Ex Miroglio, Ginosa al giro di boa. Castellaneta ferma al palo

 

L'azienda Ecologistic ha assunto i 111 lavoratori come da accordi: ancora lentezza sul fronte secondo progetto. Tutto fermo invece per Agromed
pubblicato il 27 Luglio 2021, 18:42
8 mins

Ci sono alcune novità in merito alla vertenza della ex Miroglio di Ginosa, dopo la riunione alla quale hanno partecipato i sindacati di categoria (Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil), l’azienda Ecologistic spa (ex Logistic & Trade srl), e i tecnici della task force con il presidente Leo Caroli. 

La situazione del sito di Ginosa è nettamente migliore rispetto a quella del sito di Castellaneta (interessata dal progetto Agromed di cui parleremo più avanti nell’articolo). L’azienda Ecologistic durante la rinuione ha confermato l’assunzione di tutti i 111 lavoratori ex Miroglio come da accordi pregressi. L’obiettivo è stato raggiunto ad un anno di distanza dall’accordo sottoscritto nell’agosto scorso, allorquando l’azienda aveva promesso di assumere 3 lavoratori al mese dal bacino ex Miroglio di Ginosa (prima all’inizio dell’anno e poi rinviato causa pandemia a partire dal 4 agosto), che si sarebbero andati ad aggiungere agli 81 ex miroglini assunti a partire dal 2014 quando venne stipulato l’accordo di reindustrializzazione del sito chiuso dal lontano 2009.

(leggi tutti gli articoli sull’ex Miroglio https://www.corriereditaranto.it/?s=miroglio&submit=Go)

L’assunzione dei 111 miroglini è però soltanto un aspetto degli accordi sottoscritti a suo tempo al MiSE, che prevedono la proprietà del secondo lotto soltanto nel 2026 ed a fronte del secondo progetto che non è ancora entrato a regime, che prevede la trasformazione in polimeri del materiale già riciclato. Progetto interessato da un aumento aumento del materiale stoccato (più 70mila tonnellate di  plastico e più 15mila di cartone) derivante da un accordo tra l’azienda e il comune di Ginosa che però non è stato ratificato al MiSE, ma approvato dalla Conferenza dei Servizi.

I sindacati già a suo tempo hanno evidenziato che la variazione delle tonnellate da smalite, che non corrisponde a quanto previsto dagli accordo che furono sottoscritti nel 2015, deve corrispondere ad un aumento occupazionale. L’azienda ha promesso che una volta assunti i 111 previsti, dal 112esimo in poi la collocazione spetterà sempre a lavoratori provenienti dal bacino degli ex miroglini (quelli rimasti fuori, 58, stando alle liste certificate dall’ARPAL, rispetto ai 181 iniziali anni addietro).

Ciò detto, per ottenere anche la proprietà del secondo lotto del capannone di Ginosa sarà fondamentale che l’azienda dimostri la sostenibilità dell’investimento. Proprio lo scorso 19 febbraio la Provincia, attraverso il settore Pianificazione e Ambiente, ha registrato il depositoda parte della società ECOLOGISTIC Spa per l’impianto ubicato in Contrada Girifalco nel Comune di Ginosa e l’ampliamento di impianto esistente preposto alla valorizzazione di rifiuti plastici provenienti dalla raccolta differenziata nonché alla produzione di packaging per il settore ortofrutticolo e non (per una validità di 12 anni).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/03/25/ex-miroglio-ginosa-secondo-progetto-al-rallentatore2/)

Situazione molto diversa invece per quanto concerne il sito ex Miroglio di Castellaneta, dove stenta a decollare il progetto Agromed. L’ultima riunione è stata soltanto l’ennesima puntata negativa della vicenda legata al progetto per la reindustrializzazione del sito. Il tutto a distanza di un anno e due mesi dall’accordo quadro sottoscritto al MiSE il 25 maggio 2020.

Come si ricorderà, lo scorso 9 marzo il comune ci Castellaneta aveva comunicato il dissequestro del sito produttivo da parte della Procura di Taranto, con la successiva restituzione dell’immobile all’ente civico. Il sequestro e quindi l’impossibilità di operare e far partire il progetto, che prevede la realizzazione di una piattaforma logistica per stoccaggio, innovazione e trasformazione dei prodotti ortofrutticoli, era lo scoglio che la società benefit Agromed (controllata al 100% dalla Camera di Commercio di Taranto) aveva sempre ritenuto come insormontabile per mantenere fede agli impegni sottoscritti in sede ministeriale.

Che prevedevano in particolare la reindustrializzazione del sito chiuso dal 2004, oltre al graduale assorbimento di 28 unità lavorativeda attingere dal bacino di crisi della precedente unità produttiva dismessa, appunto la ex Miroglio, a partire dal settembre dello scorso anno, ovvero nel 2020. Impegni però sempre disattesi, tanto far temere negli scorsi mesi che l’intero investimento e il relativo progetto potessero saltare.

Investimento che ammonta ad oltre 11 milioni di euro da parte della società benefit a capitale pubblico della Camera di Commercio di Taranto, impegnati con una delibera del CIPE nel dicembre 2019. Prima del disseuquestro si era anche paventata la possibilità di modificare con una nuova delibera la destinazione dei fondi (che sono vincolati al progetto ex Miroglio), spostandoli su Grottaglie, presso un’area dove comunque dovrebbe sorgere una sorta di sito di appoggio per Castellaneta.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/03/29/agromed-ancora-un-intoppo-il-progetto-non-parte/)

Poi lo scorso marzo la società Agromed ha messo sul tavolo l’ennesimo ostacolo: ovvero il commissariamento della Camera di Commercio di Taranto. Problema anche questo però superato con il Decreto del 29 aprile 2021 con cui il Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti ha nominato l’avv. Gianfranco Giovanni Chiarelli Commissario Straordinario della Camera di commercio di Taranto.

Ma nell’ultima riunione della scorsa settimana è emerso un nuovo problema, questa volta legato alla realizzazione di un piano industriale sostenibile che in un primo momento doveva essere realizzato con l’ausilio di Invitalia, eventualità oggi non più possibile, motivo per il quale ora la società si affiderà ad uno studio esterno.

Così come non vi sono novità sul fronte dei lavoratori, che da anni aspettano di tornare a lavorare. Visto che la stessa società nelle scorse riunioni aveva evidenziato che i curriculum ricevuti sino a questo momento, non ascriverebbero alle competenze inzialmente ricercate (ovvero per i ruoli di segretaria ed edili). A fronte di questa dichiarazione, i sindacati chiesero che venissero indicate dalla società le professionalità richieste, per iniziare la formazione dei lavoratori. Che secondo quanto ricordato dalla task force regionale deve avvenire ‘on the job‘, ovvero dopo l’assunzione da parte di Agromed.

Dunque, ancora un intoppo. Per una vicenda che sin dal principio, ovvero autunno 2019, avevamo segnalato molto complicata…

Con la speranza che prima o poi questa lunghissima vertenza possa finalmente traguardare l’obiettivo più importante: la riassunzione di tutti gli ex miroglini e un reddito sicuro per lavoratori e famiglie. Staremo a vedere.

(leggi tutti gli articoli su Agromed https://www.corriereditaranto.it/?s=agromed&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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