MArTA: inaugurata la sezione tarantina di “Taras e Vatl”

 

pubblicato il 23 Luglio 2021, 15:44
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Oggi è stato presentato, all’interno del chiostro del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, il secondo dei tre atti del progetto scientifico-culturale “Taras e Vatl” – a cura di Eva Degl’Innocenti (direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto) e Simona Rafanelli (direttrice del Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia) – articolato in due mostre, di cui una al Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia”, inaugurata il 20 giugno scorso, e I’altra al Museo Archeologico Nazionale di Taranto, “Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto. Archeologia di Vetulonia a Taranto” – che è stato inaugurato oggi al MArTA – e un convegno internazionale che si terrà al MArTA dal 17 al 19 novembre 2021.

La mostra sarà visitabile fino al 9 gennaio 2022.

Due giganti dell’Italia antica, la colonia spartana di Taras-Taranto e la famosa città della Dodecapoli etrusca Vatl-Vetulonia, sono infatti al centro del progetto scientifico-culturale.

Il progetto è espressione della volontà di stabilire una solida interazione tra due importanti realtà territoriali attraverso il dialogo intrecciato fra due antiche civiltà, quella magno greca quella etrusca, proiettato storicamente nel bacino del Mediterraneo.

A quasi 30 anni dal Convegno di Studi sulla Magna Grecia dedicato a Magna Grecia, Etruschi, Fenici – spiega la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti – ci sembrava – con la collega Simona Rafanelli – di importante interesse scientifico-culturale dedicare un progetto scientifico organico al tema del rapporto tra Magna Grecia e Etruschi.

In due sezioni, l’esposizione, allestita nello spazio mostre del Museo di Taranto, narra attraverso la ricostruzione scala 1:1 del tumulo etrusco di Poggio Pelliccia fino alla tomba tarantina del fanciullo, il dialogo tra mondo etrusco e magno greco ed il loro legame con i centri commerciali più importanti del Mediterraneo (Egeo, Asia Minore).

Immagini e oggetti divengono veicoli di valori e messaggi che l’Arte traghetta per mare rivestendoli di significati che parlavano una lingua chiara a queste due culture, segnate da profonde affinità anche nelle manifestazioni dell’artigianato artistico, fra le quali spicca una produzione orafa assolutamente straordinaria, in parte oggetto della mostra tarantina.

Non una rassegna di oggetti in vetrina (27 arrivano direttamente dall’area etrusca di Vetulonia), decontestualizzati, ma una esposizione degli stessi in un contesto funerario realistico del VII secolo a.C.

L’allestimento è nato dalla visione scientifico-culturale della direttrice del MArTA Eva Degl’Innocenti di poter coniugare il rigore scientifico con la spettacolarità della ricostruzione realizzata con l’arte della cartapesta di tradizione pugliese, di Putignano e Massafra, lavorando con eccellenze del territorio. Per la prima volta, in scala reale, infatti, si restituisce alla fruizione pubblica, la suggestione del sacro di una tomba etrusca, nel caso specifico quella del tumulo di Poggio Pelliccia a Vetulonia (GR), sottoposta nei secoli a intromissioni, saccheggi ed oggi privo della cupola e dei letti funebri in pietra. All’interno del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, invece, tutto ciò torna ad essere visibile e tangibile, come se il tempo e la devastazione degli uomini non avessero “corrotto” quella memoria. Grazie ad un filologico e puntuale rilievo topografico e materico-cromatico, basato su un rigoroso studio scientifico archeologico, nonché ad un esauriente documentazione fotografica, nella mostra tarantina i visitatori entreranno nel tumulo, attraversando il dromos (a cielo aperto e a vestibolo coperto) che conduce all’interno della camera funeraria, e potranno scoprire gli importanti reperti provenienti da Vetulonia nella ricostruzione del loro contesto.

La conoscenza e la scoperta che si vuole condividere con i visitatori susciterà molta emozione nel pubblico nel rivivere il rituale funerario e il senso del sacro a cui Etruschi e Magno Greci attribuivano molta importanza – spiega la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti – questa ricostruzione, frutto di un grande lavoro congiunto tra Puglia e Toscana, è stata realizzata sul bel progetto dell’arch. Luigi Rafanelli con le eccellenze dell’arte della cartapesta pugliese: l’artista Nicola Genco, erede di uno degli storici cartapestai di Putignano, che ha contribuito con la sua meravigliosa creazione e creatività artistica, nonché direttore artistico dell’allestimento, e i giovani artigiani Piero Parisi e Mirco Salvi di Massafra.

Tra i reperti in esposizione da segnalare alcune fibule in oro con teoria di cavalieri, appliques in bronzo raffiguranti leoni, provenienti dal tumulo di Poggio Pelliccia, una parure in oro proveniente dall’area di necropoli di Ruvo di Puglia, corredi funebri della tomba di un fanciullo e un leoncino in faïence da una sepoltura infantile proveniente dall’area dell’Arsenale Militare di Taranto.

Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte la direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti, il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, il vice sindaco e assessore alla cultura e sport del Comune di Taranto, Fabiano Marti, il coordinatore dei Poli Biblio-Museali della Regione Puglia nonché direttore del Museo Castromediano di Lecce, in rappresentanza della Regione Puglia, Luigi De Luca, la direttrice del Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, Simona Rafanelli, l’assessore alle Finanze e Bilancio di Castiglione della Pescaia (GR) e delegato alla valorizzazione delle aree archeologiche, Walter Massetti, e il funzionario archeologo del Museo MArTA e co-curatore della mostra insieme a Eva Degl’Innocenti, Lorenzo Mancini. Ha rivolto un saluto istituzionale ai presenti il Comandante del Comando Marittimo Sud, ammiraglio di divisione, Salvatore Vitiello.

L’ingresso alla mostra è incluso nel biglietto di accesso al Museo Archeologico Nazionale di Taranto. Info e prenotazioni su www.shopmuseomarta.it

 

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