Mi raccomando, all’aeroporto con certificazioni tradotte!

 

Ecco cosa è capitato nei giorni scorsi a Brindisi tra alcuni cittadini, fra cui stranieri, e Ryanair: certificati negatività al covid non validi perchè in italiano...
pubblicato il 30 Giugno 2021, 18:26
5 mins

Beh, questa davvero ci risulta nuova. O almeno, ci sorprende. In qualche modo, è una novità sinceramente. Almeno fintanto che il Green Pass europeo non sarà realtà (dal 1. luglio, secondo quanto indicato). Fatto sta, che raccogliamo la testimonianza del nostro amico fotografo Flavio Franco che, nei giorni scorsi, assieme ad altre persone, s’è trovato di fronte a un problema di… lingua all’aeroporto di Brindisi con operatori della compagnia Ryanair.
Cosa è successo? Che nonostante la validità dei certificati medici, riguarda la negatività al covid, veniva negata a lui e ad altre persone, anche straniere, di potersi imbarcare perchè gli stessi certificati non erano tradotti in inglese o francese o spagnolo o tedesco. Potete ben comprendere la tensione tra l’operatore e i cittadini, con intervento pacificatore delle Forze dell’Ordine. Come si è risolto? Che nel giro di pochi minuti (per fortuna) i certificati ‘sotto processo’ sono stati elaborati dai laboratori medici nelle lingue richieste… Insomma, una situazione davvero paradossale, ma che fa capire quanto la pandemia abbia influito e influisca anche sulla libera mobilità dei cittadini in regola.

Aeroporto di Brindisi – compagnia aerea RYANAIR – giorno 17 giugno 2021 ore 15 /16 circa – volo FR5647 da Brindisi a Madrid.
Viene negato il passaggio all’imbarco per congruo numero di passeggeri, non valutando validi i certificati medici (in ordine all’esito di negatività al covid) rilasciati da laboratori autorizzati dal Ministero della Sanità , giacché redatti sul territorio italiano in lingua italiana. La singolare richiesta crea una situazione di estrema tensione da parte dei passeggeri (italiani e esteri) increduli per l’accaduto. Il visibile paradosso, aggravato dal fornito rifiuto (da parte dello stesso operatore ) di poter conferire con un responsabile della compagnia area, fa emergere le seguenti situazioni assurde:
– fermo forzato di cittadini non italiani a cui è stato – di fatto – impedito l’imbarco per il rientro nella loro patria;
– fermo forzato per mancato imbarco dei cittadini italiani.
Solo in seguito all’intervento delle Forze dell’Ordine presenti in aeroporto , il responsabile in specie si è deciso di presentarsi e fornire le debite delucidazioni. E cioè:
– la norma non gli consentiva di far effettuare tutte le operazioni d’imbarco ribadendo la non validità della predetta certificazione medica che doveva perentoriamente essere compilata in una lingua diversa dall’italiano;
– la soluzione alternativa era quella dell’immediata ed obbligatoria sostituzione con un nuovo certificato medico.
Con non poche difficoltà, preso atto della richiesta della sostituzione certificati da assicurarsi nell’arco temporale di pochissimi minuti massimo sino alle ore 16.00 circa della predetta giornata, tutti hanno ricevuto dai rispettivi laboratori medici le nuove certificazioni NELLA LINGUA EUROPEA RICHIESTA (INGLESE, SPAGNOLO, FRANCESE, TEDESCO) assicurandosi il trasporto aereo.
Si dice che la lingua di un popolo è la sua anima. La nostra lingua ( soprattutto sul nostro territorio nazionale ) non può e non deve essere trattata come un dialetto europeo ma come una vera e antica lingua europea, con tutta una sua semantica e una sua letteratura umanistica e scientifica. La nostra lingua deriva dal latino che è madre della maggior parte delle attuali lingue mondiali. Chi non vuol dar un valore alla nostra lingua se ne faccia una ragione perché noi continuiamo a parlare e scrivere nella nostra lingua. Non abbiamo perso la nostra anima e non siamo una colonia.
In visione che le certificazioni – così come richieste dalla compagnia aerea – non sono state visionate da parte delle autorità preposte al controllo e autorizzate al deposito di eventuali osservazioni , mi porta a pensare che la triste cronaca dei fatti accaduti rientra in quelle atmosfere kafkiane ove gli eccessi della burocrazia sottopone gli uomini a gravami paradossali e inutili.
Sarebbe utile conoscere la fonte normativa a cui si riferisce l’interpretazione della compagnia RYANAIR, in considerazione della sua validità in ordine alla gerarchia delle fonti e alla sovranità nazionale”.

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