Depuratore Sava-Manduria, sospesi i lavori

 

Fermi quelli del collettore tra vecchio e nuovo impianto, delle 12 trincee drenanti e per una serie di prescrizioni avvenute in materia di emissioni odorigene
pubblicato il 01 Luglio 2021, 17:58
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Nell’odierna riunione della V Commissione regionale Ambiente, si è svolto il prosieguo dell’audizione richiesta dal consigliere Fabiano Amati sul tema depuratore Sava-Manduria.

Oggi è stata la volta dell’ascolto dell’ingegnere di Aqp Emilio Tarquinio, al quale sono state chieste informazioni sullo schema idraulico del recapito previsto e un cronoprogramma dettagliato, considerati i nuovi termini contrattuali per l’impianto di depurazione. In più, lo stato del procedimento per il provvedimento ambientale unico.

L’ingegnere Tarquinio, stando a quanto reso noto al termine dell’audizione, ha chiarito che relativamente allo stato dell’arte dell’impianto di consortile, si è in regime di sospensione. Sono oggetto di sospensione la realizzazione del collettore del vecchio e nuovo impianto, nonché delle 12 trincee drenanti che costruiscono lo scarico per l’avvio della fase di funzionamento. La sospensione è legata ad una serie di prescrizioni avvenute in materia di emissioni odorigene e ha indotto l’ARPA Puglia a provvedere di proteggere il circondario dalle emissioni. Si conta pertanto di poter consegnare l’opera ultimata entro la fine del 2022. Entro settembre è prevista la ripresa dei lavori e consegna entro giugno 2022 e far partire l’impianto a dicembre 2022.

Ai tecnici di ARPA Puglia sono stati chiesti invece, i dati di monitoraggio delle acque e del suolo dell’agglomerato urbano che vive ancora senza un depuratore, i cui tecnici hanno rilevato che i dati concernenti il corpo idrico sotterraneo, evidenziano valori non conformi per eccedenze di nitrati, di ferro, manganese, cloruri e solfati.

Secondo il monitoraggio sullo stato dei lavori, del nuovo depuratore e di adeguamento del vecchio, sarebbero completati al 90% e sospesi dal 22 aprile in attesa di definire la variante progettuale del recapito finale e vari adeguamenti normativi.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/06/10/depuratore-sava-manduria-sara-finito-nel-2022/)

“Una serpentina fatta di 12 trincee, primo recapito a Torre Colimena e scarico finale in mare, per creare illusioni e accumulare ritardi mostruosi, compresa l’attuale sospensione dei lavori, nonostante tutti gli indicatori ARPA riferiscano le condizioni ambientali scarse del suolo e del mare di quel territorio. Ma si può amministrare in questo modo? Non darò tregua per riportare a salute e normalità una situazione d’inquinamento non più tollerabile”. E’ molto duro il commento  del presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, sull’esito della riunione della Commissione ambiente sul depuratore di Sava-Manduria.

“I lavori del nuovo depuratore e di adeguamento del vecchio sono completati al 90% e sospesi dal 22 aprile in attesa di definire la variante progettuale del recapito finale e vari adeguamenti normativi. Si spera che l’iter della variante progettuale del recapito, composto di 12 trincee drenanti, un primo recapito a Torre Colimena e quello finale in mare, possa concludersi entro ottobre 2021, per poi terminare i lavori a giugno 2022 e avviare il tutto all’esercizio entro dicembre 2022. Oltre dieci anni per fare ciò che si poteva fare da subito, con maggiore risparmio di fondi pubblici e minori orpelli da illusionisti. Il clamoroso ritardo rispetto agli originari e abbondantemente scaduti 540 giorni contrattuali, è addebitabile alla mancata consegna all’appaltatore dei lavori relativi allo schema di recapito dei reflui deputati” commenta Amati.

“Rimangono ovviamente da definire i tempi di conclusione del procedimento relativo al Provvedimento Ambientale Unico, per la parte relativa al recapito finale in mare attraverso le 12 trincee drenanti e il passaggio dal bacino artificiale di Torre Colimena, nella ovvia speranza che le preziose acque reflue deputate possano essere completamente riutilizzate, evitando di sprecare in mare una grande ricchezza: ma ciò vale per tutti gli agglomerati e non solo per quello di Sava-Manduria – proegue Amati -. Preoccupano, infine, i dati sulla perdurante e scarsa qualità ambientale dei corpi idrici della zona, resi così dall’attuale scarico nel sottosuolo di liquami quasi tal quali. La presenza anomala, nelle acque prelevate dai pozzi-spia, di nitrati, cloruri, antimonio, ferro, manganese e solfati, rende evidente quanto non si riesce a far comprendere, e cioè che la bellezza dell’incanto di quei territori è compromessa dall’attuale situazione oltre il limite di ogni normalità igienico-sanitaria, e che solo l’entrata in esercizio del depuratore potrà finalmente risolvere. Altro che scarico a mare da contrastare” conclude presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

(leggi tutti gli articoli sul depuratore https://www.corriereditaranto.it/?s=depuratore&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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