Acciaierie d’Italia, MES: “Bene la presidenza a Bernabè”

 

pubblicato il 29 Luglio 2021, 07:14
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“Salutiamo con estrema soddisfazione la nomina di Franco Bernabè alla presidenza della holding Acciaierie d’Italia spa. Certi che con il suo avvento nella governance dell’ex Ilva saranno ripristinate tutte le condizioni per una corretta gestione dello stabilimento siderurgico di Taranto improntate alla trasparenza e alla legalità. Il curriculum del professor Franco Bernabé e i risultati raggiunti dalle più importanti
società italiane sotto la sua guida, certificano l’ottima scelta adottata per il rilancio del gruppo e per lo stabilimento di Taranto, core business della holding. L’ingresso dello Stato, attraverso Invitalia, nella gestione dell’ex Ilva certificato dalla composizione del nuovo consiglio di amministrazione, rappresenta la chiave di volta per il futuro dello stabilimento di Taranto che non potrà non prescindere dal rispetto dell’equilibrio tra tutela della salute, dell’ambiente e dalla salvaguardia dei posti di lavoro. Richieste reiterate dalle sigle sindacali dei metalmeccanici nel corso dello sciopero dei giorni scorsi che ha registrato alte adesioni. Auspichiamo dunque che Invitalia diventi quanto prima socio di maggioranza del gruppo così da garantire al presidente Bernabé, a cui auguriamo sin da ora buon lavoro, autonomia decisionale e gestionale”. Lo afferma Antonio Surgo responsabile delle politiche industriali del Movimento Europeo Socialista che torna a sottolineare come, alla luce dell’avvenuto nuovo asset societario, rivesta carattere di estrema urgenza intervenire anche a tutela delle aziende dell’indotto locali, alcune delle quali pur possedendo professionalità e serietà comprovate, non riescono a rientrare nel ciclo produttivo dello stabilimento.
“È necessario – sempre secondo Surgo -, cambiare il sistema con il quale l’ufficio acquisti che continua ad avere inspiegabilmente la sua sede legale a Milano, insista nell’affidare commesse a ditte dell’appalto che erano state estromesse dal ciclo produttivo ed ora, grazie ad alcuni facili e intuibili stratagemmi, sono rientrate dalla porta principale dello stabilimento in barba ad aziende sane e competitive e che
restano fuori da questa logica sulla quale sarebbe necessario fare chiarezza”. Occorre, infine, sempre secondo l’esponente del MES,
“ripristinare tutte le condizioni di legalità e trasparenza venute meno negli ultimi anni”.

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