Covid: responsabilità sanitaria e impatto sul futuro

 

Si è tenuto stamane, presso la Scuola di Medicina, all’ex Banca d’Italia a Taranto, un convegno dove sono intervenuti il dg Rossi, il rettore Bronzini e il preside della Scuola di Medicina Loreto
pubblicato il 05 Luglio 2021, 18:09
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La situazione pandemica corrente ha posto gli operatori sanitari di fronte a innumerevoli sfide: da un lato una lotta continua e asfissiante contro un nemico sconosciuto, dall’altro il raggiungimento di risultati ottimizzanti utilizzando le risorse e le conoscenze a disposizione. Per tale motivo si è ritenuto opportuno organizzare un convegno in cui discutere le problematiche relative alle responsabilità penali e civili della sanità durante l’emergenza Covid e sfruttare i possibili insegnamenti emersi dall’esperienza della pandemia per lo sviluppo di un’organizzazione sanitaria sempre più efficiente.

Il convegno organizzato dall’Asl, che si è tenuto quest’oggi presso l’ex Banca d’Italia in Piazza Ebalia a Taranto, si è particolarmente focalizzato su argomenti ricorrenti quali le forme di tutela nell’ambito del diritto civile e penale e della nuova legge dello “scudo penale” che prevede la responsabilità in ambito sanitario solo in caso di colpa grave.

Il convegno, principalmente, era destinato all’ascolto di medici, medici Usca, infermieri e studenti di medicina.

“Noi siamo uno dei pochissimi paesi europei che ancora mantiene una responsabilità penale per errori commessi in ambito sanitario – apre il convengo il direttore generale dell’Asl Taranto, Stefano Rossi -. Il legislatore però, sensibile a questa tematica, è intervenuto con un quadro normativo che oggi esamineremo e che potrebbe rimanere in vigore nel futuro”.

Proprio per l’impatto futuro delle conseguenze relative al Covid, fondamentale è la collaborazione tra Asl e l’università del polo Jonico per la preparazione dei futuri medici e infermieri.

“È importante che la Governance ristabilisca una serenità intesa come l’insieme degli interventi e le ricerche, anche in ambito sanitario, che costituiscono un punto di riferimento – interviene il rettore dell’Università di Bari Stefano Bronzini -. Mi complimento con tutti i presenti per questa iniziativa e mi fa molto piacere sapere che la scienza e la ricerca hanno recuperato quella dimensione che, in un paese civile, avrebbero dovuto avere da qualche decennio”.

L’appuntamento odierno ha inoltre l’obiettivo di trarre spunti di riflessione positivi riguardanti gli effetti del covid, i quali hanno colto impreparati gli operatori sanitari sia da un punto di vista sanitario sia organizzativo.

“Quello che ci ha insegnato la pandemia è che il sistema sanitario nazionale necessitava di una revisione. Nonostante l’impreparazione iniziale però, l’Italia si è difesa nel migliore dei modi nonostante la carenza di risorse e personale – conclude il professore Loreto Gesualdo – e quindi mi auguro che lo scudo penale possa aprire una fase di riflessione perché è arrivato il momento di essere uniti e di continuare a dimostrare che siamo dei grandi professionisti della sanità”.

È intervenuta anche la professoressa Antonella Viola, immunologa presso l’Università di Padova, di origine tarantina, che ha onorato la Scuola di Medicina di Taranto. La prof.ssa Viola ha analizzato le cause delle difficoltà iniziali nell’affrontare il Covid: “L’incertezza iniziale era ovvia, perché ci siamo trovati a dover gestire un patogeno nuovo, una malattia di cui sapevamo poco e di cui, per molti aspetti, tuttora non abbiamo una comprensione completa. Quest’incertezza è normale, è il terreno su cui si muove la ricerca biomedica, e più in generale la ricerca scientifica. Accanto a quella, però, vi è stata l’impreparazione dovuta all’assenza di un piano pandemico efficace nel nostro Paese: all’inizio mancavano le mascherine, i guanti, i reagenti per i tamponi. Eppure il rischio di nuove pandemie, nella comunità scientifica, era noto da tempo. Il problema di fondo, dunque, è stato un problema di comunicazione tra il mondo accademico, da un lato, e la politica, dall’altro. Oggi noi abbiamo la responsabilità di non ripetere gli errori del passato e di far arrivare messaggi forti alla politica”. La prof.ssa Viola ha ricevuto la targa “Talento Jonico” del Comitato per la Qualità della Vita di Taranto.

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