Italcave, triclorometano in falda. S’indaga

 

Al lavoro ministero dell'Ambiente, ARPA Puglia, Asl e INAIL Taranto. Superamento in due peziometri. Pericolo inalamento per i lavoratori
pubblicato il 03 Luglio 2021, 11:43
9 mins

Presso l’Italcave S.p.A., impianto complesso di discarica per rifiuti non pericolosi in contrada la riccia-Giardinello, è stato registrato un superamento della concentrazione soglia di contaminazione (CSC) per il parametro “triclorometano” (TMC).

Il limite è di 0,15 (µg/L) stabilito dal D.lgs.152/2006 per la soglia di contaminazione nelle acque sotterranee. Meglio conosciuto come cloroformio, che lo IARC considera un “possibile cancerogeno” per l’uomo e sostanza tossica per gli organismi acquatici.

Utilizzato in passato come solvente in particolari processi chimici o industriali, ha visto un massiccio impiego nei decenni precedenti per la produzione di freon R-22 usato come fluido refrigerante (messo al bando, per via dell’effetto distruttivo sullo strato di ozono dell’alta atmosfera).

Nella letteratura scientifica, valori fuori norma per il cloroformio sono imputabili ad altri fattori antropici: ad esempio clorurazione (immissioni di cloro nell’acqua per purificarla) oppure sversamenti di rifiuti a monte della falda. Tra le attività d’impiego del Cloroformio (Triclorometano, Metano tricloruro) troviamo tra le altre, le attività di raffinerie di petrolio e gas; fonderie di metalli ferrosi; produzione di clinker e calce viva; incenerimento rifiuti urbani; eliminazione rifiuti pericolosi; discariche etc.

Lo scorso 28 maggio si è svolta, in modalità di videoconferenza, la riunione del tavolo tecnico, convocato il 25 maggio, al fine di definire gli aspetti procedurali per verificare se la presenza di triclorometano (TCM) nella falda, al di sotto delle aree di proprietà e proveniente, come dichiarato dall’azienda, da sorgenti a monte idrogeologico del sito, possa generare rischi per i lavoratori. 

Alla riunione erano presenti i rappresentati di diversi enti: l’ing. Carlotta Angelini (rappresentante della Divisione III – Bonifica dei siti di interesse nazionale c/o MiTE), la dott. Essa Ines Tolfa (U.A.T. Sogesid c/o MiTE), l’arch. Valentina Sabatelli (U.A.T. Sogesid c/o MiTE), il dott. Vittorio Esposito (Dir. dell’Arpa Puglia), la dott. Ssa Noemi La sorsa (rappresentante di ARPA Puglia), la dott. ssa Simona Berardi (rappresentante dell’INAIL), la dott. ssa Maria Paola Bogliolo (rappresentante dell’INAIL). Risulta assente l’ASL e risulta presente l’azienda Italcave S.p.A.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/06/18/discarica-italcave-a-che-punto-e-la-bonifica2/)

Prima della riunione si è svolto un incontro tra la Divisione III – Bonifica dei siti di interesse nazionale del MiTE egli enti tecnici ARPA e INAIL per condividere la linea da seguire sulla questione della verifica del rischio per i lavoratori.

Ciò premesso, l’ang. Angelini ha rappresentato brevemente lo stato del procedimento.

L’area dell’impianto complesso di discarica per rifiuti speciali non pericolosi con annessa piattaforma di selezione ed inertizzazione della società Italcave S.p.A., come risulta dal piano di caratterizzazione trasmesso nel 2001 e 2002 (prot. 4030/MATTM del 04/04/01 e prot. 3798/MATTM del 19/04/02), è stata caratterizzata e la Conferenza dei Servizi decisoria del 16/03/2016, visti i risultati della caratterizzazione validati da ARPA, ha ritenuto concluso il procedimento ai sensi dell’art. 242 del D.lgs. n. 152/06.

Poi il 27/07/2018 la Italcave S.p.A. ha trasmesso la notifica, ai sensi degli artt. 245 e 305 del D.lgs. n. 152/06 in qualità di soggetto non responsabile della potenziale contaminazione, dell’avvenuto superamento in data 24/07/2018 della CSC del parametro Triclorometano in due piezometri (P5 e P6) a monte idrogeologico delle proprie attività, potenzialmente in grado di contaminare le matrici ambientali nelle proprie aree in Taranto”.

Il 25/03/2019 il Ministero chiese all’azienda, visti i risultati del monitoraggio della falda trasmessi (con nota DIR 75/19 del 05/03/19), di concordare con ARPA un piano di monitoraggio per la verifica nel tempo delle condizioni di assenza di rischio per inalazione outdoor di Triclorometano e di tutti i composti Alifatici Cancerogeni e non e Alogenati Cancerogeni per i lavoratori della Italcave S.p.A. 

L’Italcave il 04/04/2019 trasmetteva il piano di “Piano di monitoraggio del Soil Gase, a seguito del parere ARPA Puglia del 03/12/20, ha trasmesso il documento Revisione del Piano di monitoraggio del Soil Gas”. 

Lo scorso 15/03/2021, in considerazione di quanto espresso da ARPA nel citato parere, formulato per i soli aspetti di competenza, l’azienda stessa ha chiesto al Ministero di attivare un tavolo tecnico al fine di definire delle modalità esecutive condivise del piano di monitoraggio del soil gas nel più breve tempo possibile. 

Alla luce delle specifiche competenze in materia sanitaria, il Ministero ha ritenuto opportuno chiedere ad INAIL e ASL un parere istruttorio sul citato documento “Revisione 1 del Piano di monitoraggio del Soil Gas”. 

Il 13/04/2021, l’Asl di Taranto ha trasmesso il proprio parere di competenza. Il 29/04/2021 è stato il turno dell’INAIL che ha trasmesso il parere di competenza, rendendosi disponibile a partecipare ad un tavolo tecnico. 

Il rappresentante dell’INAIL, in accordo con ARPA Puglia, ha quindi proposto all’azienda di svolgere prioritariamente un’Analisi di rischio sulla base della contaminazione della falda da triclorometano, e per gli altri inquinanti per i quali è stato richiesto il monitoraggio (Alifatici Clorurati Cancerogeni, Alifatici Clorurati non Cancerogeni ed Alifatici Alogenati Cancerogeni) al fine di individuare per ciascun inquinante un valore di Concentrazioni soglia di rischio (CSR) che stabilisca l’accettabilità del rischio di inalazione dei vapori, sia outdoor che indoor (quest’ultimo sia per lo scenario attuale che per quello futuro che prevede interventi di impermeabilizzazioni e nuovi edifici nel sito).

Sulla base delle risultanze del confronto tra i livelli di contaminazione riscontrati in falda nel corso del monitoraggio in atto, e le CSR così calcolate, verrà poi stabilita l’opportunità di un monitoraggio dell’aria ambiente o del soil gas. Proposta che ha trovato concorde l’azienda. 

Gli enti (INAIL e ARPA) si sono impegnati a fornire, in accordo con l’ASL, un parere condiviso sulle modalità da seguire che verrà trasmesso all’azienda e al Ministero nei minimi tempi tecnici necessari. 

L’Arpa Puglia ha comunque evidenziato, inoltre, che nell’area in questione esiste una contaminazione sia a monte idrogeologico che nella zona laterale vicino ad Acciaierie d’Italia. La contaminazione maggiore deriva proprio dal confine laterale. Ricordando inoltre che la Provincia di Taranto ha attivato uno specifico tavolo per procedere all’individuazione del responsabile della contaminazione ex art. 244 del Dlgs. 152/06. 

Sicuramente in passato il triclorometano è stato rinvenuto nella analisi riportare nella Relazione di Riferimento relativa allo stabilimento ILVA S.p.a. in Amministrazione Straordinaria, in merito allo stato di contaminazione del suolo e delle acque sotterranee del dicembre 2015

Bisognerà ora capire se effettivamente centri qualcosa il siderurgico oppure se sia dovuto all’attività di altre aziende operanti in passato nell’area industriale di Statte o se, cosa al momento tutt’altro che chiara e certa, all’attività della stessa Italcave. E su come eventualmente risolvere il problema, per tutelare la salute dei lavoratori e dello stato ambientale della faldaStaremo a vedere.

(leggi tutti gli articoli sulla discarica Italcave https://www.corriereditaranto.it/?s=discarica+italcave&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Italcave, triclorometano in falda. S’indaga

  1. Fra

    Luglio 3rd, 2021

    Tutto lo schifo a Taranto dovevamo averlo ,il titolare di quella discarica è straricco ,costruisce smaltisce rifiuti da tutt’Italia ,proprio dai paesi come Roma e Napoli che si rifiutano di avere inceneritori e fanno accordi con Emiliano per smaltire rifiuti proprio vicino l’altra fonte inquinante di Taranto l’ilva ,poi abbiamo l’ex Cementir,e per finire la raffineria dove la puzza di idrocarburi caratterizza il mare di lido azzurro E da San Vito si può ammirare lo scempio che Taranto propone ,ma gli spartani qui sono delle figuri deboli come direbbe Sgarbi femminei ,che accettano tutto senza battere ciglio .

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