L’omaggio di tanti tarantini alla Madonna del Carmine

 

La celebrazione conclusiva in piazza della Vittoria Al termine, il lento rientro della statua in chiesa
pubblicato il 17 Luglio 2021, 17:06
3 mins

Tanta commozione alle celebrazioni per la festa della Madonna del Carmine, conclusasi venerdì 16 con la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo in piazza della Vittoria davanti a una foltissima assemblea. Tanti i confratelli e le consorelle presenti in abito di rito, ma ancor più i semplici fedeli assiepati dietro le transenne, in una partecipazione così massiccia che probabilmente nessuno si attendeva, sia per il caldo intenso sia per i timori per la pandemia. Ma la fede e l’attaccamento alle nostre secolari tradizioni, pur nel rispetto delle normative anticovid, hanno avuto la meglio.

Mezzora prima dell’inizio della santa messa, una piccola folla ha atteso in piazza Carmine l’uscita della Madonna, salutata da un forte applauso e dai flash delle fotocamere. Quindi, portata a spalla dai confratelli, la venerata immagine, a passo lento, ha raggiunto piazza della Vittoria ed è stata posizionata affianco al palco allestito per la celebrazione. Hanno fatto da colonna sonora nel breve tragitto il “Mosè” di Rossini (la marcia che tradizionalmente accompagna l’uscita delle nostre processioni) e l’inno carmelitano “Fiore del Carmelo”, eseguiti dal concerto bandistico “G. Chimienti” di Montemesola. Quindi, è giunta la processione introitale mossa dalla chiesa del Carmine, con l’arcivescovo mons. Filippo Santoro, il padre spirituale dell’arciconfraternita del Carmine, mons. Marco Gerardo, il parroco del Santissimo Crocifisso, don Andrea Mortato, e don Francesco Venuto, vicario parrocchiale al Sacro Cuore, e i ministranti. Particolarmente toccante è stata l’omelia di mons. Santoro, che ha sottolineato il significato e le fondamenta del culto della Madonna del Carmine, così vivo nel nostro meridione. In tanti, successivamente, si sono accostati all’Eucarestia, così da terminare in breve tempo le sacre particole. Al termine, il saluto del priore dell’arciconfraternita, cav. Antonello Papalia, che ha vivamente auspicato la ripresa delle nostre tradizionali processioni, chiedendo altresì all’arcivescovo di farsi interprete di queste istanze presso i suoi confratelli vescovi. Dopo la benedizione finale, molti hanno partecipato al rito dell’offerta dell’incenso alla Madonna.

Verso le ore 21.30, la Madonna del Carmine, con un piccolo e distanziato seguito di confratelli e consorelle, ha fatto lentamente rientro in chiesa, fra il suono delle campane a distesa e le musiche della banda. Tutto questo, con il vivo auspicio che l’anno prossimo, usciti finalmente dalla pandemia, le nostre tradizioni possano riprendere nella normalità.

Foto Mino Lo Re

Condividi:
Share

Commenta

  • (non verrà pubblicata)