italy S.p.A., con una partecipazione del 38% del capitale sociale. La restante partecipazione del 62% resta in capo al Gruppo ArcelorMittal, che non esercita più attività di direzione e coordinamento su AM InvestCo Italy S.p.A.

Il secondo investimento fino a 680 milioni di euro sarà dovuto al closing dell’acquisto da parte di AM InvestCo dei rami d’azienda Ilva, che è soggetto al soddisfacimento di varie condizioni sospensive (che sono le stesse dell’accordo precedente del 4 marzo 2020), entro maggio 2022. A quel punto, la partecipazione di Invitalia in AM InvestCo raggiungerà il 60%. Inoltre, è previsto che ArcelorMittal investirà fino a 70 milioni di euro, nella misura necessaria a mantenere una partecipazione del 40% e il controllo congiunto della società.

Ancora nulla sappiamo del piano industriale aggiornato concordato tra AM InvestCo e Invitalia, che secondo le uniche notizie che trapelarono mesi addietro. prevederebbe investimenti in tecnologie per la produzione di acciaio a basso utilizzo di carbonio, tra cui la costruzione di un forno ad arco elettrico di 2,5 milioni di tonnellate. Il piano industriale, che mirerebbe a raggiungere sino alle 8 milioni di tonnellate di produzione nel 2025, contempla una serie di misure di sostegno pubblico, tra cui il finanziamento all’occupazione finanziato dal governo.

Ma a tutt’oggi, di fatto, non c’è stato ancora un incontro al ministero dello Sviluppo economico in cui si è parlato dell’argomento con le organizzaizoni sindacali. Il ministro Giorgetti, titolare del dicastero, giorni addietro avanzò la possibilità che il piano fosse completato entro fine luglio, ma tutto lascia supporre che se ne riparlerà molto probabilmente dopo ferragosto. Staremo a vedere.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/07/22/acciaierie-ditalia-ok-a-bilancio-2020-e-nuovo-cda/)

(la foto dell’articolo è tratta dal sito raiplay.it)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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