Il ritorno di Medea

 

Il regista dello spettacolo è il tarantino Alessio Boccuni, da anni trapiantato a Torino dove opera e studia
pubblicato il 20 Luglio 2021, 09:00
4 mins

Ritorna dopo due anni a Taranto la compagnia teatrale Hetairos con una versione nuova del capolavoro classico di Medea. Il regista dello spettacolo, il tarantino Alessio Boccuni, da anni trapiantato a Torino dove opera, studia e si sta sempre più affermando nel mondo del teatro e della cultura piemontese, da sempre legatissimo alla terra che gli ha dato i natali, ci tiene particolarmente, quando si tratta di uscire dai confini piemontesi, a presentare gli spettacoli teatrali di cui oltre che interprete è regista, a Taranto.

Reduce dai successi con la nuova versione della Medea, di Lisistrata di Aristofane e delle Troiane di Euripide, la compagnia teatrale Hetairos sarà di scena a Taranto il 24 luglio, alle ore 19, sipario ore 19.30, nel bell’auditorium della parrocchia la Santa Famiglia, in via Lago di Albano al rione Salinella. L’evento è organizzato da Hetairos in collaborazione con Nobilissima Taranto e la start up della
Biblioteca Acclavio a cura di Museion soc. coop. e il patrocinio del Comune di Taranto. Regia di Alessio Boccuni, coreografie di Alessandra Cagnassi ed interpreti Alessio Boccuni, Alessandra Cagnassi, Elisa Gandolfi, Francesca Vetere.

La Medea è una delle più famose tragedie greche. Giasone (al termine delle sue eroiche imprese) ha contratto nuove nozze con la figlia del re di Corinto, aspirando a divenire membro della famiglia regnante. Medea (sua moglie) è in preda al delirio, conscia del destino
che l’attende: la straniera dovrà lasciare la città, abbandonando i figli avuti dall’uomo che la disonora. A congiungere le due realtà vi è la figura della Nutrice, serva fedele che assisterà al repentino delirio della padrona, nell’insana follia che la porterà ad agire contro natura uccidendo la sua stessa progenie. In scena anche la Hybris (danzante), testimone del progressivo crollo psicofisico del personaggio
protagonista.

Lo spettacolo teatrale si avvale della partecipazione straordinaria del soprano Valentina Colleoni con una overture musicale che vuole essere anche un omaggio alla divina a Maria Callas. Presenza costante di molti degli eventi artistici e culturali di Nobilissima Taranto e Museion, Valentina Colleoni, a differenza di molte altre sue colleghe ha dato da tempo prova della capacità di cimentarsi non solo in
arie a lei congeniali, ma si spinge sempre oltre, verso opere, piegando ed adattando il suo straordinario organo vocale, che richiedono diverse tipologie di vocalità, esaltando il concetto di soprano drammatico. Quando canta lo fa con tutta se stessa. Il suono non è solo il risultato della tecnica. Quando canta è essa stessa il suono. Non è difficile accorgersi che il suono le pervade ogni parte del corpo propagandosi attraverso ogni muscolo, ogni osso. Ogni personaggio è vissuto realmente all’interno. Sembra quasi che lo cerchi anche quando sembra lontano dal suo essere. Come​ spesso ha avuto modo di ricordarci: “Quando canto io voglio donare emozioni a chi
ascolta e chi si emoziona vibra dello stesso pathos che io stessa sento”.

Per l’ingresso è opportuna la prenotazione ai n. 3274557909 – 3914987677. Contributo di euro 10.

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