A Tarantο nasce “Comitato Verità e Giustizia vittime Covid”

 

“Abbiamo riscontrato alcune anomalie sulle cartelle cliniche di pazienti deceduti a Taranto per Covid”: ora le famiglie vogliono la verità
pubblicato il 24 Giugno 2021, 17:43
7 mins

Si è svolta stamattina, a Taranto, la conferenza di presentazione del Comitato Verità e Giustizia vittime Covid Moscati – Per non dimenticare; un’organizzazione nata dall’esigenza di alcune famiglie tarantine di far luce sulla gestione della degenza dei propri cari, deceduti nei mesi scorsi presso l’ospedale tarantino San Giuseppe Moscati.

Comitato verità e giustizia Taranto

I rappresentanti del Comitato

“Il nostro obiettivo è fare luce su quello che è successo”

Con gli sguardi bassi e carichi di dolore, ma nello stesso tempo determinati a scoprire la verità, i rappresentanti del Comitato hanno esposto i loro obiettivi: “Questa organismo nasce dal confronto tra le nostre storie; ciascuno di noi, infatti, ha riscontrato delle anomalie nella morte dei propri congiunti” ha spiegato Tiziano Ricci, presidente del Comitato, aggiungendo che “alcuni medici legali dell’Emilia Romagna, da noi interpellati sull’argomento, hanno confermato i nostri timori, aumentando la nostra sofferenza”.

L’avvocato Fabrizio Scarcella, rappresentante legale del Comitato, ha fatto eco alle parole di Ricci, affermando che “lo scopo del Comitato non è persecutorio, pertanto i suoi membri non vogliono essere strumentalizzati a livello politico; non cercano un capro espiatorio e non vogliono monetizzare il loro dolore: chiedono solo di far luce su quello che è successo”.

“Comprensibilmente – ha continuato Scarcella – molti di loro preferirebbero sapere che non ci sono responsabilità altrui nella morte dei propri cari e che il destino ha semplicemente seguito il suo corso. Ma, se dovessimo appurare che tali anomalie hanno determinato il decesso di queste persone, andremo fino in fondo: ci aspetta un percorso lungo e complicato”.

L’organizzazione è sorta dopo quella che Scarcella definisce una “lunga attesa”, derivante dalla “fiducia nelle istituzioni”.

Una fiducia venuta meno nel momento in cui, qualche settimana fa, il consiglio regionale ha bocciato l’istanza di creazione di una commissione d’inchiesta sui decessi per Covid al Moscati di Taranto.

È stato in quel momento che i membri del comitato hanno deciso di “fare da sé”, chiedendo a gran voce “un’indagine seria”, che possa confermare o sconfessare i loro dubbi su una cattiva gestione della situazione.

Intanto, i consulenti medici interpellati dalle famiglie delle vittime hanno riscontrato un modus operandi definito anomalo, che si ripete uguale in diversi dei casi proposti alla loro attenzione.

Scarcella ha voluto sottolineare che il comitato non si pone in contrasto con le istituzioni, né con la magistratura, sollecitata da decine di denunce ed esposti, bensì come organismo di supporto nella ricerca della verità e della giustizia.

La vice-presidente del Comitato, Eleonora Coletta, ha precisato che “non bisogna dimenticare quello che è successo, altrimenti la nostra città non sarà mai pronta ad affrontare questa emergenza, come è successo durante le tre ondate che ci hanno colpito”.

“Vogliamo risposte alle nostre domande”

Sono tante le domande che attanagliano le menti di queste famiglie distrutte dal dolore: perché “l’ospedale Moscati non era pronto ad accogliere i pazienti malati di Covid, costretti ad essere ricoverati sotto le tende del 118, con l’ausilio di personale non qualificato e carenza di medicinali, ad otto mesi dall’inizio della pandemia”?

Perché “parte del personale presente nel reparto di rianimazione è stato reclutato tra neo-assunti e non qualificati, invece di utilizzare altro personale di reparti a regime ridotto”?

Perché “al Moscati veniva inizialmente somministrato solo ossigeno e solo in pochissimi casi si faceva ricorso alle terapie sperimentali”?

Perché “non veniva effettuata a tutti i ricoverati per Covid la TAC, strumento diagnostico fondamentale per capire l’estensione di una eventuale polmonite da coronavirus e, di conseguenza, i medicinali adatti”?

Sono queste alcune delle domande più importanti che il Comitato vuole sottoporre alle autorità competenti, di cui è stato più volte sottolineato il silenzio, di fronte ad una petizione che ha raccolto migliaia di firme e più di 40 denunce.

“Vogliamo i dati ufficiali sui decessi avvenuti nel reparto di terapia intensiva, non in base al numero dei positivi ma in base al numero dei ricoverati nel medesimo reparto”, ha dichiarato la vice-presidente Coletta, precisando che un’indagine seria restituirebbe più credibilità anche alle istituzioni stesse.

“Siamo in tanti a cercare la verità, ma molti hanno paura”

vittime Covid Moscati

La sorella del paziente oncologico deceduto per Covid al Moscati.

“Mio cognato, paziente oncologico, ha contratto il Covid nel reparto di Ematologia ed è morto; come lui altri 12 o 13 pazienti sono deceduti dopo l’infezione da coronavirus”, è la testimonianza di un ragazzo presente alla conferenza; un racconto che porta alla luce un’altra situazione paradossale, quella di aver allestito il reparto dedicato all’infezione da Covid-19 all’interno di un ospedale normalmente addetto al trattamento di pazienti oncologici e quindi immunodepressi.

Altre testimonianze, ugualmente pesanti, riguardano il trattamento di alcuni pazienti: chi dichiara che il proprio congiunto è deceduto mentre era seduto al tavolo ed è stato ritrovato solo durante il successivo giro per la somministrazione della colazione, chi afferma di essere stato stato liquidato con un sorriso e molta indifferenza in seguito alla scomparsa di una persona cara, chi ha denunciato la presenza di personale incapace di reggere la pressione e di gestire al meglio l’emergenza.

In generale, tutti lamentano la mancanza di risposte chiare alle proprie domande.

“Il nostro Comitato conta, per ora, una trentina di famiglie iscritte: molte altre persone ci hanno contattato ma hanno paura delle reazioni delle istituzioni locali” ha dichiarato Poletta, riferendosi alle querele fioccate per coloro che hanno lanciato la petizione “Giustizia per Taranto! Stop alle centinaia di morti al Moscati”, che ha raccolto più di 20.000 firme.

“Verità e giustizia vanno a braccetto”, ha concluso l’avvocato Scarcella; ci auguriamo che si possa presto fare luce su ciò che è avvenuto, per restituire giustizia e serenità alle famiglie affrante ma anche per non minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

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