Bonifica cimitero San Brunone, è tutto da rifare

 

Il prefetto Martino, commissario straordinario per le bonifiche, annulla in autotutela il progetto, il disciplinare di gara e l'appalto conferito alla CISA spa
pubblicato il 18 Giugno 2021, 21:52
14 mins

E’ tutto da rifare per quanto riguarda i lavori di bonifica previsti nel cimitero di San Brunone nel rione Tamburi. Il prefetto di Taranto Demetrio Martino, in qualità di Commissario straordinario per le bonifiche ha infatti firmato un provvedimento attraverso il quale ha decretato “di annullare in autotutela, il decreto commissariale n. 292 del 2018 con il quale è stato approvato il progetto esecutivo ed il disciplinare di gara ed è stata indetta la procedura, e tutti gli atti ulteriori, presupposti, connessi e/o consequenziali, ivi compreso il decreto commissariale n.5 del 27.01/2020 di aggiudicazione dell’appalto dell’intervento di “Bonifica delle aree non pavimentate del cimitero San Brunone” alla C.I.S.A. s.p.a.“. Il provvedimento prevede anche di procedere “alla riformulazione del quadro economico di progetto e degli atti redatti in conseguenza, indicendo una nuova procedura per l’affidamento dei lavori che tenga conto di tutte le voci che concorrono alla definizione dell’importo a base d’asta”.

L’intervento in questione contiunua dunque ad avere una gestazione profondamente travagliata. Come si ricorderà, soltanto nel gennaio 2020, Quinta Sezione del Consiglio di Stato, attraverso due ordinanze, chiuse il contenzioso in merito all’appalto.

Come si ricorderà, i lavori furono aggiudicati il 4 maggio del 2019 dalla stazione appaltante, il Commissario Straordinario per la Bonifica di Taranto, (decreto di aggiudicazione n. 156 del 14.05.19). Con quel decreto fu affidato l’Intervento di bonifica delle aree non pavimentate del Cimitero San Brunone all’ A.T.I. CO.GE.A. Impresit s.r.l. – Tecnobuilding s.r.l.S&C Costruzioni s.r.l. – Impresa Parisi, Scavi e Costruzioni di Parisi Angelo. Al secondo posto si era piazzata l’Ati composta da Ditta Fornaro Vincenzo, Impresa Ottomano, Cassalia Domenico, La Refin srl e Mad srl. Terza, infine, la Cisa Spa. Che aveva presentato al Tar di Lecce la richiesta di sospensione dell’aggiudicazione dell’appalto, avendo rilevato un collegamento familiare tra una impresa della prima Ati e una della seconda, collegamento però non era comunicato alla stazione appaltante che così era stata indotta in errore, non avendone conoscenza formale.

Il tutto era finito al Consiglio di Stato. In pratica, è stato appurato che la titolare della prima A.T.I. fosse la madre dei titolari della seconda A.T.I. Il che per i giudici costituisce una concreta evidenza della prova del collegamento sostanziale tra le imprese, tale da comportare la loro esclusione al bando di gara.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/01/17/bonifica-san-brunone-consiglio-di-stato-laffida-alla-cisa/)

 

Le anomalie riscontrate da Investitalia subentrato alla struttura che rispondeva alla Corbelli

L’importo complessivo dei lavori appaltati alla C.I.S.A. S.p.A. era pari €. 5.562.326,98, al netto del ribasso sull’importo a base d’asta del 7,76% e compresi gli oneri di sicurezza non soggetti a ribasso. Ed i lavori furono consegnati in via anticipata in data 11.05.2020. Ad agosto scorso, a causa della scadenza del mandato della dott.ssa Vera Corbelli, senza che vi fosse stato il subentro senza soluzione di continuità di altro soggetto, l’azienda venne avvisata del fatto che si rendeva necessario procedere alla sospensione momentanea delle attività di cantiere a partire dalle ore 24.00 del 21 agosto fino a nuove disposizioni/determinazioni, con obbligo per la CISA S.p.A. , al fine di scongiurare qualsiasi danno a persone o cose, di custodire nella massima sicurezza le aree di cantiere fino alle richiamate disposizioni.

Il decreto di nomina del nuovo commissario arrivò soltanto lo scorso 11 novembre. Nomina alla quale seguì, dopo la conferma di avvalersi delle risorse umane in servizio presso l’Autorità di bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e dell’assetto tecnico amministrativo già operante al tempo della sospensione dei cantieri, confermando quindi anche l’incarico di R.U.P. e di Direttore dei lavori ai dipendenti della predetta autorità, la disposizione dell’immediata ripresa dei lavori. Ma il 4.12.2020, sia il R.U.P. che il Direttore dei Lavori, non dettero esecuzione al citato provvedimento.

In realtà le cose non stanno esattamente così. Perché come riportammo lo scorso agosto, il 20 di quel mese tutti i RUP (per ogni procedura di affidamento di un appalto o di una concessione, le stazioni appaltanti, con atto formale del Dirigente responsabile dell’Unità Organizzativa, individuano un RUP per le fasi della programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione) si dimisero (in quanto scadde il mandato della Corbelli e di tutti i dirigenti che ricoprivano tali incarichi). Ed allo stesso tempo tutti i cantieri attualmente in corso furono sospesi, in quanto non essendoci più un Commissario per le bonifiche la stazione appaltante non può più operare.

In realtà, sappiamo anche che il commissario Martino ha cercato più volte e in più occasioni di riportare al loro ruolo i dirigenti dell’Autorità di bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, ricevendo comunque sempre secchi rifiuti, visto anche che gli stessi hanno continuato e continuano a lavorare con la dott.ssa Corbelli che ancora oggi dirige l’ente in questione.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/08/21/bonifiche-sospesi-tutti-i-cantieri-si-dimettono-i-rup/)

Tornando agli ultimi eventi, il 30.12.2020 venne poi approvato un Accordo di collaborazione con Investitalia S.P.A., sottoscritto tra il commissario e la società il 7 gennaio 2021. Il nuovo RUP incaricato per il progetto, l’iIng. Federico Isola in servizio presso la Struttura di Missione Investitalia, dopo aver esaminato tutta la documentazione il 10.02.2021 segnalò alcune criticità, desumibili dal quadro economico di progetto, che rendevano l’appalto non conforme alla normativa vigente in materia di contratti pubblici. L11.02.2021 venne inoltrata richiesta di parere all’ANAC, che rispose il 19.03.2021. Acquisito tale parere, il RUP confermò che “gli elaborati progettuali, in base ai quali è stata indetta la procedura di gara per l’affidamento dell’intervento di bonifica di che trattasi, presentano palesi profili di illegittimità“.

Che si sostanziano nella violazione delle disposizioni di cui al combinato disposto degli articoli 42 e 16 del D.P.R. 207/2010, ancora vigente in parte qua nelle more dell’entrata in vigore del Regolamento unico di cui all’art. 216, comma 27 -octies del Codice dei contratti pubblici, nella conseguente violazione delle norme in materia di affidamento dei contratti pubblici di cui al D.lgs n. 50/2016 e nella violazione dell’art. 19, comma 1, lett. g) del richiamato D.P.R. n. 207/2010, in quanto “il progettista, già nella relazione tecnica al progetto preliminare, avrebbe dovuto fornire in merito “al piano di gestione delle materie con ipotesi di soluzione delle esigenze di cave e discariche”, in quanto indicazioni propedeutiche alla successiva individuazione nella relazione generale del progetto definitivo delle “discariche autorizzate e in esercizio, che possono essere utilizzate per la realizzazione dell’intervento con la specificazione della capacità complessiva” (art. 25 comma 2, lettera c)) cui consegue la quantificazione, nell’ambito del computo metrico, del prezzo delle attività di trasporto dei rifiuti, in funzione della distanza delle discariche dal cantiere”. A tal riguardo, controdeduzioni formulate dalla CISA spa non sono state accolte.

Non sappiamo però nel dettaglio, perché i documenti non sono stati ancora pubblicati, i dettagli delle violazioni.

Inoltre nel caso di specie non si è proceduto alla stipula del contratto d’appalto, ma solo alla consegna dei lavori in via anticipata. Sempre nel provvedimento in autotutela (che rappresenta un potere e dovere in capo alla stazione appaltante da espletarsi in qualunque momento nel corso della procedura ad evidenza pubblica, in presenza di vizi tali da pregiudicare i principi di trasparenza, imparzialità, buon andamento e buona amministrazione) si legge che si è ritenuto di dover procedere “alla riformulazione del quadro economico di progetto e degli atti redatti in conseguenza, indicendo una nuova procedura per l’affidamento dei lavori di che trattasi che tenga conto di tutte le voci che concorrono alla definizione dell’importo a base d’asta, per le motivazioni riportate nelle note del RUP e nel citato parere ANAC”. 

L’intervento per il Cimitero di San Brunone è uno degli otto interventi prioritari che il Commissario Straordinario aveva progettato per il quartiere Tamburi, sette di questi, inerenti la ventilazione meccanica e gli impianti di efficientamento energetico delle scuole, sono completati.

Info Intervento bonifica Cimitero 

Questi gli interventi previsti per l’area in questione: “Rimozione del terreno e successivo rinterro con materiale proveniente da cave e sistemazione delle fosse mediante lastre per i campi di inumazione n. 9, 15, 20, 29 e in parte il campo 36 destinato alle salme di età inferiore ai 10 anni; Rimozione del terreno e successiva sistemazione previa realizzazione di capping e stesa di un tappeto verde nei campi di inumazione n. 19, 28, 36; Rimozione del terreno e successiva sistemazione mediante intervento di capping per alcune aree adibite ad aiuole; Realizzazione di un sistema di smaltimento delle acque meteoriche in sostituzione di quello attualmente esistente nella zona a servizio dei campi di inumazione oggetto di bonifica.

La zona oggetto di intervento comprende tutta l’area del cimitero urbano San Brunone, ha una estensione complessiva di ca. 181.000 mq e presenta aree non pavimentate (aiuole e campi di inumazione), aree pavimentate (viali) e aree edificate (gallerie e ossari comunali, cappelle sociali).

Le analisi sui terreni hanno evidenziato un inquinamento profondo.

Le attività di inumazione hanno difatti provocato una continua rimozione del terreno portando lo strato superficiale inquinato anche molto più basso, sino a due metri. Il Commissariato Straordinario, guidato da Vera Corbelli, ha operato analizzando i terreni in profondità, ha ridotto i campi di inumazione da 7 a 5 e ha realizzato il rifacimento della rete di drenaggio delle acque che terminano la loro corsa nel canale di San Brunone, da anni interrato.

In poco più di due anni si era riusciti a completare tutte le indagini ed i rilievi necessari alla costruzione di un accurato quadro conoscitivo, a scegliere la migliore soluzione progettuale, a sviluppare tutte e tre le fasi di progettazione (fattibilità tecnica ed economica, definitiva ed esecutiva), ad acquisire tutti i pareri, a concludere le operazioni di verifica e validazione e ad avviare le operazioni per l’affidamento dei lavori.

L’intervento di bonifica del cimitero dovrà consentire il prosieguo della pratica dell’inumazione garantendo la sicurezza per i lavoratori ed i visitatori del cimitero; particolare importanza riveste anche l’efficientemento del sistema fognario del cimitero oramai poco funzionante. Si tratta, quindi, di un’azione organica che ha sia l’obiettivo di bonificare le aree inquinate, sia la realizzazione di tutti quegli interventi necessari a ridare alla città di Taranto un adeguato cimitero monumentale.

La conclusione dei lavori era prevista per il 3 settembre 2021. Ma ancora una volta si dovrà ripartire da zero, per un intervento di bonifica previsto da anni (il finanziamento avvenne nel 2016).

(leggi gli articoli sulla bonifica del cimitero https://www.corriereditaranto.it/?s=bonifica+cimitero)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

2 Commenti a: Bonifica cimitero San Brunone, è tutto da rifare

  1. Fra

    Giugno 18th, 2021

    Potevi andare a piangere e visitare un morto in quei campi fatiscenti ma almeno c’era un attimo di intimità tipo a livella di Totò,invece per le vostre chiacchiere ci ritroviamo il morto che ancora prima dei dieci anni già ridotto in polvere e messo in un ossario che nessuno potrà mai andare a trovare più . Sig . Procuratore anche lei cerchi di dare una svolta alle cose ,non faccia il tarantino che promette e non mantiene . Taranto ha bisogno di fatti a chiacchiere non ci batte nessuno .

    Rispondi
  2. Man Orla

    Giugno 19th, 2021

    E noi saremmo quelli che dovremmo spendere i fondi del Ricovery entro ….. da ridere !!!!!!!!!!

    Rispondi

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