Puglia, la variante delta “potrebbe diventare dominante”: in aumento i casi

 

Gli esperti: “tutti i vaccini offrono una buona copertura, è necessario completare il ciclo vaccinale”.
pubblicato il 25 Giugno 2021, 21:02
6 mins

Sono almeno 51 i casi accertati di variante delta in Puglia; la presenza di questa mutazione del coronavirus è stata riscontrata in quasi tutte le province della regione.

“La tendenza sembrerebbe all’aumento nella nostra regione” ha dichiarato Antonio Parisi, capo del laboratorio di Genetica dell’Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata; “per ora la situazione è sotto controllo, ma già tra fine dell’estate e l’inizio dell’autunno la variante delta potrebbe diventare dominante” ha concluso il medico.

Nonostante le temperature estive e la zona bianca, quindi, resta fondamentale non abbassare la guardia in questo momento delicato.

 

Il punto della situazione in Puglia

Attualmente, la Puglia sembrerebbe essere la regione italiana con la maggior diffusione della variante delta: secondo lo studio effettuato dal dipartimento di Bioinformatica del Ceinge, che ha analizzato le sequenze campionate in Italia tra il 20/05 e il 21/06/2021, nel nostro Paese c’è una diffusione di questa mutazione stimata al 9%; il 35% di questi casi si trova in Puglia.

istituto zooprofilattico puglia e basilicata

Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata

“Fornire statistiche di questo tipo non ha molto senso, la percentuale è condizionata dallo studio dei focolai di Brindisi”, ha puntualizzato Parisi, aggiungendo che “nei prossimi giorni condurremo uno studio, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, che potrà dirci la reale diffusione su scala nazionale e regionale della nuova variante”.

Il medico ha voluto precisare che “i casi sono distribuiti in tutta la regione, ma con una concentrazione maggiore nel Salento”, sottolineando che  “la maggior parte non era vaccinata; solo uno aveva ricevuto la prima dose”.

Dopo il focolaio di Lecce, legato alla comunità indiana del luogo, e di Brindisi, altri contagi sono stati riscontrati a Foggia e a Taranto: in questi ultimi casi, sarebbero legati allo spostamento al di fuori del territorio provinciale.

 

Emiliano: “Stiamo aumentando il tracciamento”, ma i dati ufficiali confermano la Puglia all’ultimo posto per attività di testing e contact tracing

Il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, ha commentato il raddoppio dei casi nella regione affermando che ”non c’è nessuna particolare preoccupazione, perché comunque con una doppia vaccinazione la variante delta è fronteggiata bene; tuttavia la situazione è in divenire”.

Secondo il governatore pugliese “già da un mese a questa parte, da quando è apparsa la variante delta, c’è stato un indirizzo ad alzare moltissimo il livello di tracciamento dei casi. Questo lavoro ha dato buoni risultati, ma essendo una variante veloce e meno sensibile ai vaccini, sta diventando egemonica sulle altre”.

Affermazioni, quelle in merito al potenziamento del tracciamento, che appaiono in netto contrasto con i dati ufficiali: il monitoraggio settimanale dell’I.S.S., infatti, ha segnalato nuovamente un rallentamento del contact tracing; per la terza settimana di fila,  l’unica allerta della regione Puglia riguarda la diminuzione dell’indicatore 2.6, che indica il numero di casi accertati per i quali sia svolta una regolare attività di indagine epidemiologica e ricerca dei contatti stretti (dato al 61,3%, su una soglia critica inferiore al 90%).

attività di testing in Italia

Ma c’è di più: secondo il monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe, la Puglia si conferma ancora all’ultimo posto in Italia per attività di testing effettuata, con 45 persone testate al giorno per 100.000 abitanti, su una media nazionale di 101 persone/die per 100.000 abitanti.

Il dato, che il report definisce “ingiustificato”, è relativo al periodo 12/05-22/06/2021: proprio l’arco di tempo a cui faceva riferimento Emiliano.

Questi dati, pertanto, lascerebbero intendere che la variante delta sia in realtà ben più diffusa, nella nostra regione, di quanto risulti ufficialmente.

Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha definito “inaccettabile una gestione attendista” della variante delta sul territorio nazionale, aggiungendo che la mutazione “deve essere tempestivamente contrastata” attraverso il potenziamento del contact tracing e del sequenziamento, dello screening per chi proviene dall’estero e il completamento del ciclo vaccinale, specialmente per la popolazione over 60 e i fragili: ambito, quest’ultimo, in cui la Puglia può dirsi soddisfatta del lavoro svolto, dal momento che risulta la regione con meno over 60 che non hanno ricevuto ancora la prima dose.

Le parole di Cartabellotta sono state ribadite a gran voce dal report dell’I.S.S. che, in riferimento al “numero crescente di focolai di varianti del virus SARS-CoV-2, in particolare della variante delta, sul territorio nazionale” ritiene opportuno “realizzare un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi”; altrettanto necessario, afferma il monitoraggio, “è raggiungere una elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione”.

Solo mettendo in pratica realmente tutte le misure sopra elencate, dal momento che il vistoso calo dei contagi lo permette, è possibile evitare un ennesimo peggioramento della situazione.

Condividi:
Share

Commenta

  • (non verrà pubblicata)