Tessitura Mottola, lavoratori a difesa del cotonificio

 

Presidio h24 per evitare che il sito venga svuotato di materiale e macchinari. Sit-in in prefettura e incontro con il prefetto sulla Cig. Il 22 incontro a Roma al MiSE
pubblicato il 19 Luglio 2021, 21:07
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Sit-in e presidio all’esterno della prefettura di Taranto questa mattina per i lavoratori e i sindacati di categoria Femca Cisl, Filctem Cgil, Uiltec Uil ed Ugl, in merito alla vertenza dell’azienda Tessitura di Mottola del gruppo Albini, che riguarda ad oggi 115 lavoratori. Che a marzo scorso annunciò la  messa in liquidazione del cotonificio con la delocalizzazione delle attività all’estero o a Bergamo. Atto che è stato eseguito dall’azienda recentemente.

Pertanto da ieri i sindacati e le Rsu hanno deciso di iniziare il presidio dello stabilimento, per far si che ci sia una presenza costante dei lavoratori per evitare possano essere portati via dallo stabilimento le apparecchiature, che non consentirebbero un futuro industriale ed occupazionale del sito. Giova infatti ricordare che lo scorso marzo affermò di aver affidato ad una società l’incarico di reindustrializzazione dell’impianto, tempo previsto nove mesi. Oltre a trenta giorni di tempo per provare a redigere un piano strategico per rimodulare e ritrovare l’equilibrio economico-finanziario, così da recedere dalla decisione intrapresa, che già allora appariva un’exit strategy per prendere tempo ed addolcire la pillola che altro. Come i fatti hanno dimostrato.

I lavoratori saranno pertanto organizzati a squadre davanti all’ingresso dello stabilimento nella zona industriale di Mottola, in Contrada San Basilio, per coprire le 24 ore giornaliere, a partire da ieri. Senza dimenticare i problemi, ancora non del tutto risolti, nel ricevere i pagamenti della cassa integrazione guadagni covid.

Quest’oggi le organizzazioni sindacali, le Rsu aziendali e il sindaco di Mottola Giampiero Barulli hanno incontrato il prefetto Demetrio Martino, affinché si attivi nei confronti della task force regionale per l’occupazione affinché riprenda in mano il dossier, e per fare pressioni sull’azienda affinché estenda il più possibile la Cigo Covid-19, terminata lo scorso 26 giugno.

Il settore moda ha ottenuto dal governo la proroga sul blocco dei licenziamenti esteso sino al 31 ottobre, oltre ad assicurare ulteriori 17 settimane di cassa integrazione con causale covid. Il corto circuito nasce però dal fatto che il gruppo Albini ha già attivato l’iter per ottenere la cassa prevista dal Decreto Genova del 2018, che è una cassa straordinaria della durata di massimo 12 mesi complessivi, per le aziende che hanno cessato la loro attività.

La richiesta dei sindacati è che l’azienda, prima di applicare la Cigs sfrutti a partire da questo mese le ulteriori 17 settimane di Cigo Covid-19, che coprirebbero i lavoratori sino a fine ottobre, nella speranza che il governo conceda altre proroghe. Solo al termine della cassa Covid, andrebbe applicata la Cigs in modo tale da garantire ai lavoratori la possibilità di utilizzare tutti gli ammortizzatori sociali a disposizione, che li traghetterebbero sino a giugno 2022.

Come detto in precedenza, non si è però risolta la problematica legata al ritardo da parte dell’azienda dell’invio del modello SR41 all’INPS, senza il quale l’ente non può erogare la cassa integrazione ai dipendenti. Ancora oggi infatti, 19 luglio, i lavoratori della Tessitura Mottola non hanno ricevuto gli emolumenti previsti per il mese corrente. Mettendo in seria difficoltà la vita quotidiana di oltre cento famiglie.

Ora, la prossima tappa è al ministero dello Sviluppo Economico, che ha fissato un incontro per giovedì 22. Mentre proseguirà h24 il presidio del cotonificio da parte di lavoratori ed Rsu: un modo fortemente simbolico per difendere il lavoro e la propria dignità. Oltre che una speranza per un futuro decisamente migliore. Staremo a vedere.

(leggi tutti gli articoli sulla vertenza della Tessitura Mottola https://www.corriereditaranto.it/?s=tessitura&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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