Ex Ilva, Fiom: “Azienda cambi atteggiamento”

 

La Fiom Cgil di Taranto contesta ad Acciaierie d'Italia la mancanza di dialogo e confronto con le organizzazioni sindacali sul tema dell'utilizzo della Cgi
pubblicato il 23 Luglio 2021, 20:20
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Quest’oggi, a seguito della revoca della procedura di CIGO del 1 giugno 2021, Acciaierie d’Italia ha comunicato alle organizzazioni sindacali che ha proceduto con la proroga di ulteriori 13 settimane di cassa integrazione guadagni ordinaria, con causale COVID 19, per un numero massimo di lavoratori di 3500 unità giornaliere. La decorrenza della suddetta cassa integrazione potrebbe avere inizio dal 28.06.2021 o dal giorno 05.07.2021, a seconda delle future circolari che fornirà INPS con riferimento al D.L. n.29 del 15 luglio ’21. L’azienda ha, inoltre, illustrato l’attuale assetto impiantistico che si attesta a circa 15 mila tonnellate di ghisa con la ripartenza di Afo 4 e con acciaieria 1 e 2 in marcia.

“I futuri assetti impiantistici, inerenti agli impianti di laminazione, lamiere e tubifici, prevedono alcune fermate per manutenzione e alcune ripartenze di impianti attualmente fermi e saranno così suddivise nel periodo tra agosto e inizi di settembre: TNA 2: fermata programmata dal 02.08.2021 al 11.08.2021; LAF DECAPAGGIO: ripartenza prossimo 30.08.2021; LAF DECRATRENO : prevista la marcia degli impianti dal 02.08.2021 al 09.08.2021 e successivamente si fermerà per 3 settimane; ZINCATURA 2 : la fermata è prevista dal 16.08.2021 al 06.09.2021; TLA: la ripartenza del treno lamiere è prevista per il prossimo 23 agosto; ERW: la fermata avrà inizio dal 02.08.2021 per poi ripartire il prossimo 23.08.2021” si legge in una nota della Fiom Cgil di Taranto.

“L’incontro odierno segna ancora una volta un arretramento in termini di relazioni industriali e discussione di merito sui numeri complessivi coinvolti dalla cassa integrazione in quanto, nonostante le richieste delle organizzazioni sindacali sull’ integrazione salariale, sulla rotazione del personale e conoscenza delle aree interessate dall’ammortizzatore sociale, l’azienda ha di fatto chiuso al confronto – si legge nella nota -. Infatti, abbiamo segnalato l’assoluta assenza di trasparenza nella gestione della cassa integrazione e, viste le miglior condizioni di favore legate all’aumento della richiesta di acciaio e del prezzo dello stesso, ci saremmo aspettati un confronto dettagliato e soprattutto che si affrontassero le tante problematiche segnalate dai RSU di area”.

Inoltre,” tale incontro si è tenuto subito dopo l’insediamento del CDA di Acciaierie d’Italia e non sembra esser cambiato nulla nelle modalità con cui la vecchia gestione ha utilizzato la cassa integrazione. Pertanto, riteniamo doveroso, così come rivendicato con lo sciopero del 20 luglio di Fim, FIOM e Uilm aprire una discussione anche sull’utilizzo dell’ammortizzatore sociale anche con il nuovo management”.

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