Covid-19, più vicini alla quarta ondata

 

In crescita i casi, ancora troppi over 60 senza vaccino. Brusaferro: il virus sta circolando soprattutto nella fascia tra 10 e 29 anni
pubblicato il 31 Luglio 2021, 08:13
8 mins

Il monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe non lascia spazio alle interpretazioni: in base ai dati ufficiali, siamo ufficialmente all’inizio della quarta ondata di contagi da Covid-19.

La notizia era nell’aria già da un po’: il continuo aumento di casi, la diffusione a livello nazionale della variante delta e, ultimamente, l’inversione del trend degli indicatori ospedalieri, lasciavano presagire la tregua estiva concessa dal coronavirus fosse destinata presto a finire.

Anche il report dell’I.S.S. segnala un peggioramento generale della situazione: dalla Cabina di regia si rinnova l’invito a “mantenere elevata l’attenzione, così come applicare e rispettare le misure necessarie per evitare un aumento della circolazione virale con un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi”.

Vediamo nel dettaglio quali sono i dati ufficiali della settimana 21-27 luglio 2021.

 

Aumentano i nuovi casi e i decessi, il virus circola tra i giovani

 

Rispetto alla scorsa settimana, si rileva un aumento del 64,8% dei nuovi casi e del 46,1% dei decessi.

L’Rt nazionale passa da 1,26 a 1,57 e l’incidenza settimanale media sale da 41 a 58 casi per 100.000 abitanti.

Registrato anche un incremento del 14,5 % dei ricoverati in terapia intensiva e del 34,9% in area medica.

Nonostante l’aumento degli indicatori ospedalieri, tuttavia, tutte le Regioni registrano valori inferiori al 15% per l’area medica e al 10% per l’area critica; la pressione sul sistema sanitario, per il momento, è ancora al minimo.

Nino Cartabellotta, presidente di Fondazione Gimbe, ha stigmatizzato l’ormai cronico deficit nell’attività di testing e di contact tracing, che porta a sottostimare i dati reali; “il virus circola più di quanto documentato dai nuovi casi identificati: di fatto siamo entrati nella quarta ondata” ha dichiarato Cartabellotta nel suo ultimo comunicato stampa.

Dalla Cabina di regia si chiede di accelerare con la campagna vaccinale, che evita il rischio di sviluppare malattia grave (e, di conseguenza, ricoveri e decessi), specialmente per gli over 60.

Al momento, circa il 52% della popolazione italiana ha completato il ciclo vaccinale; la rimodulazione del piano nazionale di somministrazioni e la cadenza irregolare con cui sono effettuate le consegne dei vaccini a vettore mRna stanno rallentando significativamente la copertura vaccinale dei soggetti più rischio.

Infatti, solo l’11,5% della popolazione nazionale over 60 ha ricevuto almeno la prima dose, con significative differenze regionali (dal 19,9% della Sicilia al 6,4% della Puglia).

Dai dati emersi, le dosi consegnate si sono ridotte, dopo il 4 luglio, di circa la metà; inoltre, Gimbe osserva che AstraZeneca è ormai usato solamente per le seconde dosi e che Johnson&Johnson viene somministrato in maniera davvero ridotta.

Un altro dato significativo è costituito dalla somministrazione delle prime dosi: il grafico elaborato da Gimbe mostra un crollo importante del numero di coloro che iniziano l’iter vaccinale, con un lieve ma irrisorio aumento settimanale; intanto, la variante delta si avvia a diventare prevalente anche nel nostro Paese.

Durante la conferenza stampa che ha commentato i nuovi importanti dati, Silvio Brusaferro, presidente dell’I.S.S., ha sottolineato che il virus sta circolando soprattutto tra i giovani: “l’incidenza è in crescita in tutte le Regioni; osservando i grafici si evince che il virus sta circolando soprattutto nella fascia compresa tra 10 e 29 anni“.

 

La situazione in Puglia

Analizziamo, ora, la situazione della nostra regione, che l’ultimo report dell’I.S.S. ha classificato “a rischio moderato”, come la quasi totalità del territorio nazionale.

L’Rt regionale sale a 1,49 ma la Puglia ha ancora i numeri per la zona bianca; l’incidenza settimanale pugliese, infatti, si attesta sui 46 casi per 100.000 abitanti, ma si registra un aumento del 122% dei casi settimanali.

L’occupazione della terapia intensiva si ferma ancora al 2%, mentre quella dell’area medica è al 3% (dati Agenas del 29/07/2021); numeri ancora molto bassi e ben lontani dalle soglie-limite stabilite dal governo.

Per quanto riguarda la campagna vaccinale, la Puglia si conferma ancora una volta ai primi posti per la copertura delle fasce 70-79 anni e 60-69 anni, nonché la regione con meno over 60 che non hanno ancora ricevuto la prima dose. Inoltre, la Puglia si posiziona al secondo posto nella classifica nazionale, con il 54,4% della popolazione pugliese che ha completato l’iter vaccinale e il 13% in attesa della seconda dose.

Il tasto dolente riguarda, invece, la percentuale di ragazzi tra 12 e 19 anni che sono ancora in attesa di ricevere la prima dose: per la Puglia si tratta del 67%, una cifra molto alta, a cui si cercherà di garantire la copertura vaccinale a partire dal 23 agosto.

Solo un mese di tempo, quindi, prima della riapertura delle scuole, per raggiungere quel 60% di studenti vaccinati richiesto dal generale Figliuolo per riprendere le lezioni in presenza.

 

Cartabellotta: per riprendere in presenza il vaccino non basta

Nel commentare i dati emersi dall’ultimo report, Cartabellotta ha sottolineato che la vaccinazione, pur essendo la “strada maestra” per la ripresa della scuola in presenza, non è di per sé sufficiente per diverse ragioni.

Innanzitutto, la scarsa quantità di dosi disponibili rende difficile vaccinare in poco tempo una platea così vasta, al fine di raggiungere la percentuale richiesta da Figliuolo; in secondo luogo, se anche questo fosse possibile grazie a una rimodulazione ufficiale della campagna vaccinale, esiste una percentuale non esigua di famiglie che non intendono procedere alla vaccinazione dei minorenni, che costituiscono la fascia meno a rischio di sviluppare malattia grave.

Infine, come abbiamo già avuto modo di evidenziare, lo scorso anno scolastico ha evidenziato numerose problematiche, che è necessario affrontare e risolvere nell’immediato; come sottolinea Cartabellotta, si tratta di problemi che vanno “dall’idonea aerazione e ventilazione dei locali, a efficaci strategie di screening periodico e sistematico di studenti e personale scolastico, da nuove regole per i trasporti locali allo scaglionamento degli orari di ingresso. Anche perché, per gli studenti under 12 non è ancora disponibile alcun vaccino”.

Nel frattempo, il ministero dell’Istruzione ha redatto la bozza del Piano Scuola per l’anno scolastico 2021-2022, che sarà presentato alle Regioni nei prossimi giorni; “l’auspicio del governo è che i ragazzi possano tornare a riconquistare la dimensione relazionale e sociale”, si legge nella bozza.

Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso la necessità di ritenere il rientro a scuola in presenza un’assoluta priorità per le istituzioni e le forze politiche.

Va da sé che, in un quadro come quello attuale, ricco di evoluzioni repentine, è imperativo evitare di procrastinare ulteriormente la risoluzione delle problematiche emerse.

 

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