San Francesco di Paola, i ricordi dei festeggiamenti negli anni del dopoguerra

 

pubblicato il 25 Giugno 2021, 12:38
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“Erano gli anni del dopoguerra. Mio nonno mi portava ad assistere a tutti gli eventi tradizionali che riprendevano a svolgersi in città. Per la grande povertà di quel tempo non fu possibile, in occasione della festa di San Francesco di Paola, allestire la galleria di luminarie lungo via Anfiteatro. Provvide però l’Arsenale M.M. ad assicurare un simile segno di festa, utilizzando… strumenti di guerra: le potenti cellule fotoelettriche che nel periodo bellico dovevano scrutare il cielo notturno alla ricerca dei cacciabombardieri nemici, per farli abbattere dalla contraerea. I riflettori furono posti nei pressi della prefettura con i fasci di luce che attraversavano tutta la via fino alla chiesa di San Francesco, illuminando così la processione nel suo lento incedere”.

Sono questi i ricordi di un anziano “cataldiano”, Pierino Solito, a proposito delle celebrazioni in onore del patrono della gente di mare, San Francesco di Paola, che i tarantini definiscono “’u megghie marenàre”,  in ricordo della celebre traversata dello Stretto di Messina sul suo mantello; a lui è anche intitolato il ponte girevole

La perdurante pandemia (che il santo calabrese interceda perchè abbia fine) renderà impossibili anche quest’anno i festeggiamenti esterni e tantomeno la processione con la benedizione del mare e i fuochi sul castello. Sarà per l’anno prossimo!

Il progetto della nuova facciata, non completamente realizzato.

Pierino Solito rammenta ancora che quelli della sua infanzia erano gli anni in cui esisteva ancora la vecchia facciata della chiesa di via Anfiteatro, rifatta nel 1956, ma non secondo il progetto originario, che prevedeva anche una grande torre campanaria che avrebbe fatto assomigliare il tempio tarantino addirittura al celebre santuario di Pompei. Peccato! In alto, nel timpano del lucernaio, c’era anche una statua del santo titolare, in pietra dipinta. Temendo che andasse distrutta, il superiore dell’epoca, padre Saverio Vernì, la cedette alla famiglia del cav. Cosimo Attolino, imprenditore di arte funebre, che la posizionò all’ingresso della sua residenza estiva. Quest’anno la generosità degli eredi ne ha permesso, dopo un sapiente ripristino, il ritorno in chiesa per la venerazione dei devoti. La statua sarà benedetta domenica sera, 27 giugno, nel corso della solenne celebrazione presieduta alle ore 19 dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro. Nella medesima circostanza sarà inaugurato la cappellina dove saranno esposte delle reliquie. Due di queste sono legate a San Francesco di Paola: una delle corone del rosario usate dal santo, donata al convento il 13 marzo 1932 dal Correttore Generale dell’epoca, padre Pietro Lalli, e il suo bastone, una “canna calabrese” conservata in un reliquiario di legno intarsiato e decorato in oro vecchio di fattura seicentesca, donata il 17 aprile 1980 dagli eredi della famiglia Signorile Bianchi di Bari, che la conservavano nella propria abitazione. Vi sarà esposto anche un reliquiario con due schegge di legno della Santa Croce, di cui fecero dono mons. Giovan Battista Stella, arcivescovo di Taranto dal 1713 al 1725 e mons. Diego Beaumont, arcidiacono della Cattedrale. Sarà presente anche una reliquia di un pezzo della tovaglia, posta sull’altare della chiesa di Sant’Andrea delle Fratte in Roma, su cui il 20 gennaio 1842 apparve la Madonna del Miracolo. In quello spazio troverà posto infine la reliquia di San Cataldo, una di quelle che l’arcivescovo quest’anno ha consegnato a tutte le parrocchie, in occasione dell’anno giubilare indetto per il 950° anniversario del ritrovamento del corpo del santo vescovo irlandese, Patrono della nostra Arcidiocesi, e della ricostruzione della basilica cattedrale.

In occasione dei festeggiamenti sarà eccezionalmente esposta alla venerazione dei fedeli anche la reliquia del sandalo di San Francesco di Paola, abitualmente custodita nel celebre santuario calabrese intitolato al santo.

Le celebrazioni prevedono nella serata di venerdì 25 giugno, alle ore 19, la santa messa presieduta da don Ezio Succa, cappellano dell’associazione “Stella Maris-Apostolato del Mare”, i cui associati parteciperanno assieme a rappresentanti dell’Autorità Portuale. Sabato 26, alle ore 19, solenne celebrazione presieduta da mons. Luca Lorusso, amministratore parrocchiale alla Madonna del Rosario in Grottaglie. Domenica 27, infine, sante messe alle ore 8.30 (celebra don Francesco Maranò, rettore del seminario arcivescovile), alle ore 10 (fra Vincenzo Chirico, parroco alla San Pasquale di Taranto) e alle ore 11.30 (don Giacomo Salomone, vicario parrocchiale alla Santa Teresa di Taranto). Alle ore 19, come riferito, la solenne concelebrazione con l’arcivescovo concluderà i festeggiamenti.

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