Ex Ilva, le altre prescrizioni del MiTE all’azienda

 

Nel provvedimento del 16 giugno altre prescrizioni oltre al fermo della batteria 12. Il 27 maggio scorso un altro provvedimento del MiTE
pubblicato il 01 Luglio 2021, 20:18
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Per completezza di informazioni, è bene anche riportare che lo scorso 27 maggio, il ministero della Transizione Ecologica ha emesso un altro decreto in merito all’attuazione delle prescrizioni del Piano Ambientale 2017.

In merito alle altre due prescrizioni che accompagnavano la richiesta di rinvio anche per la batteria 12 della cokeria, per la realizzazione degli interventi di cui alla prescrizione n. UA10 (Gestione acque meteoriche aree SEA, IRF, PCA), si registra “il dissenso espresso dal Comune di Taranto, non supportato da motivazioni tecniche e non corredato da condizioni per il suo superamento“: ancora una volta dunque, l’ente comunale dimostra un’inadeguatezza nella gestione della parte amministrativa della vicenda ambientale, come dimostrato e sostenuto dai giudici del Consiglio di Stato.

Ciò detto il ministero ha deciso di accogliere la richiesta di differimento nel rispetto delle seguenti condizioni: “di smaltire, nelle more del completamento del collegamento con l’impianto di depurazione, come rifiuti le acque accumulate nelle vasche, costituite da quelle di prima pioggia drenate dall’area PCA e da quelle di prima e di seconda pioggia raccolte nelle aree IRF e SEA”. Il tutto sarà sottoposto al controllo trimestrale di ISPRA.

Per quanto attiene invece gli interventi di cui alla prescrizione n. UA11-punto 4 (emissioni Selenio scarico 1AI), è stata constatata la difformità di posizioni espresse, tale da non consentire di individuare allo stato una posizione prevalente delle Amministrazioni titolate ad esprimersi. La Regione Puglia, tramite il parere di ARPA Puglia, ha infatti espresso parere negativo perchè “le attività di controllo dell’Agenzia e gli autocontrolli del Gestore relativi a settembre 2020 mostravano ampie evidenze che la concentrazione di selenio allo scarico 1AI superava abbondantemente il limite di 0.03 mg/l”. Tesi contrastata dall’azienda che ha ribattuto sostenendo che “risulta non corretto riferire verifiche di superamenti rispetto a valori limite non ancora in vigore”. Anche il rappresentante della Provincia di Taranto, ha espresso parere contrario al differimento del termine previsto ritenendo che “la realizzazione dell’impianto debba essere effettuata in tempi inferiori rispetto a quelli richiesti”, ma non adducendo motivazioni tecniche e condizioni per il superamento del medesimo parere, quale l’indicazione di una minore tempistica. Anche in questo caso il rappresentante del Comune di Taranto ha espresso parere contrario “non supportato da motivazioni tecniche e non corredato da condizioni per il suo superamento”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/07/01/ex-ilva-sulla-batteria-12-lennesima-corrida/)

Pertanto è stato prescritto al Gestore, “a partire dal mese di luglio e fino al 30 aprile 2022, di effettuare mensilmente, ai fini conoscitivi e con le modalità previste dalla norma, campagne di monitoraggio di 10 giorni delle emissioni di Selenio allo scarico dell’impianto di depurazione a servizio della cokeria (scarico 1AI): anche in questo caso la supervisione spetterà, come sempre, ai tecnici di ISPRA.

In merito alle prescrizioni n. UP2 (Rimozione del cumulo polveri e scaglie in area Parco Minerale) e n. UP3 (Gestione dei materiali costituiti da fanghi acciaieria, fanghi d’altoforno e polverino d’altoforno), fermo restando il termine finale del 23 agosto 2023, entro il 15 ottobre 2021 il soggetto Gestore dovrà trasmettere ai Commissari straordinari di ILVA S.p.A. in A.S. i nuovi cronoprogrammi di completamento delle prescrizioni n. UP2 e n. UP3, in conformità con le prescrizioni della Conferenza di Servizi del 28 aprile 2021 e del conseguente parere della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA-VAS del 7 maggio 2021, in base a concrete ricerche alternative al fine di conseguire una sostanziale riduzione delle tempistiche, comprovante l’avvenuta ricerca delle alternative.

Quale misura di compensazione, tenendo conto delle previsioni del DPCM 29/9/2017 e di quanto riscontrato da ISPRA, entro il 31 ottobre 2021, “le superfici adiacenti alle coperture dei parchi primari non dovranno presentare potenziali problemi di spolveramento di materiale residuo. A tal fine lo stesso dovrà realizzare la tempestiva rimozione di residui di materiali polverulenti e la stabilizzazione del piano campagna. Successivamente, nei tempi tecnici strettamente necessari, il Gestore effettuerà la ‘naturalizzazione’ attraverso la (ri)vegetazione con specie autoctone e/o erbe spontanee delle aree non più utilizzate, al fine di mitigare la diffusione delle polveri dovuta a tali aree”.

Inoltre “dovrà estendere a tale cumulo le misure aggiuntive di mitigazione della diffusione delle polveri previste, in caso di wind- days e nelle “ore di allerta meteo” per i cumuli di materia prima ancora scoperti e di raddoppiare per lo stesso le frequenze di bagnatura nel periodo primavera-estate, oltre a collocare dei teloni limitatamente alle aree di ripresa del cumulo”. Anche in questo caso la supervisione spetterà, come sempre, ai tecnici di ISPRA.

Nelle more della conclusione dell’intervento di rimozione e allontanamento dei materiali del cumulo UP3, “alla stabilizzazione del cumulo non oggetto di immediata movimentazione, tramite filmatura mediante l’utilizzo di autobotte dotata di cannone e contenente il filmante NALCO 72991 con frequenza almeno quadrimestrale, adottando gli stessi meccanismi di controllo dell’efficacia dell’azione di filmatura previsti per gli altri cumuli di materiale presenti in stabilimento con una frequenza quindicinale (15 gg) e prevedendo la ripetizione delle operazioni di filmatura laddove, ad esito dei predetti controlli, le condizioni di stabilizzazione del materiale non fossero sufficientemente garantite”.

Anche in questo caso “il Gestore dovrà adottare ulteriori misure di mitigazione della dispersione delle polveri, prevedendo la nebulizzazione del materiale in ripresa tramite fog-cannon con getto d’acqua opportunamente dimensionato in caso di wind-days e nelle ore di “allerta meteo” di cui alla Dir. 495/20 del 23/10/2020 nonché in via ordinaria nel periodo primavera-estate”.

Il Gestore è tenuto a svolgere “le attività di monitoraggio delle acque sotterranee in corrispondenza dei 3 piezometri individuati, con frequenza mensile per i primi sei mesi di monitoraggio, adottando rispettivamente le modalità di campionamento indicate nella predetta nota nonché il set di parametri trasmesso con nota DIR 139/2021. Qualora dagli esiti di tale monitoraggio non dovessero emergere particolari criticità connesse con il prolungamento della presenza del cumulo UP3, la frequenza potrà essere riallineata con quella prevista dal PMC (trimestrale)”.

Gli esiti dei monitoraggi sulle acque sotterranee “dovranno essere contestualizzati, con particolare riferimento ai valori oltre le CSC per ferro e manganese occasionalmente rilevati dal Gestore al piezometro di “monte” denominato “P6 Nuovo” e alla direzione di deflusso delle acque sotterranee, con le risultanze delle campagne di monitoraggio previste per la rete di sorveglianza e controllo delle discariche e trasmessi, non appena disponibili, alla Direzione Cress del MiTE, all’Osservatorio Permanente per l’Ilva di Taranto, ai Commissari Ilva in A.S., al Commissario alle Bonifiche, all’Autorità di Controllo e ad Arpa Puglia”.

(leggi tutti gli articoli sull’Osservatorio Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=osservatorio+ilva&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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