“Ex Ilva, il tempo delle non decisioni è scaduto!”

 

Dopo l'incontro di ieri a Roma, Fim Fiom e Uilm annunciano assemblee in tutti i siti e una giornata di sciopero per martedì 20 luglio
pubblicato il 09 Luglio 2021, 17:36
3 mins

L’incontro tenutosi ieri al Ministero dello Sviluppo Economico sulla vertenza ex Ilva, non ha per nulla soddisfatto i sindacati metelmaccanici Fim, Fiom e Uilm, in quanto “non ha fornito nessuna risposta sia per le questioni inerenti le prospettive industriali ed occupazionali sia per la gestione ordinaria del gruppo siderurgico e del suo importantissimo e strategico sistema di appalti da parte dell’azienda”.

Da parte delle organizzazioni sindacali, le RSU e dei lavoratori, “questa condizione non è più sostenibile: il tempo delle “non decisioni” è scaduto!” si legge in una nota unitaria.

“A fronte di un piano industriale, definito dalla multinazionale ArcelorMittal e dal nuovo socio Invitalia mai discusso e condiviso con FIM FIOM UILM, continua ad essere una questione “inaccettabile”. L’assenza di un piano di manutenzioni degli impianti per assicurare la sicurezza dei lavoratori e la messa a norma degli impianti è inaccettabileL’assenza della presentazione del piano ambientale, sui tempi della sua realizzazione e delle opere di messa a norma degli impianti e la certezza degli investimenti è inaccettabile. Il mancato ripristino di un adeguato livello di relazioni sindacali con le organizzazioni territoriali e le RSU di tutti i siti è inaccettabile. Una gestione inappropriata della cassa integrazione senza la condivisione delle modalità e dei numeri dei lavoratori è inaccettabile. La mancata definizione di un percorso di reintegro in Acciaierie D’Italia dei lavoratori in Amministrazione Straordinaria (ex Ilva in AS) è inaccettabile” affermano le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm.

“E’ altrettanto inaccettabile che al termine dell’incontro di ieri al MiSE l’AD di Acciaierie d’Italia Lucia Morselli abbia dichiarato di considerare scaduto l’accordo del 6 settembre 2018 per le parti che si riferiscono al trattamento economico ed in particolare per quel che riguarda la corresponsione dell’“una tantum” del 3% della RAL in luogo del premio di risultato, senza alcuna preventiva comunicazione formale e tantomeno l’apertura di un negoziato per il rinnovo del PDR. Questione sulla quale le segreterie nazionali di FIM-Fiom-Uilm avevano più volte sollecitato la necessità di un chiarimento senza avere risposta” si legge nel comunicato.

“Così come nessuna disponibilità è venuta dall’AD sulla maturazione dei ratei e sulla possibilità di integrare il trattamento di cassa con risorse proprie. Tutto ciò mentre la stessa Morselli vanta eccellenti risultati di bilancio segnando nel primo semestre per la prima volta da tanto tempo un utile netto ed un azzeramento generale della situazione debitoria. A fronte di tutto ciò le segreterie nazionali Fim-Fiom-Uilm indicono a partire da lunedì 12 luglio prossimo le assemblee unitarie in tutti gli stabilimenti e siti e proclamano una giornata di sciopero da tenersi martedì 20 luglio, con modalità in via di definizione” concludono Fim, Fiom e Uilm.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/07/08/2ex-ilva-giorgetti-fiduciosi-sindacati-molto-meno/)

Condividi:
Share
Il Corriere di Taranto, i fatti del giorno. Contatta la nostra redazione: [email protected]

Un Commento a: “Ex Ilva, il tempo delle non decisioni è scaduto!”

  1. Fra

    Luglio 11th, 2021

    Ormai ci hanno in pugno e le cose andranno sempre più sciamando ;gli spartani che avrebbero fatto ? Semplice guerra da tutti i fronti ,invece i discendenti dormono e respirano merda tranquillamente ,non hanno più diritto allo sciopero e a vedere una città normale e presto ne vedremo delle belle , il consiglio di stato ci porterà sulla coscienza , qualora ne avessero una ,prendere meno soldi, i nostri redditi scendono di anno in anno e le nostre speranze svaniscono , lo stato non garantisce più ,ma peggiora ,non c’è più democrazia non si crede più a nessuno ,i sinistri i sostenitori del proletario o dell’operaio hanno smesso di difendere i nostri principi e i nostri ideali ,i cinque stalle Erano la nuova speranza ma sono un bluff totale ,cosa ci rimane adesso un miracolo oppure una vera battaglia contro tutte queste ingiustizie . Uscita Taranto croce è l’immagine di quello che respiriamo ,quei nastri devono essere ripristinati non è l’immagine che può consentire il Cambiamento di una città e di un’azienda che cade a pezzi ,come si fa ad andare avanti così ?! State regalando il nostro ambiente e la nostra salute a dei criminali ,i Riva sono dei signori a confronto .Lo stato è complice in primis di questo scenario apocalittico e i gestori cominciano sempre più ad approfittare .

    Rispondi

Commenta

  • (non verrà pubblicata)