Ex Ilva, sindacati al governo: “Basta attese, decida”

 

Fim Fiom e Uilm Taranto chiedono all'esecutivo Draghi di non rinviare più le decisioni sul futuro industriale del siderurgico tarantino
pubblicato il 21 Giugno 2021, 16:00
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“I lavoratori di Acciaierie d’Italia, Ilva in AS e dell’appalto vivono ormai da tempo una fase di assoluta incertezza dovuta anche alla mancanza di risposte da parte delle istituzioni. Infatti, chi dovrebbe dare risposte non riesce a trovare una via d’uscita rispetto alle tante problematiche che assillano la fabbrica e la città di Taranto. Inoltre, manca un progetto industriale, un percorso trasparente dentro un processo di transizione ecologica che guardi con coraggio al futuro ambientale e occupazionale di un territorio che da tempo chiede un cambio di passo radicale“. E’ quanto si legge in una nuova nota di Fim Fiom e Uilm Taranto.

“In questi giorni i lavoratori e la città attendono la sentenza del Consiglio di Stato che si esprimerà in merito all’ordinanza sindacale che prevede la chiusura dell’area a caldo entro 60 giorni. È del tutto evidente che il Governo non può continuare a guardare inerme e, soprattutto, deve intervenire per consentire l’ingresso di INVITALIA, necessario ad affrontare questa complicatissima fase ed avviare, nell’immediato, una pianificazione di investimenti per la manutenzione ordinaria e straordinaria e l’introduzione di innovazioni tecnologiche con le quali abbattere le emissioni inquinanti” si legge nella nota unitaria.

“Per superare questa fase di transizione servirebbe mettere al sicuro i lavoratori attraverso un piano occupazionale che garantisca una prospettiva certa per migliaia di famiglie a partire dagli ammortizzatori sociali quest’ultimi necessari a traghettare le future iniziative che saranno intraprese all’interno della fabbrica. Non è pensabile continuare a gestire la cassa integrazione, così come ha fatto Arcelor Mittal, con l’unico obiettivo di razionalizzazione del personale per trarne un beneficio economico a discapito degli stessi lavoratori e degli impianti di produzione” affermano ancora Fim Fiom e Uilm Taranto.

“Riteniamo, inoltre, ingiustificabile la richiesta da parte dell’azienda di slittamento di alcune prescrizioni AIA in scadenza al 30 giugno. Il Piano Ambientale non può continuare ad essere disatteso e/o slittato, così come la copertura dei parchi minerali, un’opera quest’ultima lasciata in sospeso. Infine, riteniamo imprescindibile l’intervento del governo affinché si possa uscire da questa difficile fase di empasse e dare risposte a migliaia di lavoratori di Acciaierie d’Italia, Ilva in AS e appalto che si sono visti falcidiati i loro salari e in alcuni casi non sono state retribuite le spettanze previste” prosegue la nota.

“Pertanto, riteniamo che il governo Draghi debba avere il coraggio di dire con chiarezza cosa intende fare senza girare attorno ai problemi, smettendola di utilizzare slogan e avviando un processo di confronto aperto con le rappresentanze dei lavoratori e delle istituzioni locali. Infatti, non è accettabile che ad oggi il Cda di INVITALIA non si sia ancora insediata, lasciando la gestione della fabbrica nelle mani della multinazionale. Pertanto, Fim, Fiom e Uilm -concludono – lanciano l’ennesimo appello al Governo e in assenza di risposte certe metteranno in piedi ulteriori iniziative contro chi non assume una posizione chiara sulla vertenza ex Ilva e per continuare rivendicare un serio processo di risanamento ambientale insieme ad un piano occupazionale che tenga insieme salute e lavoro”.

(leggi gli articoli sull’Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

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