Covid-19, Puglia: variante Delta al 16,2%

 

L’Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata: "Circola di più nella fascia tra 45 e 64 anni”
pubblicato il 03 Luglio 2021, 09:04
5 mins

L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato i risultati della flash survey, condotta in collaborazione con le Regioni; sono due i dati rilevanti emersi a livello nazionale:

  • la variante Alfa (ex variante inglese) è ancora dominante sul territorio italiano; tuttavia, la sua presenza si è ridotta al 57,8%, rispetto al 74,89% attestato nel periodo dal 28/12/2020 al 6/06/2021;
  • la variante Delta (ex variante indiana) risulta in aumento, attestandosi al 22,7% dei tamponi positivi sul territorio nazionale. Una percentuale in netta crescita, rispetto al 4,2% registrato nel mese di maggio.
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A livello regionale, lo studio di focolai emersi in numerose regioni ha permesso di riequilibrare la situazione rispetto ai dati pubblicati ultimamente dal dipartimento di Bioinformatica del Ceinge: la Puglia, infatti, non figura più come la regione in cui si attesta il maggior numero di casi della variante Delta, rivelatasi presente nel 16,2% dei casi positivi.

Questa la fotografia del territorio italiano, al netto del solito calo dei tamponi, evidenziato ancora una volta dal monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe: nell’ultima settimana (23-29/06/2021) si registra, infatti, un’ulteriore diminuzione del 15,9% dell’attività di testing a livello nazionale.

L’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) ha recentemente ribadito l’importanza di completare il ciclo vaccinale per ottenere una copertura efficace nei confronti della variante Delta, sottolineando in particolare l’urgenza di vaccinare la fascia over 60; in Italia, la Puglia si conferma ancora una volta al primo posto per somministrazione del siero a questa frangia della popolazione, con solo l’8,1% che non ha ricevuto ancora la prima dose (dati Fondazione Gimbe al 30/06/2021).

 

IZS, “In Puglia la variante Delta circola di più nella fascia tra 45 e 64 anni”

L’Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata, che ha condotto la flash survey in collaborazione con l’I.S.S., ha confermato che il trend degli ultimi giorni è orientato alla graduale sostituzione della variante Alfa con il ceppo Delta: su 37 tamponi sequenziati (22/06/2021), 6 appartengono alla ex variante indiana.

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Il sequenziamento ha fornito ulteriori dati importanti: il ceppo Delta è risultato più frequente nella fascia 45-64 anni, sebbene ci siano anche dei 25enni tra i contagiati; inoltre, gli ultimi casi sembrerebbero non risalire ai focolai già noti del territorio pugliese.

Una notizia, quest’ultima, che confermerebbe l’ipotesi di una circolazione della variante Delta ormai diffusa nella regione.

Con una velocità di contagio di circa 5-10 secondi, secondo ciò che è emerso da uno studio condotto nei giorni scorsi in Australia, il ceppo indiano del Covid-19 potrebbe presto diventare dominante; ora l’obiettivo è evitare che l’Italia possa ritrovarsi in una situazione simile a quella della Gran Bretagna, in cui la variante Delta è diventata prevalente.

Le armi a nostra disposizione per arginare il dilagare del ceppo Delta sono, secondo gli esperti, il completamento del ciclo vaccinale e una capillare attività di testing e contact tracing.

 

Puglia, i dati settimanali emersi dagli ultimi monitoraggi

Nonostante l’ombra della variante Delta incomba sul territorio, la Puglia presenta anche questa settimana un quadro piuttosto positivo.

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Dal report pubblicato dall’I.S.S., infatti, la percentuale dei contagi risulta in calo del 42% rispetto alla settimana precedente, mentre nessuna allerta viene segnalata per il contact tracing, ritornato a livelli accettabili rispetto alle scorse settimane.

Si mantiene stabilmente bassa la soglia di occupazione delle terapie intensive pugliesi, attestata anche questa settimana al 2%, e dell’area non critica, rilevata al 4% dagli ultimi dati Agenas.

L’unico neo, in questa situazione idilliaca, è costituito dalla crescita dell’indicatore 2.1. che segnala il tasso di positività sui tamponi effettuati e che aumenta, questa settimana, dall’1,8 al 2%.

Questo vuol dire che, al netto del calo dei tamponi segnalato a livello nazionale dalla Fondazione Gimbe, che questa volta ha preferito non entrare nel merito delle dinamiche regionali, in Puglia si registra un aumento del numero di tamponi risultato positivo rispetto alla settimana precedente.

Tuttavia, il buon proseguimento della campagna vaccinale e la ripresa del contact tracing depongono a favore di una risoluzione positiva, almeno per il momento, delle problematiche emerse in questi giorni a causa dell’aumento della variante Delta.

 

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