Amiu, la denuncia: risorse non versate su fondo previdenza dei lavoratori

 

Secondo il consigliere comunale Giampaolo Vietri, si tratterebbe di oltre 1,5 milioni di euro
pubblicato il 11 Luglio 2021, 08:57
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“Il Sindaco nomina gli amministratori dell’Amiu, è il rappresentante del socio unico dell’azienda ed è a capo della struttura di governo che esercita il controllo di gestione sull’Amiu. Per questo, mentre è impegnato a spendere a più non posso, vogliamo sapere dallo stesso come mai 1 milione e 655 mila euro non sono stati versati sul fondo di previdenza dei lavoratori con grave danno per gli stessi! Il sindaco non dovrebbe controllare la gestione dell’azienda? Non dovrebbe in assemblea controllare il bilancio che si approva?”. E’ quanto denuncia il consigliere comunale Giampaolo Vietri, che annuncia una interrogazione per far luce su una vicenda quanto meno singolare che riguarda la partecipata del Comune, fossero confermati i timori del capogruppo di Fratelli d’Italia.
Ecco cosa descrive Vietri: “L’Amiu non versa le quote sul fondo di previdenza complementare e ciò danneggia i lavoratori compromettendone le aspettative pensionistiche. Per questo abbiamo depositato un’interpellanza urgente al sindaco Melucci per sapere dove sono finite le risorse dei dipendenti non versate sul fondo Previambiente finalizzato all’erogazione di trattamenti pensionistici complementari, al quale la maggior parte dei dipendenti Amiu ha aderito”. La definisce quindi “una vicenda particolarmente grave visto che fonti sindacali stimano un mancato versamento di contributi a scapito dei lavoratori che ammonta a circa 1 milione e 655 mila euro, denunciando che l’ultimo pagamento sul fondo è imputabile a marzo 2018”.
Dunque, “una inadempienza che lede il diritto dei lavoratori a cui l’azienda trattiene, tra l’altro, direttamente dalla busta paga, la quota di spettanza degli stessi che dovrebbe poi versare. Il danno che ne consegue si riflette in modo negativo su tutte le prestazioni di cui il lavoratore può beneficiare; rendita e/o capitale, anticipazioni, riscatto parziale o totale, rendita integrativa. E’ una grave ed evidente omissione da parte del datore di lavoro – prosegue Vietri -, trattandosi di uscite ricorrenti, certe, derivanti da obblighi contrattuali esistenti, non rinviabili che non possono, pertanto, non essere allocate nel bilancio annuale dell’Amiu e trattenute arbitrariamente. Anche il solo ritardo dei versamenti causa la mancata ricapitalizzazione delle quote ovvero dei relativi interessi non maturati che lo scorso anno si sono attestati a un tasso lordo dell’8,2%; rivalutazioni che non verrebbero, comunque, riconosciute dal fondo con un semplice ripianamento postumo delle quote non versate. Tutto ciò causa, quindi, delle irregolarità sulle posizioni contributive dei lavoratori che immaginiamo adiranno alle vie legali”. Ed è per questo che “chiamiamo in causa il sindaco: l’azienda deve immediatamente sanare in toto questa situazione e i lavoratori devono sapere di chi è la responsabilità di tutta questa inammissibile vicenda. Abbiamo, infine, chiesto al sindaco di Taranto di chiarire se esiste traccia di rilievi in merito a tale argomento da parte del collegio sindacale dell’azienda e se egli fosse assente all’assemblea di approvazione del bilancio 2020 di Kyma Ambiente ampiamente propagandato nonostante non siano state riversate somme per 1 milione e 655 mila euro sul fondo pensione dei lavoratori che vanno immediatamente tutelati”.

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