Ex Ilva, Usb e Ugl: “Azienda avulsa dalla realtà”

 

Il commento delle due organizzazioni sindacali dopo l'incontro odierno con l'azienda
pubblicato il 23 Luglio 2021, 19:41
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“Ennesimo incontro in cui a parlare è solo l’azienda e in cui non viene lasciato nessuno spazio alla possibilità di confrontarsi sui contenuti. Iniziato alle 11.30, terminato intorno alle 13.00. Nell’incontro con i sindacati il Responsabile delle Risorse Umane di Arcelor Mittal, Francesco Zimbaro, ha comunicato l’avvio di nuova cassa integrazione causa Covid per 13 settimane per 3.500 unità, con una previsione di produzione di ghisa che si aggira sulle 16.000 tonnellate al giorno”. Così in una nota Alessandro D’Amone Coordinamento esecutivo Usb Taranto, dopo l’incontro odierno tra azienda e sindacati.

“Si riparte dunque, tranne qualche reparto ancora fermo (Treni Lamiere, Treno Nastri 1, 70% Laminatoio a freddo, 70% Finitura Nastri), con una attività all’interno dello stabilimento quasi a regime, senza che siano stati fattiinterventi di manutenzione mirati a ristabilire condizione di sicurezza tali da garantire un ambiente di lavoro meno precario. A fronte delle ultime dichiarazioni dell’ ad di Arcelor Mittal che parla di un’azienda in salute e di un mercato dell’acciaio vivace, ci aspettavamo dall’incontro odierno un segnale distensivo, quindi quasi un azzeramento dei numeri di cassa integrazione. Ci ritroviamo invece di fronte agli stessi atteggiamenti e la stessa mancanza di prospettiva – prosegue D’Amone -. Di fronte a tutto ciò, Usb rimanda al mittente la richiesta di ulteriore cassa integrazione e chiede al Governo un incontro urgente al fine di sbloccare una situazione che va avanti da troppo tempo e che scarica sui lavoratori le responsabilità di una gestione priva di alcuna logica condivisibile. Si apra dunque una vera trattativa per mettere al centro gli interessi delle persone: la questione ambientale, la cassa integrazione, la deregulation dell’appalto” conclude Alessandro D’Amone Coordinamento esecutivo Usb Taranto.

Questa mattina le organizzazioni sindacali e l’azienda si sono riunite per dare avvio al nuovo procedimento di Cassa Integrazione Guadagni Emergenza Covid, facendo seguito a quanto stabilito nella seduta del Consiglio dei Ministri del 15 luglio 2021 che consente di usufruire di ulteriori 13 settimane di CIGO COVID-19 per le imprese con più di 1000 lavoratori in stabilimenti ritenuti strategici, andando a sostituire la cassa integrazione ordinaria discussa lo scorso 23 giugno 2021.

Essa interesserà un numero massimo di 3500 lavoratori e decorrerà retroattivamente a far data dal 28 giugno 2021 e fino al 26 settembre, oppure dal giorno 5 luglio 2021 fino al 3 ottobre, sulla base di quelle che saranno le l’indicazione fornita dall’INPS.

“È stato dato l’avvio all’incontro facendo il punto della situazione degli asset produttivi dei vari impianti che, con la ripartenza di AFO/4 a regime produrrà circa 15000 tonnellate di ghisa giornaliere; si continuerà con questo battente anche con la fermata entro il 31 agosto 2021 della Batteria 12, essendo stato respinto il ricorso al TAR del Lazio da parte di Acciaierie d’Italia. Pertanto, lo scenario per i prossimi mesi dovrebbe essere presumibilmente il seguente: TNA/2 fermata programmata dal 02/08/2021 al 11/08/2021; PLA ripartenza prevista il 23/08/2021 per fermarsi i primi giorni di settembre per circa 2 settimane e poi ripartire; ERW fermata a partire da 02/08/2021 per ripartire il 1° turno del 23/08/2021; Decatreno in marcia la settimana dal 02/08/2021 al 09/08/2021 ed in fermata per le successive 3 settimane; Decapaggio ripartenza prevista per il 30/08/2021; Zincatura 2 fermata prevista dal 16/08/2021 sino al 05/09/2021″. Così in una nota Alessandro Dipino della segreteria provinciale UGL Metalmeccanici Taranto.

“Al fine di discutere e giungere ad un possibile accordo, ancora una volta è stata richiesta l’integrazione salariale per i lavoratori posti in CIGO, così come la rotazione degli stessi in maniera equa al fine di ridurre l’impatto economico sempre sui medesimi lavoratori, ma inutilmente. UGL Metalmeccanici ha chiesto almeno di valutare la possibilità di ridurre il numero dei lavoratori da porre in CIGO COVID e ha sollevato ancora una volta la questione etica e morale calpestata dai ripetuti e continui ingressi in azienda di personaggi chiamati a supporto e, in alcuni casi, in sostituzione di figure di responsabili già presenti nello stabilimento – prosegue Dipino -. Tale atteggiamento serve esclusivamente a creare ulteriore malcontento tra i lavoratori da cui imprescindibilmente deriva un ulteriore danno, sia in termini prestazionali, sia economici. Ancora una volta l’azienda si è dimostrata avulsa dalla realtà della fabbrica e pertanto, non avendo ottenuto alcunché tra le richieste formulate e avendo ancora una volta la percezione che Acciaierie d’Italia prosegua il proprio cammino tra gli stessi solchi segnati dalla gestione ArcelorMittal, nonostante la formalizzazione dell’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione, non si sono intraviste le condizioni per addivenire ad alcun accordo” conclude Alessandro Dipino della segreteria provinciale UGL Metalmeccanici Taranto.

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