In sella per Taranto

 

L'Italia in bici percorrendo strade ordinarie, scrivendo una storia che di ordinario ha ben poco. Un viaggio faticoso, con un risvolto sociale e ambientale, per attirare l'attenzione sulla salvaguardia dell'ecosistema marino. Non è mai troppo tardi per realizzare un sogno
pubblicato il 20 Giugno 2021, 08:00
6 mins

“Scrivo questo post da Gallipoli, un villaggio di pescatori che si è trasformato nella meta turistica più ambita del Salento. Questa è la mia ultima tappa, domani il viaggio si concluderà con l’arrivo a Taranto. Che esperienza incredibile. “Ho visto cose che voi umani non potete immaginare” tipo il faro di Santa Maria di Leuca sbucare all’improvviso da una curva e comprendere che ero arrivato alla punta estrema della Puglia. De Finibus Terrae, più giù non si può andare. Ma lascio che siano le foto a raccontare l’emozione”.

Lui è Cosimo Carriero (nella foto), ed è il protagonista di una storia che merita essere raccontata. Meglio ancora, può farlo chi per primo ha intercettato il suo progetto: lanciare una raccolta fondi e contemporaneamente viaggiare in bicicletta da Como a Taranto per sostenere l’iniziativa.

Una sera di febbraio – racconta Giuseppe Internò referente di Plasticaqquà Taranto – parcheggio l’auto e mentre mi accingo a rientrare in casa rispondo ad una telefonata. “Ciao, mi chiamo Cosimo e vorrei informazioni su ciò che fate con Plasticaqquà”. Dall’altro capo dell’Italia la voce di un uomo con accento lombardo.
Fa domande e complimenti, approfondisce. Intanto – spiega ancora Internò – mi interrogo sul perché di una simile telefonata. Sarà un giornalista, penso. Mi convinco che sia così quando mi chiede quali siano gli obbiettivi più grandi che il nostro gruppo non è riuscito a raggiungere dal 2013 ad oggi. Gli dico che forse abbiamo sogni un po’ troppo grandi per le nostre possibilità. “Tipo?”, ribatte. Tipo… avere un’imbarcazione per rimuovere rifiuti in mare oppure acquisire macchinari per trasformare imballaggi di plastica in oggetti utili o, ancora, dotarci di un mezzo per rendere itinerante l’Ecolibreria attivata a Parco Cimino in cui regaliamo un libro in cambio di 10 bottiglie di plastica.

“Ok. Mi hai convinto”, mi dice. Poi prosegue: “Mi chiamo Cosimo Carriero, Mimmo per gli amici, sono nato a Ginosa ed ho vissuto a Talsano, il paese di mia madre, per un paio d’anni. Vivo da oltre quarant’anni a Lomazzo in provincia di Como. Questa estate verrò in vacanza in Puglia in bicicletta e vorrei avviare una raccolta fondi per sostenere chi si dà da fare a Taranto in campo ambientale. Ho appena scelto voi. Mi piace l’idea di aiutarvi a prendere una barca”. Tra lo stupore e la forte sensazione che qualcuno mi stesse facendo uno di quegli scherzi fatti bene, concludiamo la telefonata rimandando ulteriori colloqui ai giorni immediatamente successivi.

Cosimo – racconta ancora Internò – scrive all’email dell’associazione per spiegare nel dettaglio il suo progetto. Era tutto vero. Ed era arrivato il momento di avvisare immediatamente gli altri volontari del gruppo per cominciare a ragionare sul da farsi. Si susseguono riunioni on line tra lockdown e coprifuoco. Reperiamo informazioni su barche, motori elettrici e costi di gestione. Prevale l’idea di proporre come obiettivo del crowdfunding delle piccole imbarcazioni economiche e, soprattutto, non inquinanti. Ecco, avremmo bisogno di kayak per ripulire dai rifiuti quei tratti di costa della città dei due mari che sono difficilmente raggiungibili dalla terraferma. Lo comunichiamo a Cosimo che è ben felice di accogliere la nostra proposta. Che nel frattempo, lavora e si allena per mesi. È un ciclista per passione e le sue uscite settimanali si susseguono in lungo e in largo intorno a Como.

L’Italia in bici percorrendo strade ordinarie, scrivendo una storia che di ordinario ha ben poco. Un viaggio faticoso, con un risvolto sociale e ambientale, per attirare l’attenzione su chi si è preso in carico – da volontario – la salvaguardia dell’ecosistema marino.

Partito da Lomazzo, pedalata dopo pedalata, ha raggiunto la sua città natale, Taranto aggiornando tutti i giorni un diario blog, “Il viaggio in bicicletta”, nel quale ha raccontato a parole e immagini il suo viaggio, https://cosimocarriero.wordpress.com, con un motto semplice: “Non è mai troppo tardi per realizzare un sogno”.

“E così questo viaggio incredibile si è concluso con l’arrivo a Taranto. Complessivamente ho percorso 1630 chilometri. La raccolta fondi ha superato i 5000 euro. Alla partenza ero pieno di dubbi, ma poi, fin dalle prime pedalate ho capito che stavo facendo la cosa giusta. Rivedere i posti della mia prima adolescenza è stato emozionante. Taranto ha un mare stupendo e anche la città e molto bella, e vanno preservati. Ci vuole maggiore attenzione da parte delle istituzioni, ma anche dei cittadini, che nella valorizzazione della città hanno un ruolo molto importante”.

Ci sono diverse ragioni che mi spingono a compiere questo viaggio, aveva dichiarato Cosimo prima di partire – prima di tutto voglio sensibilizzare e finanziare una causa che protegge la Puglia, una bellissima regione che ha un grande valore culturale ed ecologico, oltre che personale per me, la regione dove sono nato. Inoltre vivo in un paese meraviglioso e voglio attraversarlo con un viaggio lento, al ritmo imposto dalla bicicletta.

Non è mai troppo tardi per realizzare un sogno.

(Le immagini sono tratte dal blog: https://cosimocarriero.wordpress.com)

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Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

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