Confindustria su futuro Ilva: “Servono soluzioni immediate”

 

Confindustria Taranto e Confindustria Puglia hanno accolto con favore la sentenza del Consiglio di Stato ma chiedono interventi definitivi
pubblicato il 23 Giugno 2021, 18:01
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“Prendiamo atto del pronunciamento del Consiglio di Stato e accogliamo pertanto con favore il conseguente prosieguo dell’attività produttiva dello stabilimento. Ci aspettiamo, tuttavia, che da parte del Governo arrivino segnali chiari e celeri relativi al processo di ambientalizzazione del centro siderurgico, che tengano conto delle giuste istanze di tutela della salute che arrivano dal territorio e dagli stessi imprenditori che vi operano, così come dichiarato dai presenti al sit -in di ieri a difesa della continuità dello stabilimento. Un chiaro “NO” alla chiusura purché si avvii finalmente l’iter che porterà alla cosiddetta transizione ecologica: ammodernamento degli impianti ma soprattutto nuovi criteri di produzione che riducano drasticamente gli inquinanti”. Questo il del rappresentante di Confindustria Taranto, Pietro Vito Chirulli, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato, che di fatto annulla la richiesta del TAR di Lecce relativa alla chiusura dell’area a caldo dello stabilimento ex Ilva  di Taranto.

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/06/23/2ex-ilva-il-consiglio-stato-stop-a-sentenza-tar/)

“Alla luce della sentenza del Consiglio di Stato, chiediamo al Governo e alla politica di non temporeggiare nella definizione del piano industriale”. E’ quanto chiede il presidente di Confindustria Puglia, Sergio Fontana, commentando la sentenza del Consiglio di Stato odierna. “Abbiamo necessità – sottolinea Fontana – di soluzioni immediate per tutti i processi che possano rendere lo stabilimento siderurgico competitivo ed ecosostenibile. Bisogna garantire la sostenibilità sotto il profilo ambientale, economico e sociale. Si abbia cura, in primo luogo, di attivare e rendere operative, da parte di quanti ne hanno responsabilità a qualunque livello, le procedure necessarie per garantire la salute dei lavoratori e di tutta la cittadinanza. Una transizione necessaria per ridare finalmente dignità ad un territorio che non deve più vivere la contrapposizione tra diritto alla salute e diritto al lavoro. L’auspicio è anche quello che possano pacificarsi i conflitti interni alla comunità tarantina che non giovano allo sviluppo del territorio. Ci auguriamo ora – conclude – di poter superare celermente un periodo di estrema incertezza per il futuro della più grande acciaieria d’Europa e del settore siderurgico italiano”. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/06/23/ex-ilva-i-sindacati-non-ce-piu-tempo-da-perdere/)

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