Aggressione sul sagrato: vanno in carcere i due responsabili

 

pubblicato il 17 Giugno 2021, 15:15
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Sono state eseguite dalla Squadra Mobile di Taranto due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei due soggetti, rispettivamente di 42 e 38 anni, arrestati il 13 giugno per resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale.
In quell’occasione, i due, identificati come gli autori di una violenta aggressione sul sagrato della Chiesa Sacro Cuore di via Dante, avevano impedito la perquisizione all’interno del bar dove avevano trovato rifugio, proseguendo con violenza e minacce anche all’interno delle vetture di servizio e nei confronti dei poliziotti intervenuti.
Le indagini svolte dalla Squadra Mobile hanno consentito di ricostruire quanto accaduto nel tardo pomeriggio della scorsa domenica.
I due, dopo aver percosso un anziano signore con una pistola, avevano impedito di prestare soccorso della vittima e di chiamare le forze dell’ordine.
In particolare, si è appurato che i due hanno puntato una pistola per costringere ad allontanarsi il conducente di un’auto che lì transitava e voleva soccorrere la vittima.
Successivamente, l’arma è stata puntata contro il volontario che, sul sagrato della chiesa, disciplinava l’ingresso dei fedeli ed era intervenuto in soccorso dell’anziano.
Terza aggressione, anche schiaffeggiandolo, al parroco della chiesa, accorso sul sagrato per impedire ulteriori aggressioni ad altri volontari ed fedeli.
L’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere trae origine dall’eccezionale pericolosità ed insofferenza alle prescrizioni dettate dalle forze dell’ordine da parte dei pregiudicati i quali, anche attraverso l’uso di una pistola, hanno aggredito, minacciato e picchiato soggetti diversi dall’anziano, obiettivo primario della violenta condotta.
La gravità delle condotte e la particolare e violenta attitudine emergono in modo particolare dall’aggressione al volontario, costretto ad inginocchiarsi dopo aver scarrellato l’arma come per preparare lo sparo, colpendolo al capo col calcio della pistola.
I due pregiudicati dovranno rispondere, in concorso, oltre che di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, anche di lesioni aggravate, violenza privata, detenzione e porto in luogo pubblico di arma da fuoco e turbamento di funzioni religiose.

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