Quel piccolo atelier in via Duomo, fra dipinti su t-shirt e… poesie

 

pubblicato il 08 Luglio 2021, 12:20
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E’ veramente in errore chi crede di trovare in quel locale in via Duomo 242 “solo” capi di abbigliamento, pur pregevolmente personalizzati con dipinti a mano: veri pezzi unici realizzati anche su richiesta. In quel piccolo atelier, mentre si è intenti alla scelta dell’esemplare da acquistare, il cliente trova anche poesia, filosofia ed emozioni grazie al titolare, Fabrizio Lanzo, con il quale, magari sorseggiando il caffè della sua macchinetta, non è difficile entrare in empatia e perdersi piacevolmente in un vortice di versi e citazioni, fra Platone, Baudelaire, Eduardo e Leopardi. Non per niente egli è figlio d’arte. Il papà, infatti, Pasquale deceduto lo scorso anno, figurava fra i più apprezzati rappresentati del panorama poetico tarantino distinguendosi in particolare in quello dialettale. Copie dei suoi libri sono disseminate fra gli scaffali, assieme a quelli di autori famosi, ed è un piacere sfogliarli.

Al mattino, appena spalancate le porte del suo esercizio, a due passi da palazzo Galeota, Fabrizio si sistema sulla soglia, davanti a un piccolo tavolo di lavoro, illuminato da una particolare lampada e dai raggi del sole che delicatamente si posano sull’antica Via Maggiore. Fra le sue mani, un jeans sul quale disegna, con un pennello intinto di volta in volta in innumerevoli barattoli di colore, delicati motivi ornamentali. Tutte le sue composizioni avvengono a mano libera: “Ho soprattutto cura – spiega – di evitare l’uso di colori tossici per l’epidermide e che possano sbiadirsi facilmente. I risultati, sempre brillanti, duraturi e sopratutto unici, vanno certamente a sottolineare la personalità di chi non accetta forme di omologazione”.

Veri quadri d’autore sono felpe e soprattutto t-shirt, dove la sua fantasia si sbizzarrisce. Appesi alle grucce, su quei capi di abbigliamento compaiono capi indiani, con i caratteristici copricapi, e belve feroci. Non mancano teneri ritratti di Charlie Chaplin, con le frasi che meglio esprimono lo spirito di libertà del grande attore del cinema muto.

“Sono nove anni che ho aperto bottega in via Duomo – dice – forse spingendomi troppo avanti rispetto alle esigenze del territorio. Mi dispiace che i gruppi delle visite guidate vengano spinti ad andare oltre il mio esercizio. Ma chi entra, mi riferisce di non esserne mai pentito”. In effetti, tanti, nell’arco della giornata, vi si soffermano, apprezzando le creazioni e contenti di poter intrattenersi con il titolare, facendo rivivere un po’ lo spirito del piccolo commercio che in anni lontani animava le viuzze di Taranto vecchia.

“Sono convinto – conclude Fabrizio Lanzo – che il futuro dell’Isola sarà all’insegna del piccolo artigianato, come avviene da tempo in tanti centri turistici. Sono contento di esserne stato l’avanguardia”.

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