Rifiuti, provincia di Taranto ‘salva’ la Regione

 

In merito allo smaltimento FORSU (Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani) diversi siti tarantini li accolgono da tutta la regione
pubblicato il 08 Luglio 2021, 20:28
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In V Commissione regionale, presieduta da Paolo Campo, si è a lungo parlato di rifiuti oggi, tema che tocca molto da vicino la nostra provincia, dopo le richieste di audizione dell’assessore regionale all’Ambiente, del dirigente regionale della Sezione ciclo bonifiche e rifiuti e del direttore di Ager avanzate dai consiglieri Paolo Pagliaro e Antonio Gabellone, relativamente alle criticità in merito allo smaltimento FORSU (Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani) negli ARO 6, 9 e 11 della provincia di Lecce, la mancata approvazione del nuovo Piano di gestione dei rifiuti urbani e le ricadute in termini di aumento dei costi di gestione FORSU.

Pagliaro ha chiesto di affrontare definitivamente il problema strutturale della gestione della parte organica dei rifiuti, perché rappresenta un grosso rischio igienico, sanitario e ambientale. Gabellone invece ha ritenuto doveroso volgere l’attenzione non solo agli aspetti economici della questione, ma anche agli aspetti interconnessi al problema dell’inquinamento atmosferico. La richiesta di entrambi è di metter mano quanto prima al Piano di gestione dei rifiuti urbani e se non fosse il caso di ristorare i Comuni che per l’anno 2020 hanno sostenuto maggiori oneri per il conferimento della frazione organica presso stazioni di trasferenza e impianti di compostaggio collocati anche fuori regione; programmare il conferimento dei flussi dei rifiuti urbani indifferenziati, ma anche di quelli differenziati verso gli impianti ubicati nel territorio regionale; rafforzare l’impiantistica dedicata al trattamento dei rifiuti urbani ricorrendo alla realizzazione di impianti pubblici; organizzare i flussi dei rifiuti, derivanti dal loro trattamento, verso gli impianti prossimi ai luoghi di produzione e trattamento degli stessi, con azioni volte a incidere sulle tariffe di conferimento in impianto.

“Massima è l’attenzione sul tema – ha detto l’assessore Annagrazia Maraschio – sul quale ci siamo dati dei tempi certi e brevi per portare a compimento, entro la fine dell’anno, il Piano di gestione dei rifiuti con il coinvolgimento di Anci e con l’impegno di tutti ce la faremo”. L’assessore ha ricordato la riorganizzazione fatta in materia di ARO riducendo il numero di quelli commissariati ed ha rilevato che importante lavorare molto anche sull’educazione ambientale.

È stata annunciata la delibera di giunta regionale con cui si stanziano 3 milioni e 800 mila euro come rimborso ai Comuni per il recupero dei rifiuti organici fuori regione. Le risorse saranno assegnate ai Comuni pugliesi per sostenere i costi del conferimento della FORSU in impianti di recupero extraregionali. La distribuzione dei fondi sarà basata su un criterio di premialità, che consentirà di favorire in proporzione i Comuni più virtuosi nella raccolta differenziata.

Il direttore di Ager Gianfranco Grandaliano ha chiarito che il recupero della frazione organica è differente dallo smaltimento. C’è una carenza infrastrutturale a livello di macro area del Sud, la Puglia ha avuto delle criticità da maggio 2019, perchè dei cinque impianti in funzione, sono solo tre gli impianti funzionanti (ricordiamo che l’impianto ASECO di Ginosa è ancora sotto sequestro). Quello di Modugno per un trattamento di 100 mila tonnellate, l’impianto di Laterza per 97 mila tonnellate (Progeva srl) e quello di Manduria che tratta 36 mila tonnellate (Eden ’94 srl). A fronte di queste capacità autorizzate si riescono a trattare 400 mila tonnellate di Forsu, la restante parte trova collocazione fuori regione. Per gli ARO 6, 9 e 11 di Lecce si stanno utilizzando due stazioni di trasferenza siti a Taranto (dell’AMIU oggi Kyma Ambiente) e il resto va tutto fuori regione. Per la parte organica sono stati individuati tre impianti, di cui uno a Foggia, uno a Bari e un altro a Brindisi. C’è all’attenzione una proposta di impianto di compostaggio nella zona industriale di Lecce della capacità di 40 mila tonnellate ed un’altra nel territorio di Taranto.

Il dirigente della Sezione regionale Scannicchio ha invece rilevato che nel 2017 è stata aggiornata la strategia regionale in materia di Forsu, distinguendo che almeno il 50 per cento andava smaltito negli impianti pubblici e successivamente, è stato fatto un percorso di condivisione tecnica volto ad individuare le localizzazioni. A seguito della rinuncia da parte di alcune amministrazioni comunali di ospitare gli impianti (tra cui l’amministrazione di Pulsano dopo diversi mesi di roventi polemiche) è stato rimodulato il piano finanziario. Ad oggi il percorso per finanziare gli impianti di Forsu è molto complesso, sia che si tratti di tipo aerobico che di tipo anaerobico, a seguito delle battute d’arresto derivanti dalle comunità ospitanti. Sarà importante quindi condividere con il territorio le proposte di localizzazione degli impianti.

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/08/17/rifiuti-il-piano-della-regione-per-la-provincia-di-taranto2/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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