CIS, Peluso (Cgil): “Ok Verde Amico. Ma ci sono zone d’ombra”

 

Tra le critiche due temi cruciali all’ordine del giorno: il Tecnopolo del Mediterraneo e lo stato dell’arte delle bonifiche, su cui il sindacato non concorda con Emiliano
pubblicato il 13 Luglio 2021, 18:03
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“Apprezziamo la concretezza della ministra per il Sud, Mara Carfagna e l’essersi posta in continuità con il lavoro delle precedenti gestioni del CIS per Taranto, ma la riunione di oggi ha espresso zone d’ombra su cui sarà importante chiarire da subito alcuni aspetti”. E’ il primo giudizio espresso dal segretario della CGIL di Taranto, Paolo Peluso, al termine della riunione per la riapertura del tavolo CIS chiamato oggi a fare il punto della situazione sulla emergenza Taranto.
Nel merito il punto che ha maggiormente soddisfatto il sindacato tarantino è quello relativo allo sblocco della vertenza ex Isola Verde.
“Massima soddisfazione per la soluzione individuata per i 130 lavoratori dell’ex progetto Verde Amico – dice Paolo Peluso – Tale soluzione, già illustrata ai Sindacali confederali nel corso di un webinar di alcuni giorni fa dalla Ministra Carfagna, prevede il finanziamento da parte di Regione di 6 mln di euro dal FSC, anticipati appositamente dal Ministero alla stessa Regione, per un progetto con una nuova denominazione: “Recupero delle aree a verde e dei relitti stradali”. Ciò – continua il segretario della CGIL di Taranto – pone le basi per una prospettiva di stabilizzazione futura, atteso che sulla realizzazione di nuove aree a verde il Comune di Taranto sta progettando vari e importanti interventi e ci sarà sicuramente bisogno di cura e manutenzione che quei lavoratoti potranno garantire”.
Positivo anche il giudizio sull’insediamento nell’ex Yard Belleli del Gruppo Ferretti, “anche se l’originario progetto industriale – dichiara Peluso – aveva una portata occupazionale certamente più interessante, pari a 500 unità e non alle 200 rappresentate oggi”.
Tutto da chiarire, invece, il percorso dell’acquario green previsto nell’ex stazione torpediniera in Mar Piccolo, su cui sembrano incombere, malgrado una disponibilità di circa 42milioni di euro, le già registrate difficoltà relative al piano per le bonifiche.
“Quella proposta resta valida non tanto come attrattore turistico, quanto come luogo a valenza di ricerca scientifica – spiega Paolo Peluso – dettaglio che sembra non sia stato colto nella riunione e che invece fa il paio con la sottolineatura del sindaco Melucci rispetto al modello di acquario diverso e innovativo rispetto a quelli della vecchia generazione (leggi Genova – ndr)”.
Più critica la posizione del sindacato tarantino su due temi cruciali all’ordine del giorno del tavolo CIS di oggi: il Tecnopolo del Mediterraneo e lo stato dell’arte delle bonifiche.
“Sulle bonifiche la compiuta relazione del Commissario e Prefetto di Taranto, Demetrio Martino, ha permesso di avere un quadro complessivo della situazione attuale, ma anche delle criticità ereditate dalla precedente gestione – sottolinea il segretario della CGIL – Così mentre valutiamo positivamente l’idea della Ministra Carfagna di convocare un tavolo ad hoc, spiazza e risulta stucchevole l’insistenza del Presidente della Regione Puglia di voler legare il tema delle bonifiche dell’area di crisi complessa di Taranto all’utilizzo dei cassaintegrati in ILVA in AS, che come opportunamente richiamato il commissario della stessa azienda in amministrazione straordinaria, Antonio Lupo, è tema di un accordo sindacale firmato nel 2018 e pertanto già soggetto a quegli impegni”.
Critiche ad Emiliano anche sul tema Tecnopolo.
“Apprezziamo l’impegno della Ministra, del MIUR e del MISE per l’insediamento di un istituto di ricerca che potrà favorire l’insediamento di start-up e aziende che si occupano di mare in chiave sostenibile – dichiara Peluso – mentre desta perplessità l’intervento di Emiliano che in tutto il suo intervento ha fatto quasi esclusivamente riferimento al Biopolo di Lecce, su cui a quanto pare la Regione sta investendo molto. Non vorremmo – continua l’esponente della CGIL – che ciò ostacolasse la nascita di un Tecnopolo e luogo di ricerca autonomo che per finalità risulta essere un unicum a livello nazionale e che ben si sposa con la nuova traccia identitaria e di sviluppo su cui Taranto sta tanto investendo”.

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