Alessandro Quarta ed il rispetto dell’architetto musicale

 

pubblicato il 25 Giugno 2021, 19:49
5 mins

Esiste l’aura, quella che trasforma qualsiasi rapporto in un rapporto speciale e questo può avvenire anche se c’è una distanza fisica ed il linguaggio comunicativo non è verbale. Questa sensazione viene emanata da Alessandro Quarta quando fa cantare il suo violino e lo accompagna in senso fisico ogni volta che lo impugna.

Il musicista, accompagnato dall’Orchestra della Magna Grecia, comporta da soli archi e diretta da Gianna Fratta nella Concattedrale ha fatto salire la temperatura emozionale, facendo dimenticare la calura di questi giorni, sebbene mitigata dall’aria condizionata che ha permesso agli spettatori di assistere ad un evento del MAP coinvolgente.

Abbiamo incontrato il violinista, sempre nel suo abbigliamento informale, prima del concerto.

La musica e l’architettura si sono fuse all’interno del MAP Festival (Musica, Architettura e Parallelismi), d’altronde le arti, così come i generi musicali si fondono nel segno della trasversalità, quindi il linguaggio delle arti è duttile?

“Il linguaggio è duttile, eclettico. Credo che la migliore architettura sia proprio la partitura musicale, perché se per esempio parliamo di J. S. Bach, è stato il più grande architetto non solo della musica ma proprio di tutte le arti. Questa è una stagione meravigliosa dal titolo stupendo perché l’architettura e la musica sono sempre andate di pari passo, parallelamente, hanno costruito nei secolo basiliche di musica, di innovazione stilistico-musicale. L’ecletticità è molto importante. Ed è importante comunque non uscire dagli stili, cioè rispettare il compositore, ‘l’architetto musicale‘, dando una propria interpretazione a questa ‘basilica musicale’.

Questa definizione mi piace perché quando si parla di Bach, di Beethoven, di Mozart parliamo di grandi architetti musicali che hanno creato quadri che riescono a far vivere la Vienna, la Salisburgo, Bonn dell’epoca. L’organizzazione di Piero Romano sta facendo qualcosa di molto bello. Mi spiace aver perso la mostra del MarTA (leggi https://www.corriereditaranto.it/2021/06/24/marta-il-segno-musicale-e-opera-darte/ ) ma sono molto occupato anche nello studio ed in hotel scrivo gli arrangiamenti. Anche perché finalmente si sono aperti i teatri ai concerti dopo quasi due anni e quindi tutti vogliono i concerti ma le partiture bisogna farle quotidianamente.”

La prima parte del concerto è stata dedicata alle musiche di Mozart, con Concerto per violino n. 5 “Türkish” in la maggiore, K 21 Allegro aperto – Adagio – Rondò, Tempo di Minuetto; a seguire, Astor Piazzolla, con Primavera Portena, Inverno Porteno dalle Estaciones Portenas (arrangiamento per violino e archi di Leonid Desyatnikov), Oblivion, Jean y Paul, Fracanapa e Libertango (arrangiamento per violino e archi dello stesso Alessandro Quarta).

Questo passaggio da Mozart a Piazzolla, quindi da un genere all’altro costa un po’ di fatica emotiva?

Chiediamo a Quarta se questo passaggio da Mozart a Piazzolla, quindi da un genere all’altro costi un po’ di fatica emotiva?

“Tutto costa a livello emotivo. La musica è bella perché perché per me non esiste musica classica, pop, rock, jazz. Esiste la musica e basta. Bisogna chiamarla col cognome del compositore e non con lo stile: classico, barocco, romantico, pop. Bisogna chiamarla: Mozart, Bach, Led Zeppelin, ACDC. Questa è la musica, il cognome del compositore è già musica.” 

Ma questo non basta, perché eseguire non è interpretare e Quarta è un interprete coinvolgente e le ovazioni del pubblico confermano quanto sia amato per questo modo di porgere la sua musica, anzi La Musica.

I due momenti musicali sono stati introdotti dal giornalista, scrittore e semiologo Stefano Bartezzaghi che ha creato dei fil rouge per presentare il genio di Mozart ed il concetto, tutto moderno del creativo, ormai presente in ogni ambito, da quello artistico a quello politico. Con una serie di passaggi per seguire da dove nasca l’idea creativa, passando dalle varie teorie che hanno attraversato i secoli e dai vari punti del corpo è arrivato ai piedi. In quel contatto con la terra e la necessità di levitare, ha presentato il ballo, la taranta, il contatto di una coppia nel ballo ed il tango. Sebbene la musica di Piazzolla sia quasi proibita in milonga.

Fuori dalla Concattedrale la possibilità di ammirare i leggii luminosi, le installazioni del MAP che completano l’idea e le idee che sottendono questo progetto e che invitano a leggere i pensieri di chi ha legato la musica all’architettura. Ma vogliamo anche interpretare questi corridoi luminescenti come suggerimento far risplendere il gusto della lettura.

Foto: Aurelio Castellaneta

 

Condividi:
Share
Laureata in Lettere Moderne. Giornalista. Ha partecipato al Corso di Giornalismo dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia. 2 figli. Ha lavorato per alcune emittenti televisive locali: Videolevante, Studio 100, Telerama, Jotv, Tele.5 (in qualità di direttore). Ha collaborato con Taranto Sera, Voce del Popolo, Paese Nuovo (allegato de L'Unità), Pigreco, Tarantoggi, Primaveraradio (circuito Popolare Network), Magazine (in qualità di direttore), Edili, Radiocittadella. Ha curato numerosi uffici stampa, tra cui il Comune di Lizzano e l'Associazione Musicale della Magna Grecia, Magna Grecia... il Premio (Provincia di Taranto), Crest, VIALIBERA. Ha condotti programmi televisivi e radiofonici.

Commenta

  • (non verrà pubblicata)