Agguato in via Dante: preso l’autore

 

pubblicato il 20 Luglio 2021, 11:18
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Circa un mese di indagini degli agenti della Squadra Mobile di Taranto per indentificare ed arrestare un pregiudicato tarantino di 54 anni, ritenuto l’autore di un tentato omicidio accaduto il 19 giugno scorso.

I poliziotti intervennero in via Dante angolo via Nettuno dove era stata segnalata una sparatoria. Sul posto gli investigatori accertarono, nonostante le iniziali reticenze dei presenti, che un uomo si era avvicinato ad una Renault Megane con una coppia a bordo ed aveva esploso al loro indirizzo cinque colpi di pistola.

I destinatari dell’agguato, un noto pregiudicato tarantino e la sua compagna, per fortuna riuscirono a sottrarsi al fuoco riparandosi nel portone di uno stabile vicino per poi allontanarsi sempre a bordo della loro auto.

Le immediate indagini hanno ben presto fatto emergere il contesto legato alla malavita locale nel quale era maturato l’episodio ed i pregressi litigi avvenuti in precedenza tra chi aveva sparato e l’uomo all’interno dell’auto, reale obbiettivo dell’agguato.

Già il giorno prima, – accertarono gli agenti – all’interno del mercato Fadini, lo stesso, mentre era in compagnia di un suo parente, fu ferito al braccio con una coltellata dallo stesso pregiudicato che poi avrebbe tentato di ucciderlo.

Gli accertamenti, avvalorati anche da immagini dei sistemi di video sorveglianza presenti nella zona dell’agguato, che hanno immortalato l’autore della sparatoria, hanno dato ulteriore e definitiva conferma su quanto successo e sulle responsabilità del 54enne pregiudicato.

Ieri, i poliziotti hanno eseguito nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per lesioni personale aggravate e tentato omicidio con l’aggravante di aver agito per futili motivi.

Nei giorni scorsi, anche il destinatario dell’agguato, un pregiudicato tarantino di 45 anni sottoposto alla misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali, è stato arrestato. Una sospensione della misura alternativa, necessaria,  in considerazione della sua pericolosità sociale e per l’assoluta intolleranza alle regole dell’Autorità Giudiziaria.

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