Montervino:”Ripartiamo da questo gruppo”

 

Il diesse del Taranto tra passato recente e futuro
pubblicato il 18 Giugno 2021, 20:18
5 mins

“Chi lo doveva dire qualche mese fa che camminando per strada mi avrebbero chiesto autografi e foto. Non sono abituato a tutto questo. Quasi quasi mi mancano i Montervino te ne devi andare, urlati in dialetto dall’altro lato del marciapiede (ride…)”.

Comincia così la telefonata con il direttore sportivo del Taranto neo-promosso in Lega Pro, Francesco Montervino, costretto realmente più di una volta ad interrompere la conversazione per qualche scatto con i tifosi mentre parla con noi del corriereditaranto.it passeggiando per strada.

Allora direttore finalmente è stato sfatato il detto “nemo profeta in patria”. Tra l’altro è in assoluto il tuo primo successo da dirigente…

Abbiamo sfatato un tabù importante dimostrando che a Taranto, i tarantini sono in grado di vincere. Vincere nella mia città ha un valore quadruplo. E’ il primo successo da direttore ad appena il quarto anno di carriera e dopo due secondi posti qui ed un settimo posto con il Nola che non aveva nemmeno i soldi per salvarsi. Ho fatto cambiare idea a tanti che prima mi contestavano e non capivo sinceramente il perché. In questi giorni ho ricevuto tanti messaggi di gente che ammetteva di essersi sbagliata sul mio conto.

Riavvolgiamo un attimo il nastro. Domenica al triplice fischio finale qual è stata la prima cosa che hai fatto o detto?

Ricordo che ho pianto e che ho abbracciato due persone, il mio grande collaboratore Massimo Pipolo ed il direttore marketing Gigi Valentini. Poi, per scaricare la tensione, ho anche detto che ero stanco, che non ce la facevo più. E’ stata una stagione intensa.

Dopo il 2-2 del Lavello hai temuto che la promozione potesse sfuggire?

No, ero convinto che saremmo riusciti a realizzare il gol risolutore. Ho, invece, avuto paura quando, sull’1-0 per loro, hanno fallito due occasioni da rete clamorose. Mi sono spaventato. Poi una volta trovato il pari mi sono tranquillizzato.

Torniamo ancora un attimo più indietro. Dopo la sconfitta con il Portici avete temuto la rimonta del Picerno?

No. La settimana dopo quella sconfitta è stata la più importante dell’anno nella gestione, che considero a dir poco perfetta, del gruppo già dal post gara della domenica. Siamo stati bravi a gestire gli umori della squadra. Ci siamo semplicemente detti che non da quel momento in poi più la possibilità di sbagliare.

Ora vi ritroverete catapultati nella costruzione della nuova squadra quando gli altri club di Lega Pro sono già avanti con il mercato…

Effettivamente siamo un pelino indietro ma non dobbiamo certo reperire venti giocatori. Partiamo da una base buona, da un gruppo che non va snaturato o smantellato ma che deve conservare le proprie caratteristiche ossia compatto, solido, in grado di stringere i denti e sacrificarsi, dotato di attaccamento e spirito di abnegazione. Tutte qualità che saranno determinanti anche in Lega Pro.

Bari, Palermo, Catania, Avellino, Foggia, tanto per citare solo alcuni club. La prossima Lega Pro sarà durissima…

E’ una vera e propria serie B-2. Il Taranto vi entrerà senza frenesia, con equilibrio e raziocinio. Ci sono tante squadre blasonate, anche più della nostra. Dobbiamo essere realisti e bravi a continuare il nostro percorso di crescita.

Il presidente nelle sue dichiarazioni pubbliche ti ha confermato…

Non ho motivo di pensare diversamente. Con Massimo Giove si è instaurato un rapporto eccezionale.

Tu però hai detto che ti ha fatto perdere tre anni della tua vita in questa stagione…

Sono stato buono… (ride).

Com’è stata questa convivenza tra due caratteri forti come quello tuo e quello del presidente?

Sembrerà strano ma in certi momenti è lui che mi ha consigliato di darmi una regolata. Mi ha insegnato a ragionare un pò di più, ad essere meno istintivo. Mi ha sempre riempito di tanti complimenti ed abbiamo creato un bel binomio.

Non hai mai nascosto di voler fare carriera nel mondo del calcio…

Voglio arrivare quanto più in alto possibile, voglio fare il direttore sportivo in serie A. Ci voglio provare, fin che ne avrò forza.

 

 

 

 

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