Consiglio comunale, mozione ordinanza ex Ilva: reazioni contrapposte

 

Una città per cambiare: "Taranto può continuare a morire". Pd, PER e Psi: "Mozione inammissibile"
pubblicato il 27 Luglio 2021, 12:08
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“Maggioranza e giunta ancora una volta assenti, Taranto continua a morire”: è quanto scrivono in una nota i consiglieri d’opposizione Battista, Fornaro e Corvace, a margine di quanto accaduto ieri nel Question Time. “Nella seduta al punto numero 19 dell’ordine del giorno era iscritta una mozione avente come oggetto: ordinanza acciaieria d’Italia presentata dai consiglieri Massimo Battista, Vincenzo Fornaro, Floriana de Gennaro e Rita Corvace – affermano -. La mozione presentata chiedeva ai consiglieri comunali la sua approvazione impegnando il sindaco ad emanare una nuova ordinanza tenendo conto non di eventi episodici, così come nell’ordinanza bocciata dal Consiglio di Stato, bensì dell’emergenza sanitaria ed ambientale a cui quotidianamente la città di Taranto è sottoposta, al fine di tutelare il diritto alla salute dei cittadini, motivandola in base a quanto riportato nella sentenza del TAR di Lecce. Quest’ultimo ricordiamo ha previsto nella sentenza emanata: – il rapporto sulla valutazione del danno sanitario predisposto da ARPA, ASL di Taranto ed ARESS che definisce la situazione “inaccettabile”; -l’accertamento di una ulteriore inadempienza alle prescrizioni AIA, accertata con DM del 25 giugno 2021, n°267 in relazione alla batteria 12 delle cokerie; -lo studio scientifico pubblicato sulla rivista NATURE del mese di giugno, sottoposta a peer review, il quale rileva una grave lesione di tipo neurologico che subiscono i bambini per l’esposizione alle emissioni degli impianti”.
Durante la discussione il consigliere regionale e comunale Massimiliano Stellato ha chiesto ai sottoscrittori della mozione se potesse essere emendata. Il consigliere Massimo Battista si è ovviamente opposto in quanto ha sempre parlato di chiusura dello stabilimento siderurgico, sottolineando più volte di essere contrario alla decarbonizzazione e all’acciaio green con relativi forni elettrici. Su questioni come queste sarebbe bello che i cittadini di Taranto, nessuno escluso, a distanza di 9 anni dal sequestro degli impianti del siderurgico capissero che ci sono personaggi politici che a Taranto continuano a giocare con le parole pur di non perdere la poltrona o le poltrone su cui siedono comodamente.
Al termine della discussione sulla mozione, hanno partecipato al voto solo 5 consiglieri su 32. Hanno votato a favore 3 consiglieri: Battista, Fornaro e Corvace, un astenuto Vietri, e un contrario Albani. Amara la conclusione dei consiglieri: “Taranto può continuare a morire”.

Totalmente differente il parere di Pd, PER e Psi. Scrivono nella nota i rispettivi consiglieri Gaetano Blè, Dante Capriulo e Cisberto Zaccheo: “In merito alle vicende svoltesi nel Question Time del Consiglio Comunale di Taranto di ieri, i consiglieri PD, PER e PSI fanno presente che alcuni colleghi di opposizione hanno chiesto che il sindaco assumesse un atto illegittimo attraverso una mozione inammissibile. Hanno spostato, per l’ennesima volta, i termini della questione ambientale riducendola a mera bagarre politica che non aiuta di certo la città. Abbiamo chiesto più volte ed in più occasioni che la città si stringesse attorno al sindaco allorquando è stata emessa l’ordinanza del 27 febbraio 2020. Lo abbiamo chiesto nuovamente allorquando il Tar lo scorso 13 febbraio 2021 aveva accolto le ragioni del Comune di Taranto ed aveva disposto che si desse corso all’ordinanza del 2020. In entrambe le occasioni i consiglieri di opposizione non hanno fatto altro che alzare polveroni e distorcere le questioni di diritto a mero uso e consumo della più bassa delle politiche Non abbiamo avuto alcun cenno di collaborazione da chi ora tenta di ergersi a esperto di diritto ed esperto di politica senza accorgersi che distorcere le questioni non aiuta la cittadinanza ma serve soltanto a far fare l’ennesima risata a chi gode delle spaccature in città. Pur volendo superare la questione della inammissibilità della mozione, non rientrando tra i poteri di indirizzo del Consiglio Comunale quello di impegnare il sindaco ad assumere un provvedimento di natura contingibile ed urgente che gli compete con poteri e funzioni tipicamente statali, semmai un’altra ordinanza verrà emessa non potrà partire dagli stessi presupposti già sottoposti al vaglio dei giudici amministrativi. Allo stesso modo non si può pensare che attraverso l’ordinanza possano essere disciplinate in modo stabile situazioni o assetti di interessi, dovendosi ancorare la stessa ad elementi di temporaneità e di pericoli sopravvenuti. Quel che emerge è, oltre ad una scarsa conoscenza della materia, l’ennesimo tentativo di aizzare la cittadinanza contro l’amministrazione, puntando alla pancia, nella consapevolezza che una ulteriore ordinanza sui medesimi elementi non potrebbe essere emessa, ovvero – peggio – nella completa ignoranza dei principi di base dell’ordinamento. Esattamente come quelli che, senza nemmeno essersi informati su Wikipedia, richiedono l’impugnativa della sentenza del consiglio di Stato. Ciò non toglie che la sentenza del CdS abbia, per un verso, dato la conferma che l’impianto siderurgico sia ormai obsoleto e non possano essere ulteriormente rinviati gli interventi per la salvaguardia dell’ambiente oltre che per la salute pubblica; d’altro canto, è ormai evidente che la questione Ilva non potrà essere risolta a livello giudiziario, ma richiederà e richiede un urgente e non più rinviabile intervento della politica romana a tutela dei cittadini di Taranto, attraverso il più volte richiesto accordo di programma”.

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