Poeti a domicilio

 

Esiste un gruppo di poeti “Mitilanti”, si definiscono un take away speciale per gli affamati di cultura per saziare mente e cuore, si muovono a La Spezia e al posto che sushi o pizza, portano a casa degli affamati di cultura, un bene di prima necessità: la poesia
pubblicato il 04 Luglio 2021, 08:00
6 mins

“Cara, questa sera ho ordinato Dylan Thomas e Alda Merini”. “Ragazzi, sto per uscire, se citofona qualcuno aprite voi, è Dante”. “Mamma mamma. E’ arrivato il corriere! Deve consegnare Pascoli e Ungaretti”.

Fino all’arrivo della pandemia lo squillo del citofono annunciava, riassumendo, più o meno nell’ordine: visite indesiderate, ritorni e partenze, il prete a Pasqua, postini, scherzi da quattro soldi e come ultimi arrivati, corrieri. Libri, pizze, farmaci, vestiti. L’arrivo del virus ha affollato i citofoni di gente comune e non che ha cercato di portare giorno per giorno, casa per casa, il proprio saper fare. La propria esperienza in forma di aiuto. Lo hanno fatto medici, insegnanti, volontari.

Del tutto nuova però è l’idea di portare poesie “a domicilio”.

Pensata dai “Mitilanti”, si definiscono un take away speciale per gli affamati di cultura per saziare mente e cuore. Questo collettivo di artisti e poeti si muove a La Spezia e al posto che sushi o pizza, portano a casa degli affamati di cultura, un bene di prima necessità: la poesia, sostenendo l’importanza di incrementare il benessere degli individui e della comunità attraverso l’arte.

Si chiamano Poetry Take Away e Poetry Delivery e sono due nuove modalità adottate da questo gruppo di artisti per raggiungere gli appassionati, fino nella proprio casa anche durante i lunghi mesi in cui tutti le possibilità di esibirsi in scena ed in teatro erano completamente ferme,

Il gruppo è composto da Alfonso Pierro, Filippo Lubrano, Andrea Bonomi, Francesco Terzago e Andrea Fabiani (nella foto), il cuore dei Mitilanti, nome che nasce dall’unione di “Militi” come omaggio alla tradizione dei prodotti alimentari e le specialità locali unita alla parola “Mitilanti”. Mantenere viva la tradizione per dimostrare che la loro città d’origine, La Spezia, è ancora un luogo dal quale si può diffondere cultura e bellezza.

Non è ben chiaro se intendono promuovere la cultura della bellezza o la bellezza della cultura, probabilmente stanno facendo entrambe le cose. Ben chiara è la modalità con la quale lo stanno facendo.

Proprio come quando si ordina de cibo utilizzando, per dire, Glovo, anche con le poesie ci sono diversi menù con le tipologie di poesie tra cui scegliere. Si può ordinare un delivery direttamente a casa, nel cartone della pizza, dove vengono inserite le poesie, oppure sui social del gruppo attraverso il quale è possibile vedere se e quando sono disponibili le consegne, con performance o letture dal vivo, al citofono.

La pandemia non ha reso tutti migliori, ma ha polarizzato le coscienze individuali, migliorando gli intenti, i progetti e le azioni di quanti erano già orientati a farlo. Non a caso le iniziative sono nate proprio nel corso dei lockdown e negli scorsi mesi i poeti hanno organizzato il Take away con le letture al citofono , sempre impegnati, anche nell’ultimo anno e mezzo, così difficile per i lavoratori dello spettacolo e dell’arte, nel continuare a diffondere l’amore per la poesia attraverso qualunque possibile modalità, come appunto la consegna a domicilio o le letture via citofono.

Anche come forma di salvaguardia della cultura. La Poesia ne è cardine insostituibile. La Poesia è salvaguardia del linguaggio. Che vive di cambiamenti, anche a causa dei (o grazie ai) social network. I quali sfornano solo influencer, che poco hanno a che fare con rime e sonetti. Ed è un peccato.

I social (al netto della gentaglia che insulta, sfotte, sbeffeggia, vomita bile, bullizza) stanno dando, da un certo punto di vista (poco riconosciuto per la verità) un contributo notevole alla diffusione delle informazioni e dei contenuti culturali che tramite essi circolano molto più velocemente. Ma soprattutto hanno permesso e permettono (finalmente) a tutti di scrivere. Cosa che prima faceva solo chi era di “mestiere”: insegnanti, giornalisti, scrittori. Prima, la gente comune adoperava pochissimo la scrittura, oggi lo facciamo tutti, obbligati dai messaggi, dalle chat, dalle mail, dai post.

Parlare e scrivere sono attività che richiedono impegno, concentrazione, ricerca, dedizione. E forse l’era digitale ci farà recuperare, con l’allenamento, magari superando l’idea che rapidità e brevità sono sinonimi di sciatteria, scarsa attenzione.

Nella Poesia tutto è attenzione, cura, scelta. E’ musica perfetta. E’ come la tua pizza preferita che arriva quando ne hai bisogno. Quando si torna a casa e magari non c’è nessuno e non hai voglia di cucinare. Ma sai che quei quattro-cinque ingredienti essenziali e universali ti renderanno felice. E ti faranno stare bene.

E poi ciascuno ha la sua preferita. Quasi quasi ordino: una diavola e il Canto di Ulisse, perché “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”.

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Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

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