Disabilità: arriva a Taranto “Obiettivo Tricolore”

 

pubblicato il 20 Luglio 2021, 10:38
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Domani, mercoledì 21, arriva a Taranto “Obiettivo Tricolore”, la grande staffetta del progetto “Obiettivo3” voluto da Alex Zanardi, che, nata nella primavera dell’anno scorso per lanciare un segnale di speranza all’Italia dopo il lockdown, è ripartita nel 2021 con lo stesso spirito.
Quest’anno la staffetta vede impegnati, per tre settimane, 65 atleti paralimpici impegnati lungo 54 tappe in 18 regioni; ogni atleta percorrerà il proprio tragitto in handbike, bicicletta o carrozzina olimpica, passandosi di mano in mano il testimone.

Mercoledì 21 luglio la tappa della staffetta “Obiettivo Tricolore” con arrivo a Taranto, l’unica in Puglia, partirà da Matera alle ore 16 e vedrà alternarsi, passandosi il testimone, due atleti paralimpici pugliesi: Stefano Saccomanni e Leonardo Percoco; nel loro percorso saranno “scortati” da un team di quattro ciclisti guidato dal vicepresidente nazionale Anmil, il tarantino Emidio Deandri.
Il laertino Stefano Saccomanni inizierà da Matera la tappa su una easybike fino alla sua Laterza, dove cederà il testimone a Leonardo Percoco, nato a Taranto ma trentino di adozione, che su una handbike proseguirà fino all’arrivo in piazza Immacolata a Taranto (ore 19.30/20.00).
Qui saranno accolti da Pierino Dainese, presidente nazionale di “Anmil Sport Italia”, da Fabiano Marti, vicesindaco e assessore Cultura e Sport, e da Giovanni Destratis, presidente provinciale di Anmil Taranto, che consegneranno una targa ricordo agli atleti.
La tappa di Taranto, fortemente voluta da Anmil Taranto, è organizzata dal Progetto “Obiettivo3” che nell’occasione allestirà in Piazza Immacolata, in collaborazione con “Anmil Sport Italia” e ASD “Sono e Posso”, il suo Villaggio sportivo che, anche nella giornata di giovedì 22 luglio, offrirà momenti di approfondimento su sport e cultura paralimpica e la possibilità per i disabili di provare le discipline paraolimpiche, candidandosi a far parte del progetto.
Venerdì 23 luglio la staffetta “Obiettivo Tricolore” ripartirà da Taranto in direzione Calabria.

«Anche attraverso manifestazioni importanti come “Obiettivo3” – ha dichiarato il vicepresidente nazionale Anmil Emidio Deandri – lo sport paralimpico e gli atleti disabili vogliono continuare a fare sentire la propria voce e rappresentare un esempio concreto per quanti cercano di superare le piccole e grandi sfide della vita».
Il Progetto Obiettivo 3, infatti, punta a far apprendere e diffondere la pratica sportiva tra i disabili che ancora oggi sono una categoria fortemente penalizzata dagli alti costi e, soprattutto, dalla difficoltà nel comprendere come iniziare.
Ogni normodotato che avvicina lo sport segue un percorso noto, ma un disabile per farlo deve dotarsi di un ausilio la cui tecnicità è strettamente legata alle capacità residue della persona.
Praticare una qualsiasi disciplina paralimpica con soddisfazione dipende sempre dal poter rispondere in modo efficace a questo fondamentale quesito.

Biografie 2 Atleti Paraolimpici Tappa Matera-Taranto

Stefano Saccomanni, classe 1986, è un ragazzo pugliese di Laterza, in provincia di Taranto. È qui che cresce e muove i primi passi nella scuola e nel mondo dello sport, come calciatore nelle categorie giovanili, prima da centrocampista e poi da difensore centrale. Una volta diplomato, vola a Milano per frequentare la prestigiosa Università Bocconi, dove si laurea nel 2008 in Economia dei mercati e degli intermediari finanziari. Ma l’anno dopo la sua vita prende un bivio imprevisto. D’estate, mentre è tornato in Puglia per le vacanze, il suo Maggiolone cabrio va fuori strada, si ribalta e Stefano subisce un trauma violentissimo al collo. La diagnosi parla di tetraplegia, il suo percorso riabilitativo diventa lunghissimo e lo porta a Taranto, Roma e poi di nuovo a Milano. Più di un anno di calvario, dal quale esce tornado a vivere nella sua Laterza.
Deve rimodulare completamente la sua vita e inizia ad abbracciare lo sport, anche se con risultati contrastanti. Acquista una easybike, la usa, la rimette in garage e non la sfrutta mai realmente. Fino all’incontro con Obiettivo3. Su suggerimento di un amico invia la sua candidatura, entra a far parte del progetto e comincia ad impegnarsi davvero a fondo nel mondo dello sport, prima con il suo mezzo, quindi con l’handbike che Obiettivo3 gli fornisce in comodato d’uso. Una svolta che vede Stefano puntare fortemente sul paraciclismo, una nuova passione che si unisce a quella per la pittura e il teatro.

Leonardo Percoco, classe 1967, è originario di Taranto ma negli ultimi tempi si è trasferito in Trentino a Pergine Valsugana. Ultima tappa di una vita avventurosa, contrassegnata da troppe disavventure che non l’hanno però mai abbattuto né fatto perdere d’animo. A quattro anni e mezzo gli viene diagnosticato un tumore molto raro, sembra non avere nessuna speranza, ma i genitori non si arrendono e grazie all’aiuto di un luminare dall’ospedale di Taranto, lo portano a Ginevra per una cura sperimentale. Una cura che dà gli esiti sperati ma lo costringe a un lungo peregrinare tra la Puglia e la Svizzera, che si concluderà solamente 13 anni dopo, quando verrà dichiarato guarito definitivamente.
Nel frattempo Leonardo cresce, si diploma come geometra e inizia a coltivare la passione per il motocross. È un pilota di talento, partecipa al campionato italiano e attira anche alcuni sponsor, fino al primo aprile del 1993, quando a 25 anni un incidente a Lecce gli causa una grave lesione midollare. Una nuova batosta, dalla quale riemerge grazie a tanto allenamento e a un nuovo lavoro come meccanico che mette in piedi da zero. L’amore per i motori, infatti, non svanisce, al punto da portarlo a fondare un proprio team di motocross, la Perkoko Racing. Dopo aver lavorato anche come impiegato alla Cittadella della Carità di Taranto, nel 2019 decide di cambiare completamente vita, trasferendosi in Trentino, dove già si recava per la fisioterapia. Vuol tornare a fare sport agonistico, acquista una handbike e viene reclutato da Obiettivo3, tornando a riassaporare le vecchie sensazioni che gli dava la moto da cross.

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