Matute: “Dedicata alla mia famiglia in Africa”

 

pubblicato il 20 Giugno 2021, 08:08
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Poche frasi ma ben assestate. Kelvin Matute, centrocampista camerunense del Taranto neo-promosso in LegaPro, è concreto non solo dentro il rettangolo di gioco ma anche fuori.

Secondo molti addetti ai lavori è stato uno dei simboli della squadra rossoblù incarnandone le caratteristiche: solido, concreto, generoso, grintoso ma soprattutto corretto. Pur partendo dalla panchina diverse volte (ben 15) si è comportato da professionista (sono 264 le presenze tra i prof in carriera) senza mai fare polemiche. E’ stato da esempio per un gruppo che di esempi da seguire al suo interno ne aveva molti. E’ stato tra i  giocatori più utilizzati da mister Laterza (29 presenze) sebbene il suo minutaggio sia inferiore (1468 minuti) a quello di altri compagni.

“Ho sempre messo il gruppo davanti ad ogni cosa. Non ho mai pensato a quante partite ho giocato da titolare ma solo ad essere utile ai mei compagni di squadra anche solo per cinque-dieci minuti. La nostra è stata la vittoria del gruppo. Siamo stati uniti per tutta la stagione affrontando assieme difficoltà di ogni tipo che hanno cementato ancora di più la nostra compattezza” – ha dichiarato l’ex centrocampista dell’Avellino – sua ultima squadra mi di venire a Taranto e con a quale ha vinto il campionato di serie D nella stagione 2018-19.

Matute resterai in rossoblù anche la prossima stagione?

Io sarei felicissimo di restare a Taranto ma devo incontrare la società per discutere del futuro.

Il prossimo campionato di Lega Pro sarà durissimo con Bari, Foggia, Avellino, Palermo, Pescara……

Io penso che chi vince un girone duro come quello H dei Dilettanti arriva già preparato ad affrontare un campionato con tante squadre di blasone e attrezzate. Sono convinto che chiunque vestirà la maglia rossoblù il prossimo anno, fossero anche undici juniores, darà sempre il massimo.

Torniamo alla promozione in Lega Pro conquistata appena sette giorni fa. Quando avete capito che potevate lottare per il primo posto?

Non c’è stato un momento particolare. Noi siamo stati sempre nei primi posti tutta la stagione ed abbiamo lottato e sofferto sino all’ultimo, ripeto grazie all’unità del gruppo.  Credo che sia stato importante, specie nei primi mesi di campionato, non avere la pressione del pubblico attorno a noi. Siamo riusciti ad esprimerci senza la paura di sbagliare, specie gli under che hanno avuto la possibilità di acquisire partita dopo partita sicurezza nei propri mezzi.

A chi dedichi questa promozione?

La dedico alla mia famiglia, a mia moglie e i miei figli. Per loro non è stato facile affrontare il lockdown lontani da tutto e tutti. Sono stati strepitosi nel gestire quei lunghi mesi e nel sopportare certe difficoltà. Un pensiero particolare lo rivolgo alla mia famiglia di origine, in Camerun. Parte dei miei guadagni vanno ai miei parenti giù in Africa. Cerco di farli avere una vita dignitosa. Loro sono nelle mie preghiere ogni giorno.

 

 

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