“Ex Ilva, si a riconversione rapida no a chiusura”

 

"Non esiste la sinistra che chiude le fabbriche. Ma quella che le apre e fa funzionare nel rispetto delle leggi ambientali e sanitarie"
pubblicato il 09 Luglio 2021, 17:52
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“Non si è mai vista la sinistra che chiude le fabbriche, ma solo quella che le apre e fa funzionare nel rispetto delle leggi ambientali e sanitarie, rigettando ogni forma di propaganda o demagogia. Ciò significa che l’ex Ilva deve convertire rapidamente il processo di funzionamento del suo ciclo a caldo e che ogni ipotesi di chiusura senza un domani è fuori dalle corde culturali di una coalizione che sostiene di ricevere ispirazione dal progresso”.  Lo dichiarano Fabiano Amati Consigliere regionale della Puglia e Pina Picierno, Parlamentare europeo.

“Apprezziamo la dichiarata collaborazione, sui problemi ex Ilva, tra il Governo nazionale e le Regioni Puglia, Liguria e Piemonte, che allo stato risulta piena di buone intenzioni sul metodo da seguire. C’è però da intendersi sul merito, cioè sugli aspetti di Piano industriale che non possono continuare a divergere.  Lo sforzo del Governo nazionale ci sembra diretto ad accelerare l’adeguamento funzionale a gas degli impianti dell’area a caldo, nei tempi più brevi che la tecnica è in grado di offrire. E questo sforzo sarebbe utile se fosse sostenuto anche da noi tutti, alla ovvia condizione che il tempo necessario a effettuare gli adeguamenti assicuri la continuità della produzione nel rispetto delle leggi ambientali e sanitarie vigenti, unico baluardo di riferimento pena l’arbitrio e la demagogia” proseguono Amati e Picierno.

“Ricordiamo che tale posizione è peraltro densa di realismo economico e produttivo, perché decidere al di fuori dello schema legale vigente significa non riconoscere che l’acciaieria serve per fabbricare il materiale di base per fare la maggior parte delle cose che usiamo per vivere, comprese le nostre case e gli ospedali, che si costruiscono armando il cemento, i mezzi di trasporto privato e pubblico (comprese le ambulanze), le macchine per Tac, risonanze magnetiche, ecografie, le lavatrici, le lavastoviglie, i frigoriferi, i condizionatori, tutto ciò che serve per consentirci di accendere una luce, un computer o la televisione, e persino lo scaldabagno per preparare l’acqua del bagnetto ai nostri bimbi” affermano Amati e Picierno.

“Introdursi in questa discussione, brandendo come oggetto contundente di disputa politica la malattia e la morte delle persone per gravi malattie, significa non considerare che siamo tutti orfani di malati di tumore e che a nessuna persona sensata potrebbe mai venire in mente di prediligere le cose che uccidono piuttosto che quelle in grado di farci vivere al meglio” concludono Fabiano Amati Consigliere regionale della Puglia e Pina Picierno, Parlamentare europeo.

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