Pronto Soccorso: un sistema in tilt!

 

Cronaca di un weekend al Pronto Soccorso di una 92enne e di un sistema sanitario in affanno, a discapito di tutti.
pubblicato il 02 Agosto 2021, 11:25
3 mins

“Noi abbiamo dodici medici in attività al Pronto Soccorso e nel nostro statuto ne sono previsti quarantotto, quindi siamo ad un terzo dell’organico. La situazione non cambia per il personale paramedico ed ausiliario. Quindi la forza lavorativa è ad un terzo mentre la popolazione d’estate si triplica, perché ci sono anche i turisti, oltre a tutta la provincia che fa capo a Taranto, soprattutto perché in nessun altro Pronto Soccorso si può ricorrere per le problematiche cardiache. Sono le 13.50 e noi abbiamo 50 persone in attesa ed otto ambulanze sotto il sole che non possono trasferire i pazienti all’interno. Venire a lavorare è diventato un incubo, questo è un massacro di medici ed infermieri, perché nessuno può lavorare seriamente e serenamente in questa situazione. E siamo costretti a subire denunce per inevitabili errori umani. Ma non è colpa nostra. Bisognerebbe ribellarsi con chi ha fatto tutti questi tagli al personale, perché non è pensabile che, a seguito dei tagli, la gente non si ammali.”

Si è espresso più o meno in questi termini un lavoratore in servizio al Pronto Soccorso del SS. Annunziata, all’ennesima telefonata di Anna Bianchi (nome di fantasia, n.d.r.), la cui madre 92enne, dopo un malore, era stata soccorsa dal 118 e trasferita al Pronto Soccorso sabato scorso, dopo le ore 18, ma solo verso le 22 è stata trasferita dalla barella all’accettazione. E questa conversazione è avvenuta intorno alle ore 14 di ieri, domenica.

Anna, come è noto, non poteva assistere la madre in ospedale, né sostare nei pressi per avere notizie, per le misure anti Covid, per cui, sistematicamente, ha provato a contattare telefonicamente il presidio sanitario per avere notizie, parlando con il personale che, nel frattempo, è cambiato nei tre turni. Nell’ultima conversazione le è stato detto che la madre non era più in ospedale e che era stata dimessa un’ora prima, per cui Anna si è precipitata ai cancelli del SS. Annunziata dove una guardia giurata le ha riferito che provavano a chiamarla da mezz’ora, in realtà era un richiamo vocale, credendo che lei fosse nei pressi, come se fosse stato possibile che lei sostasse per quasi un giorno intero lì davanti.

Ricevuta al Pronto Soccorso un medico le ha comunicato che da tempo, ed inutilmente, provavano a telefonarle ma, al contrario, l’informazione l’ha ricevuta chiamando lei, nessuna telefonata in arrivo è stata registrata sul suo cellulare.

Fortunatamente, nel corso dell’estenuante giornata, all’anziana paziente è stato dato da bere, ma non da mangiare, né era in possesso del telefono cellulare, che comunque non sarebbe stata in grado di usare. La disavventura è terminata dopo quasi ventiquattrore, dopo le cure necessarie.

Riportiamo i fatti riferitici da una lettrice, sapendo che si tratta di un dejà vu per tanti cittadini. E sapendo gli sforzi quotidiani del personale sanitario definito eroe, soprattutto nell’ultimo anno e mezzo. Ma le etichette e le medaglie sono inutili quando non si rivoluziona il sistema per renderlo più umano e più professionale per tutti. Intanto Ferragosto è vicino.

 

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Laureata in Lettere Moderne. Giornalista. Ha partecipato al Corso di Giornalismo dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia. 2 figli. Ha lavorato per alcune emittenti televisive locali: Videolevante, Studio 100, Telerama, Jotv, Tele.5 (in qualità di direttore). Ha collaborato con Taranto Sera, Voce del Popolo, Paese Nuovo (allegato de L'Unità), Pigreco, Tarantoggi, Primaveraradio (circuito Popolare Network), Magazine (in qualità di direttore), Edili, Radiocittadella. Ha curato numerosi uffici stampa, tra cui il Comune di Lizzano e l'Associazione Musicale della Magna Grecia, Magna Grecia... il Premio (Provincia di Taranto), Crest, VIALIBERA. Ha condotti programmi televisivi e radiofonici.

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