Raccolta differenziata a Taranto, tra inciviltà e negligenze

 

In diverse circoscrizioni regna sovrana l’indifferenziata, in altre c’è la differenziata ma le criticità della gestione sono evidenti
pubblicato il 24 Luglio 2021, 16:06
9 mins

Il sindaco Rinaldo Melucci, il 16 febbraio scorso, firmava l’ordinanza n. 6 con oggetto “l’estensione del servizio di Raccolta Differenziata nel quartiere Italia Montegranaro – Salinella e Tre Carrare –Solito”. A partire dalle ore 00:01 del 12 aprile 2021, si legge, il conferimento dei rifiuti sarebbe dovuto avvenire secondo le modalità di raccolta differenziata.
L’utilizzo del termine “estensione”, come ricorda il dizionario Treccani, è sinonimo di “allargare”, dunque, lascia intendere che nelle circoscrizioni non menzionate la fruizione del servizio, di cui sopra, procede adeguatamente. A ricordarlo è la stessa ordinanza, prima della n. 6, con la n. 65 (20.12.19), la n. 49 (02.09.20) e la n. 74 (10.11.20), il servizio sarebbe giunto nei quartieri di Paolo VI, Lido Azzurro, Tamburi, Città Vecchia e Borgo attraverso il posizionamento e l’attivazione dei c.d. cassonetti ingegnerizzati apribili tramite apposite tessere distribuite da Kyma Ambiente Amiu.
Contestualmente a questi avvii veniva disposto all’azienda appena menzionata di eliminare i vecchi cassonetti stradali, di ogni tipologia, nei rioni oggetto dell’ordinanza. Ad oggi, luglio 2021, quest’ultimi sono ancora presenti nelle vie delle circoscrizioni oggetto dell’ordinanza.

In merito a questa questione abbiamo chiesto spiegazioni al residente Amiu Spa – Taranto, Giampiero Mancarelli: «Per essere chiari, esiste l’ordinanza ma il Consiglio comunale deve esprimersi per indicarci la modalità con cui si deve effettuare la raccolta differenziata. Il sindaco dunque ha ordinato di avviarla ma prima di passare ai quartieri non ancora coperti come Italia Montegranaro ecc., bisogna fare un passaggio in Consiglio comunale. Per cui so che anche le Commissioni si sono riunite e si sta valutando per definire le modalità della raccolta, ovvero, con i cassonetti ingegnerizzati piuttosto che il “porta a porta”. Questo è quel che sappiamo dal nostro fronte, dovrebbe chiedere all’Amministrazione perché insomma è una cosa che attiene loro».
C’è da chiedersi come mai, per esempio nel borgo, persistono le vecchie pattumiere oltre quelle ingegnerizzate: magari, l’assessore alle Partecipate, Paolo Castronovi, saprà riferire in proposito.
«Per quanto riguarda noi – ha proseguito Mancarelli – l’avvio è stato un po’ rallentato per via del covid. Il completamento del borgo era previsto in precedenza però l’azienda vincitrice dei cassonetti ha completato solo la scorsa settimana la loro fornitura. In più abbiamo atteso che arrivasse l’altro mezzo ingegnerizzato in quanto le prese che stiamo sviluppando sono di un’intensità maggiore rispetto a quelle stabilite dal progetto del contratto d’appalto. Abbiamo avuto bisogno di un mezzo in più perché i passaggi della settimana sono maggiori, per esempio, invece di essere due/tre volte a settimana per il multimateriale, avvengono ogni giorno. Questo quindi ha comportato, come fase successiva, l’esigenza di avere un altro mezzo in dotazione e il Comune ci ha autorizzato le spese per l’acquisto a seguito di una relazione che abbiamo fatto».
Perché e quanto può essere efficiente ed efficace la raccolta differenziata se, come in via Regina Elena (borgo), troviamo i vecchi recipienti per l’indifferenziata a pochi metri da quelli ingegnerizzati?
«Questo purtroppo è un problema – ha aggiunto il presidente Amiu Spa – che avremo sempre anche quando termineremo il borgo perché poi, dovendo avviare anche l’altra parte, avremo una sorta di turismo del rifiuto. Quest’ultimo comunque vede, per esempio, nella zona di frontiera, la gente che predilige andare sul cassonetto indifferenziato lasciando quelli ingegnerizzati mezzi vuoti».

Esatto. Per questo le chiedevo come mai non fossero stati eliminati: «Il tema è questo: ora che arriveremo al borgo è ovvio che non è immediato lo sviluppo perché lì si scendono quattro isole quindi sedici cassonetti al giorno e comunque ci sarà sempre un barrieramento distintivo. Mi spiego, da una parte la raccolta differenziata e dall’altra l’indifferenziata quindi ci sarà sempre questa situazione perché man mano che avanziamo, i cassonetti che sono diciamo quelli di frontiera, saranno invasi di rifiuti in maniera incontrollata. Non secondo le aspettative ma ci sono persone che evitano di fare la raccolta differenziata. È un po’ come avviene, in maniera meno evidente per i più ma non per coloro che risiedono, in via Rinascimento nonché viale Unità d’Italia dove adesso abbiamo piazzato delle batterie di video
trappole perché alcuni cittadini di Talsano-Lama-San Vito in transito in quelle vie e che non vogliono fare la raccolta differenziata che fanno? Si portano il sacchetto e vanno lì. In più il turismo dei rifiuti è anche da San Giorgio e tutta la zona orientale che butta direttamente su Via Consiglio. Anche lì abbiamo messo due batterie di video trappole e infatti stiamo prendendo cittadini di Pulsano, San Giorgio, Fragagnano, San Marzano che vengono a portare i rifiuti e spesso li buttano anche fuori orario. Nei loro paesi fanno la raccolta differenziata ma a loro non va di farla e buttano la loro immondizia lì. Insomma stiamo cercando di mitigare la situazione in questo modo:
disseminando video trappole che entreranno in funzione e che fungono da deterrente per tutti coloro i quali agiscono in questo modo».

Al netto degli annunci, a distanza di tre mesi dal fantomatico 12 aprile, la situazione non si presenta come l’ordinanza sindacale aveva disposto. Tesi questa avvalorata dalla testimonianza diretta del presidente Mancarelli – sono considerevoli i disagi che affrontano e a causarli sono anche quei cittadini ignari di cosa sia il senso civico e il decoro urbano – e dal fallimentare funzionamento di molte pattumiere ingegnerizzate già presenti in città. Queste, date le ridotte dimensioni, non riescono a contenere tutti i rifiuti smaltiti dall’alta densità di popolazione e in quartieri come Città Vecchia sono collocati in maniera non funzionale.

La gente che abita nei vicoli deve allontanarsi parecchio per raggiungerli dove sono stati sistemati.

In altre circoscrizioni invece sono completamente assenti, di conseguenza, chi si adopera per provare a soccombere le negligenze dell’amministrazione, dividendo autonomamente i rifiuti in casa, è costretto a raggiungere appositamente le isole ecologiche dislocate in città. Diversamente, purtroppo, compierebbe un lavoro vano dovendo poi gettare tutto nei bidoni indifferenziati. I soli, ancora, presenti in determinati quartieri.

La cittadinanza contribuente di un Paese civile e democratico dovrebbe poter accedere a dei dati i quali testimoniano l’andamento di un servizio per cui pagano le tasse. Non è questo il caso della popolazione tarantina. Sul sito ufficiale “pugliacon.regione.puglia.it” è possibile consultare l’Osservatorio Regionale dei Rifiuti Puglia il quale mette a disposizione i dati dei rifiuti solidi urbani per comune. È così verificabile il trend della raccolta differenziata in città come Bari o comuni della provincia come Crispiano o Grottaglie ma sono assenti i dati relativi a Taranto.

Abbiamo chiesto al presidente Mancarelli a cosa è dovuta questa mancanza. «Noi siamo il braccio armato dell’amministrazione ma l’ufficialità dei dati è nelle disponibilità della direzione ambiente. Io i dati li invio al Comune ma non ho l’evidenza esterna perché i miei numeri non sono completi in quanto le grandi utenze, come Ipercoop, vanno fuori dalla nostra gestione. Ipercoop quindi comunica al comune e il comune poi fa la sommatoria nostra più i grandi centri commerciali e definisce la percentuale. Bisognerebbe sentire l’assessore Castronovi per capire come mai i dati non sono presenti».

Condividi:
Share

Commenta

  • (non verrà pubblicata)