Consiglio Comunale, TARI: nessuna maggioranza

 

Non si ricompone la grave spaccatura già evidenziata ieri. Tutto si risolve in un altro nulla di fatto
pubblicato il 31 Luglio 2021, 16:19
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Lo registriamo ormai da molto tempo. Ora è sotto gli occhi di tutti: la maggioranza è più sfilacciata che mai. Sulla spinosa questione della TARI non c’è accordo e la seconda convocazione del secondo Consiglio Comunale straordinario nell’arco di una settimana si conclude in nulla.

Il fatto: la determinazione AGER

Lo avevamo scritto già ieri dopo la prima convocazione, ma conviene ripeterlo. Il tutto nasce da una determinazione dell’AGER, (Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti), che in sede di approvazione del Piano Economico-Finanziario TARI ha di fatto imposto al Comune di Taranto una revisione delle tariffe per recuperare un gettito di circa € 2.400.000.

Apriti cielo. Le imposte comunali sono da sempre il tema di scontro per eccellenza e quella sui rifiuti è forse la tassa più odiata. Se aggiungiamo, poi, che il Comune ha varato un piano per la differenziata che le opposizioni avevano fortissimamente criticato sin dal principio, non è difficile immaginare un clima decisamente teso. E mentre i consiglieri di opposizione (pochi in aula, a dire il vero) attribuiscono gli aumenti proprio ai difetti nel piano della differenziata e ad una gestione non ottimale della partecipata Kyma Ambiente (ex Amiu), la maggioranza, invece, con in testa il capogruppo del PD Gaetano Blé, lancia accuse pesantissime all’agenzia regionale, che avrebbe modificato «arbitrariamente» i parametri rispetto agli anni passati, in particolare rovesciando le proporzioni fra la quota fissa del tributo e quella variabile associata ai metri quadri. Non solo, ma il tutto sarebbe non conforme a quanto deciso, invece, per altri Comuni (uno su tutti, Bari).

L’emendamento che non passa e la maggioranza che non c’è

Come avevamo già spiegato ieri, alla proposta di delibera approntata in soli due giorni dalla direzione tributi per coprire l’ammanco, la maggioranza aveva risposto con un emendamento a firma del presidente della Commissione Bilancio, Dante Capriulo. L’emendamento prevedeva di contenere l’aumento della tariffa in un massimale dell’1,6%, prevedendo delle specifiche esenzioni per gli esercizi commerciali più colpiti dalle chiusure pandemiche e per i nuclei familiari numerosi a basso reddito. Come già ieri, però, l’emendamento non ha raggiunto il quorum richiesto di 17 consiglieri, e per capire perché conviene rileggere almeno un pezzo dell’intervento fiume del consigliere Pietro Bitetti nella seduta di ieri: «Io personalmente non me la sento di appesantire in questo momento le tasche dei cittadini, anche se dovesse trattarsi di pochi euro […]. Sarebbe un segnale di distacco dalle esigenze del territorio, di allontanamento. […] Il mio è un invito a lasciare le tariffe invariate, magari le affianchiamo a qualche taglio che il soggetto esecutore potrebbe fare stringendo la cinghia come la cinghia la stiamo stringendo tutti quanti […]. Se noi aumentiamo le tasse avremo vanificato tutto ciò che di buono quest’amministrazione ha fatto ma soprattutto a ridosso del rinnovo del Consiglio Comunale noi, dico noi, questa maggioranza, dobbiamo fare una campagna elettorale e chi ha qualche anno di esperienza amministrativa e ha fatto qualche campagna elettorale in più sa a cosa mi riferisco. E quindi se l’orientamento […] va nella direzione che io auspico, io sarò felice; se va nella direzione che io non auspico io non mi metterò contro la maggioranza dei compagni di avventura con la quale sto vivendo da quattro anni, non voterò contro il provvedimento ma non parteciperò al voto». Un atto che (senza entrare nel merito della scelta politica, che non ci compete) ottiene l’effetto di “far pesare” i voti, che con una maggioranza letteralmente decimata rispetto all’insediamento nel 2017 ormai sono tutti essenziali. E infatti, senza l’appoggio decisivo della componente centrista di Bitetti l’emendamento Capriulo non è passato né ieri né oggi. La maggioranza, allora, tanto ieri quanto oggi ha abbandonato l’aula in blocco, portando al rinvio del punto al prossimo Consiglio.

I possibili sviluppi futuri

Per quanto riguarda la questione TARI, bisognerà attendere il prossimo 4 agosto, data in cui il Comune incontrerà i vertici di AGER per comprendere i motivi della sostanziale bocciatura, e non è affatto escluso che il contenzioso possa approdare nelle aule del TAR.

Per quanto concerne il dato politico, invece, non basteranno pochi giorni per capire cosa accadrà in futuro. Al momento Melucci non cerca la rottura. Immediatamente dopo la fine della seduta, il Sindaco e i consiglieri di maggioranza hanno convocato una conferenza stampa per spiegare l’accaduto, attribuendo genericamente la colpa della mancata approvazione dell’emendamento all’«assenza di 17 consiglieri comunali». Il consigliere Capriulo ha, poi, colto l’occasione per rintuzzare le accuse della minoranza di aver sperperato denaro per eventi come il SailGP, precisando che per legge l’importo della TARI deve essere coperto al 100% con i contributi dei cittadini, e che dunque i due fatti non sono collegati.

È da attendersi un ultimo anno di consigliatura trasformato in un vero e proprio percorso ad ostacoli per l’amministrazione Melucci, con le componenti numericamente meno consistenti, ma politicamente più agguerrite, pronte a far sentire il proprio peso, in vista di una campagna elettorale per la quale le candidature sono ancora tutte da definire.

Di seguito il video della maggioranza:

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