Scuola, rapporto INVALSI: deficit formativo in Puglia

 

Romito, presidente ANP Puglia: "Chiaramente legato al ricorso massiccio alla didattica a distanza"
pubblicato il 14 Luglio 2021, 18:59
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I risultati presentati nel rapporto INVALSI del 2021, resi noti il 14 luglio, rappresentano la prima misurazione su larga scala degli effetti delle restrizioni conseguenti alla pandemia sugli apprendimenti di base (italiano, matematica e inglese) conseguiti dagli studenti italiani.
Si è verificato, purtroppo, ciò che era stato da molti previsto: un calo generalizzato, in particolare nella scuola superiore, dei livelli di apprendimento misurati nel corrente anno scolastico (le rilevazioni sono state condotte fra marzo e maggio scorsi) rispetto a quelli del 2018 e del 2019.
E un accentuarsi preoccupante della dispersione scolastica, in particolare nel mezzogiorno (Puglia inclusa), espressa non solo con riferimento agli alunni che hanno abbandonato gli studi ma anche a quelli che hanno terminato la scuola superiore senza aver raggiunto le competenze fondamentali, che sono a forte rischio di inserimento nella società e nel mondo del lavoro al pari di quelli che non hanno completato gli studi.
Il rapporto completo è scaricabile mediante il link: https://www.anppuglia.it/wp-content/uploads/2021/07/2021_07_14_Presentazione_Risultati_Prove_INVALSI_2021.pdf.
“Segnaliamo qui soltanto alcuni dei dati più preoccupanti relativi alla Puglia, quelli sulle percentuali di alunni del quinto anno delle scuole superiori che non raggiungono la soglia minima di competenza: in italiano, il 59% in matematica, il 69% – spiega in una nota Roberto Romito, presidente Associazione Nazionale Presidi Puglia -. Se si raffrontano questi dati con quelli di altre regioni altrettanto colpite dalla pandemia, se non in misura molto maggiore della Puglia, come la Lombardia ed il Veneto, si nota come queste ultime riportino risultati nettamente migliori (25% e 32%, rispettivamente, per l’italiano, e 28% e 39% per la matematica)”.
Il rapporto, sulla base di questi ed altri dati più approfonditi, indica la presenza in Puglia (ma anche in Campania) di un vero e proprio learnig loss (perdita di apprendimento o deficit formativo), “chiaramente legato al ricorso massiccio alla didattica a distanza che si è consentito nella nostra regione rispetto ad altre nelle quali i rischi di contagio erano anche maggiori. E sicuramente ha pesato, in particolare per gli ultimi due mesi di scuola, il messaggio di disincentivazione della frequenza scolastica che è stato lanciato a studenti e famiglie attraverso le ordinanze che hanno consentito la cosiddetta ‘didattica a scelta’”.
“La nostra posizione contraria, in merito, è nota – aggiunge Romito, che negli scorsi mesi ha sempre avversato la scelta della Regione Puglia -. Auspichiamo che non si ripeta più questo errore, ma che in condizioni di rischio pandemico accettabile si mettano in campo – finalmente – tutte le misure atte a far sperare in un più regolare avvio del prossimo anno scolastico: dalle vaccinazioni degli studenti fra 12 e 18 anni di età al completamento di quelle dei docenti e del personale delle scuole, dal tracciamento dei contagi alle misure di prevenzione attuate nelle stesse scuole per mezzo del personale sanitario a loro dedicato (i TOSS), senza trascurare l’effettivo potenziamento del trasporto pubblico locale”.

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