Ex Ilva, altre iniziative alla Cedu e all’Onu

 

Saranno promoesse dal comitato Legamjonici e dall'assocazione Giustizia per Taranto
pubblicato il 26 Giugno 2021, 11:16
2 mins

“Il 24 gennaio 2019 la Corte Europea dei Diritti Umani ha emesso sentenza per poi diventare definitiva il 24 giugno dello stesso anno. Da quella data, esattamente da 2 anni, il comitato dei ministri europeo che vigila su quella sentenza, aspetta che l’Italia fornisca delle prove, delle evidenze documentali, atte a dimostrare che effettivamente sta mettendo in campo delle misure adeguate per tutelare il diritto alla salute dei cittadini”. E’ quanto ricorda in una nota stampa il comitato Legamjonici.

“E’ importante ricordare che il comitato LEGAMJONICI presieduto da Daniela Spera, supportata dagli avvocati Sandro Maggio e Leonardo La Porta che hanno difeso i primi ricorrenti alla Corte Europea nel 2013, è attivo e legittimato sul fronte della comunicazione con i ministri europei per informarli sui fatti, e sugli aggiornamenti rispetto alla situazione per cui è stato fatto il ricorso. Già da diversi mesi il comitato LEGAMJONICI ha costantemente informato il Comitato dei ministri europeo su ciò che accadeva a Taranto. Quindi sono già depositati, e pubblicamente accessibili sul sito internet della CEDU, gli aggiornamenti sui fatti. Legamjonici inoltrerà ulteriori informazioni in merito all’interpretazione che il CONSIGLIO di STATO ha dato rispetto alla “non attualità” della sentenza CEDU” si legge ancora.

“Nel mese di Marzo scorso, il COMITATO DEI MINISTRI DEL CONSIGLIO EUROPEO, si è riunito in commissione per verificare lo stato di esecuzione della sentenza CEDU. Al momento della sessione valutativa, la commissione aveva già ricevuto sul proprio tavolo (fra gli elementi da prendere in considerazione), oltre alla sentenza del TAR di Lecce, anche un altro documento (inviato dallo Stato italiano), ma che era stato giudicato dal COMITATO europeo, privo di informazioni dettagliate, soprattutto relativamente al cronoprogramma di esecuzione di tutti gli interventi da attuare. Il documento non ha assolutamente soddisfatto la commissione la quale ha chiesto ulteriori informazioni da presentare entro il 30 Giugno prossimo” sostengono dal comitato.

Infine “LEGAMJONICI assieme a GIUSTIZIA PER TARANTO annunciano l’iniziativa di denuncia all’ ALTO COMMISSARIATO DELLE NAZIONI UNITE (ONU). Un’iniziativa che insieme avevano già preparato, proprio in previsione di un eventuale responso negativo da parte del Consiglio di Stato. Ulteriori dettagli rispetto a questa iniziativa verranno forniti nei prossimi giorni”.

Condividi:
Share
Il Corriere di Taranto, i fatti del giorno. Contatta la nostra redazione: [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)