Tessitura Mottola, vertenza in fase interlocutoria

 

Riunione lo scorso 22 luglio a Roma al ministero del Lavoro: tra azienda e sindacati distanza sulla progressione degli ammortizzatori da utilizzare
pubblicato il 27 Luglio 2021, 19:12
4 mins

La riunione del 22 luglio a Roma presso il ministero del Lavoro non ha sciolto la tensione in merito alla vertenza della Tessitura di Mottola del gruppo Albini, che giorni addietro ha comunicato ai sindacati Femca Cisl, Filctem Cgil, Uiltec Uil ed Ugl la cessazione delle attività del sito, eventualità che era stata invece esclusa dalla stessa azienda nel marzo scorso, quando annunciò la messa in liquidazione.

Giova infatti ricordare che lo scorso marzo la stessa azienda affermò di aver affidato ad una società di scouting, la Vertus, l’incarico di reindustrializzazione dell’impianto, tempo previsto nove mesi. Oltre a trenta giorni di tempo per provare a redigere un piano strategico per rimodulare e ritrovare l’equilibrio economico-finanziario, così da recedere dalla decisione intrapresa, che già allora appariva un’exit strategy per prendere tempo ed addolcire la pillola che altro, come i fatti hanno poi dimostrato. Attività di scouting che non ha dato risultato alcuno, come confermato anche durante la riunione romana dopo quella in prefettura a Taranto lo scorso 19 luglio.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/07/19/tessitura-mottola-lavoratori-a-difesa-del-cotonificio/)

Motivo per il quale non è stato sciolto il presidio dello stabilimento, deciso da lavoratori sindacati e le Rsu, per far si che ci sia una presenza costante dei lavoratori per evitare possano essere portate via dallo stabilimento le apparecchiature, che non consentirebbero un futuro industriale ed occupazionale del sito. I lavoratori sono stati pertanto organizzati a squadre davanti all’ingresso dello stabilimento nella zona industriale di Mottola, in Contrada San Basilio, per coprire le 24 ore giornaliere. Senza dimenticare i problemi, ancora non del tutto risolti, nel ricevere i pagamenti della cassa integrazione guadagni covid.

Proprio durante la riunione dei giorni scorsi al ministero, l’azienda ha presentato un piano di cassa integrazione straordinaria per cessazione attività. Che per i sindacati non rappresenta lo strumento più adatto, perché con il dl99 il settore moda ha ottenuto dal governo la proroga sul blocco dei licenziamenti esteso sino al 31 ottobre, oltre ad assicurare ulteriori 17 settimane di cassa integrazione con causale covid.

Ciò nonostante il gruppo Albini ha già attivato l’iter per ottenere la cigs prevista dal Decreto Genova del 2018, che è una cassa straordinaria della durata di massimo 12 mesi complessivi, per le aziende che hanno cessato la loro attività. Chiedendo anche al tavolo romano di procedere prima con l’apertura della cigs e poi di proseguire con quella con casuale Covid. Ma i sindacati hanno evidenziato come questo metterebbe in difficoltà il percorso degli ammortizzatori., chiedendo quindi che si proceda per step diversi per assicurare ai lavoratori la possibilità di usufruire della coperrtura più estesa possibile, per garatire loro un reddito continuativo.

La trattativa sul sito di Mottola è però lungi dall’essere conclusa, con sindacati e lavoratori che cercheranno in tutti i modi di evitare la cessazione delle attività da parte del gruppo Albini su Mottola. Possibilità ad oggi putroppo remota.

(leggi tutti gli articoli sulla vertenza della Tessitura Mottola https://www.corriereditaranto.it/?s=tessitura&submit=Go)

Condividi:
Share
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Commenta

  • (non verrà pubblicata)