Qualità vita, nuove fasce: Taranto 87° (0-10 anni)

 

In attesa della tradizionale classifica di fine anno, il Sole 24Ore ha diffuso tre nuovi indici per fasce d'età
pubblicato il 28 Giugno 2021, 20:55
7 mins

Tra lockdown e quarantene come si misura la qualità della vita? La 31esima indagine del Sole 24 Ore sul benessere nei territori parte proprio da questo interrogativo. L’obiettivo dell’indagine – che analizza 90 indicatori, per la maggior parte (circa 60) aggiornati al 2020 in base agli ultimi dati disponibili – è raccontare come la pandemia da coronavirus ha impattato in modo differente sui territori, si legge sul sito del quotidiano di Confindustria.

Per misurare l’emergenza sanitaria in corso, innanzitutto, è stato inserito tra i parametri l’indice dei casi Covid rilevati ogni mille abitanti, l’unico indice che è stato pesato maggiormente (in pratica, se ogni parametro vale 1/90°, i punti di questa classifica valgono doppio sulla media totale) per testimoniare come la diffusione dei contagi ha esercitato una pressione differente sui sistemi sanitari, sulle vite e sulla quotidianità delle persone, si legge nella spiegaione degli autori della ricerca.

Le aree tematiche di analisi, tuttavia, rimangono invariate: Ricchezza e consumi; Demografia e salute; Affari e lavoro; Ambiente e servizi; Giustizia e sicurezza; Cultura e tempo libero.

Ma se per parlare di benessere in generale bisognerà aspettare la tradizionale classifica di fine anno, nel frattempo sono state realizzate tre nuove classifiche “generazionali” (ciascuna composta da 12 parametri) misurano con i numeri la vivibilità dei territorio per bambini, giovani e anziani. Gli indicatori sono stati selezionati per evidenziare particolari aspetti che influenzano la qualità della loro vita. Ad ogni parametro è stato poi assegnato un punteggio per ciascuna provincia da 0-1000. E la classifica finale è il risultato della media dei punteggi conseguiti.

I tre nuovi indici documentano così la capacità delle istituzioni di mettere in campo servizi efficienti, le relative condizioni di vita, le lacune nei confronti dei più fragili e le aspettative dei più giovani. Ne emerge un racconto che mette in luce come, da nord a sud, i divari territoriali sono purtroppo anche generazionali.

Taranto si è classificata al 96esimo posto generale su 107 province, come si sa nel 2020 (leggi https://www.corriereditaranto.it/2020/12/14/qualita-della-vita-2020-taranto-perde-posizioni-scivola-al-96-posto/), occupando in quasi tutte le classifiche una posizione medio bassa86° posto per Ricchezza e consumi96° per Ambiente e servizi47° per Giustizia e sicurezza103° per Affari e lavoro61° per Demografia e società80° per Cultura e tempo libero.

Taranto nelle tre nuove fasce tematiche

Per quanto riguarda la fascia d’età tra 0 e 10 anni, la provincia jonica occupa l’87esimo posto su 107 province, a causa di una natalità molto bassa con un numero medio per donna pari al valore di 1,1, con un tasso di fecondità da 86esimo posto nella graduatoria, lo stesso 86esimo posto per l’età media al parto (primo figlio). Per quanto riguarda invece la disponibilità di posti negli asili nido ogni 100 bambini tra 0 e 3 anni, siamo all’82esimo posto, mentre è al 48esimo in relazione alla retta media (incidenza % sul reddito medio dichiarato nel capoluogo). Per i pediatri attivi ogni 1.000 residenti tra 0 e 14 anni la provincia ionica è al 79esimo posto.

Restano nel campo, occupiamo il 42esimo posto per il numero di studenti per classe (numero medio nelle scuole pubbliche). siamo al 33esimo posto per quanto riguarda la presenza di palestre o piscine nelle scuole, ma al 97esimo per carenza di giardini scolastici (mq per bambino tra 0 e 14 anni nel comune capoluogo) e di verde attrezzato (100esimo posto – mq per bambino tra 0 e 14 anni nel comune capoluogo). Scivoliamo all’80esimo invece per Sport e bambini (scuole dello sport e i bambini tra 6-14 anni che praticano sport agonistico).

Dato poco lusinghiero il 12esimo posto in merito ai delitti denunciati ai danni di minori (ogni 10mila minori).

Venendo ai giovani, nella fascia d’età compresa tra i 18 ed i 35 anni, siamo la 101esima provincia su 107. Male nel possesso del titolo di laurea e altri titoli terziari (98esimo posto), alto il tasso di disoccupazione (12esimo posto della graduatoria). 85esimo posto per il saldo migratorio (differenza tra il numero degli iscritti ed il numero dei cancellati dai registri anagrafici per trasferimento di residenza per mille abitanti), al 31esimo l’imprenditorialità giovanile (imprese con titolare under 35 sul totale delle imprese registrate). A tutto questo contribuisce anche l’altro dato molto basso, quello del quoziente di nuzialità dove siamo al 94esimo posto.

Per quanto riguarda invece la fascia d’età over 65 siamo al 101° posto in classifica per il consumo di farmaci per malattie croniche (per ipertensione, diabete, asma e bpco – in unità minime farmacologiche ogni over 65), al 100esimo gradino per inquinamento acustico. Le pensioni registrano un basso importo (36esimo posto). 88esimo per le spese di assistenza domiciliare e al 69esimo per malattie dovute a demenza e del sistema nervoso9° posto per uso di calmanti e sonniferi.

Venendo ad altri parametri, sul parametro spazio abitativo (superficie media/componenti medi delle famiglie in mq) siamo al 69esimo posto, al 61esimo per il numero di amministratori comunali con meno di 40 anni, all’86esimo per la presenza di bar e discoteche (ogni 10mila residenti 18-35 anni), al 64esimo per i concerti (numero spettacoli ogni 1000 giovani 18-35 anni) e al 77esimo per la presenza di aree sportive all’aperto (mq per residente 18-35 anni nel comune capoluogo).

Siamo al posto per gli Eventi sportivil, al per i Fondi europei 2014-2020 per l’attrazione culturale, naturale e turistica ed al per la Sportività 2020 – “effetto Covid-19”.

Infine, 96esimo posto per la presenza di orti urbani, al 103esimo per la carenza di biblioteche.

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