Scuola, l’incubo DaD e le sue conseguenze

 

Intervista al dottor Armando De Vincentiis, psicologo e psicoterapeuta, sugli effetti della Didattica a Distanza
pubblicato il 28 Luglio 2021, 18:23
5 mins

Con l’approssimarsi del nuovo anno scolastico, che in Puglia inizierà il 20 settembre, si moltiplicano da più parti le promesse di una ripresa delle lezioni in presenza.

Tuttavia, quasi il 67% dei ragazzi pugliesi, compresi nella fascia 12-19 anni, è ancora in attesa di ricevere la prima dose; la campagna vaccinale delle scuole avrà inizio il 23 agosto e il consigliere del presidente della regione Puglia, Mino Borraccino, ha annunciato che “saranno le scuole a comunicare agli studenti quando e dove presentarsi per essere vaccinati, tutti insieme, secondo un ordine prestabilito”.

I dati sulla popolazione vaccinata in Puglia; fonte: Il Sole 24 Ore.

Si prospetta, insomma, una corsa contro il tempo, ma anche contro la possibile carenza di dosi e la diffidenza delle famiglie; tutto questo per garantire la vaccinazione di almeno il 60% dei ragazzi entro la prima decade di settembre, come richiesto dal generale Figliuolo per ripartire in presenza.

Ma quali sono stati i danni effettivi della Didattica a Distanza sugli studenti?

I dati Invalsi hanno rivelato un marcato calo delle competenze acquisite, in particolare nelle regioni che hanno ridotto drasticamente le lezioni in presenza, come la Puglia; ma c’è di più.

Ne abbiamo parlato con il dottor Armando De Vincentiis, psicologo e psicoterapeuta, nonché consulente del Cicap.

 

Dottor De Vincentiis, come sappiamo la Puglia è stata una delle regioni italiane che hanno fatto maggior ricorso alla Didattica a Distanza, durante lo scorso anno scolastico; quali ritiene che possano essere stati gli effetti sugli studenti delle scuole superiori, i più penalizzati in questo ambito?

“I dati sul disagio psicologico avvertito dai ragazzi sono contrastanti: dal mio punto di vista e per la mia esperienza, la Didattica a Distanza non ha interferito con l’ambito relazionale, dal momento che i ragazzi più grandi hanno continuato a vedersi al di fuori della scuola. Ciò che ne ha risentito maggiormente è stata la qualità della didattica: le lezioni a distanza favoriscono sicuramente le distrazioni e questo ha influito molto sull’apprendimento e sulla percezione della didattica da parte degli stessi alunni. Ho notato, invece, un aumento del disagio psicologico nella fascia al di sotto dei 12 anni”.

 

Il dott. Armando De Vincentiis, psicologo e psicoterapeuta.

A proposito di questa sua affermazione, ricordiamo che durante lo scorso febbraio David Lazzari, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (Cnop), ha presentato al Senato uno studio in cui è emerso un aumento del 24% dei disturbi psicologici tra i più piccoli; quali disagi ha notato in questa fascia d’età?

“Nei più piccoli che, essendo meno autonomi e maggiormente soggetti alle regole imposte, hanno subito un calo significativo delle relazioni sociali, ho osservato un incremento di forme depressive di tipo reattivo; non si tratta, pertanto, di eventi patologici, bensì correlati alla situazione del momento: la difficoltà di vedere gli amichetti, di uscire da casa, lo stress per il rimodellamento dello stile di vita familiare e, in alcuni casi, l’aumento dei conflitti tra i genitori: sono tutte dinamiche disfunzionali che i più piccoli hanno dovuto subire sulla propria pelle”.

 

Cosa comporterebbe un nuovo ricorso alla Didattica a Distanza?

“Sinceramente non credo che potrebbe influenzare il percorso di crescita personale dei ragazzi; tuttavia, le lezioni a distanza sono qualitativamente inferiori, e di gran lunga, rispetto a quelle svolte in presenza. Pertanto, una nuova DaD andrebbe a inficiare l’apprendimento delle nozioni importanti e peggiorerebbe ulteriormente la qualità della didattica, come già avvenuto”.

 

Ringraziamo il dottor De Vincentiis per questo prezioso contributo, come sempre imparziale e acuto, che ha fornito ulteriori motivi per rimarcare la necessità di una scuola in presenza.

In questi giorni il governo deciderà l’approvazione di un Piano Scuola, che prevede un potenziamento del sistema dei trasporti, ma anche la possibile introduzione del Green pass e dell’obbligo di vaccinazione per il personale scolastico.

Tutti gli sforzi, insomma, convergono in un’unica direzione: evitare un ritorno alla DaD.

 

 

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