“Storia d’amore e cipolla”: ultimo ciak

 

pubblicato il 22 Giugno 2021, 18:35
6 mins

Sono state ultimate nei giorni scorsi a Taranto le riprese di un cortometraggio diretto
da Alessandro Zizzo e prodotto dall’ Istituto Professionale di Stato “Cabrini” . Il
lavoro ha visto la partecipazione di una decina di alunni delle classi III e IV del corso
audiovisivo che hanno potuto vivere in prima persona l’esperienza diretta di un set
cinematografico accanto alla troupe di professionisti del settore. Per loro è stata una
occasione preziosa per sperimentare sul campo le dinamiche di un lavoro di gruppo
delicato e complesso.

Il film, scritto dallo stesso regista, si intitola “Storia d’amore e cipolla” ed è una
commedia degli equivoci dal forte impatto sociale su cui i giovani (e non solo)
potranno confrontarsi.

La sceneggiatura ruota attorno al tema dell’omosessualità e si
basa su un segreto da custodire. La storia è raccontata in modo ironico, a tratti cinico,
e i personaggi basano le loro certezze sulle menzogne. Il loro unico scopo è quello di
mentire per restare a galla e per evitare di ferire le persone alle quali vogliono bene.

La produzione di questo prodotto audiovisivo rientra nella seconda edizione del
progetto “Cine-TA” (nell’ambito del “Piano Nazionale Cinema per la Scuola”
promosso da MIUR e MiBAC), progetto coordinato dalla dirigente scolastica Angela
Maria Santarcangelo e curato dai docenti Andrea Basile, Maria Messinese e Annarita
Nucara.

Il progetto fu fortemente voluto due anni fa dalla docente Mariagiovanna
Russo che, anche a distanza, continua a seguire i ragazzi del “Cabrini”.

Il cast del cortometraggio è composto da attori quali Adelmo Togliani (attore, regista e
produttore) e Paolo De Vita (interprete di numerosi film per il cinema e per la tv), oltre alle
attrici tarantine Sophia Giacoia e Giulia Gallo.

Della troupe, oltre al regista, hanno fatto
parte Claudio Giuffrida (direttore della fotografia), Pierangelo Giuffrida (fonico di presa
diretta), Gregorio Mariggiò (direttore di produzione) e Vincenzo Parabita (addetto
stampa).

Gli studenti che quest’anno hanno partecipato al progetto “Cine-TA” sono Lorenzo
D’Andria, Erika Saracino, Mirco Seprano, Suamy Napolitano, Alessandra Peluso, Cosima
Calvo, Rita Boccasini e Samantha Latorre.

Anche in questa seconda edizione del progetto è toccato ad Alessandro Zizo dirigere
cast, troupe e studenti. Il regista di Francavilla Fontana ha già alle spalle tre
lungometraggi (“L’ultimo giorno del toro”, “La sabbia negli occhi” e “L’amara vita”) e
oltre 25 cortometraggi con cui ha vinto 40 premi. Tra questi, ricordiamo “Iaco”,
“Bibliothéque”, “La porta del destino”, “La stagione dei finocchi”, “L’ultimo mimo di
Roma”, “Stop music”, “Una giornata tranquilla”, “L’età della masturbazione”,​
“Finalmente libera”.

Con lui hanno lavorato in questi anni importanti attori del
panorama cinematografico nazionale: da Paolo Briguglia a Michele Riondino e ancora
Anna Ferruzzo, Yuri Buzzi, Giorgia Sinicorni, Serena Iansiti, Cosimo Cinieri, Lorenzo
Flaherty, Valentina Corti, David Riondino e tanti altri.

Zizzo ha commentato così l’esperienza sul set tarantino: “I ragazzi del Cabrini sono stati entusiasti di questa
esperienza coinvolgente che vale molto più di tante lezioni sul cinema” . Sul film,
invece, dice: “Uno dei protagonisti è Riccardo Cipolla, un attore sfigato, uno di quei
personaggi che consultano quotidianamente i siti di casting per una figurazione nei
film. È un film che parla della vita fatta di cassetti che si aprono e si chiudono. E poi ci
sono i cassetti chiusi con il lucchetto, quelli che può aprire soltanto chi ha le chiavi di
quel lucchetto. Ognuno di noi ha un segreto da nascondere e una parte da recitare,
tranne Riccardo Cipolla che ha una vita piatta e attende la giusta occasione per
vestire i panni di qualcun altro e vivere un po’” .

Il responsabile del progetto per l’istituto “Cabrini” Andrea Basile , invece, ci tiene a
sottolineare come “il progetto Cine-TA nasce dall’esigenza di regalare ai nostri ragazzi
delle esperienze reali di produzione cinematografica. È importante per l’aspetto
tecnico, ma anche perché in fase di scrittura si vanno a toccare delle tematiche che
spesso risultano complesse da affrontare nella routine scolastica. L’obiettivo è anche
quello di prospettare loro concretamente questo comparto lavorativo. Sul set ogni
ragazzo ha svolto la mansione che gli era stata affidata con un atteggiamento
responsabile e partecipativo. Nonostante le otto ore al giorno di lavoro, hanno sempre
rispettato le direttive della troupe dimostrando di voler imparare quanto più possibile
da questa opportunità. Ci tengo a ringraziare la dirigente scolastica per aver sostenuto
il progetto sin dall’inizio, un percorso che diventa fiore all’occhiello sia per
l’orientamento in entrata della scuola sia in uscita per i ragazzi che si affacciano al
mondo del lavoro ” .

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