Caro Giove ti scrivo…

 

Questa volta per complimentarmi un pò...
pubblicato il 16 Giugno 2021, 16:49
3 mins

“So che ora avrò tanti amici ma prima del campionato erano veramente poche le persone sulle quali potevo contare. Ma va bene lo stesso…”.

Si è espresso più o meno così in una delle tante interviste rilasciate domenica sera, dopo l’ubriacatura da gioia per la promozione in Lega Pro, il presidente del Taranto Massimo Giove.

Caro Presidente, chi le (il tu lo utilizzo solo nel titolo) scrive, certamente non può essere definito né nuovo né vecchio amico ma voglio complimentarmi per la sua lungimiranza, la sua orgogliosa testardaggine nel voler raggiungere un risultato che inseguiva da qualche stagione. Chi vince ha sempre ragione e lei ha avuto ragione in una stagione sportiva tremenda che non ha termini di paragone con il passato a causa del Covid. Lei ma anche tutti i presidenti di società sportive ha affrontato un campionato senza poter contare sugli incassi derivanti dalla presenza di pubblico né su quegli sponsor che in una normale annata sportiva riescono a coprire una discreta fetta del budget economico.

Senza contare poi le difficoltà incontrate sul cammino dalla squadra allestita dall’allenatore da lei scelto – Laterza (chapeau) – e dal direttore sportivo al quale si è affidato, Montervino (di nuovo chapeau), ossia infortuni pari a quelli che solitamente si sommano in un paio di stagioni e quel maledetto Covid che ha risparmiato pochissimi giocatori della rosa a fine 2019.

Una squadra, quella del Taranto, che è stata allestita senza sbandierare grossi proclami, che è partita a fari spenti, con tanta diffidenza ambientale attorno e che ha fatto sin da subito della compattezza, della solidità, della coesione le sue caratteristiche principali.

I campionati non si vincono con le figurine (è accaduto quest’anno al Casarano e la scorsa stagione al suo Taranto) ma con la forza di un gruppo di uomini sodali uno con l’altro come lo sono stati tra loro il valoroso capitano Marsili e tutti i componenti della rosa.

Da non sottovalutare, inoltre, la valenza dei consigli forniti dal suo consulente personale Vittorio Galigani, personaggio inviso, sino a qualche settimana fa, a parte della tifoseria e della stampa (noi del corriereditaranto.it lo intervistammo in tempi non sospetti quando nessuno o quasi voleva sentirne parlare), ma capace di essere un fine tessitore di trame di politica sportiva.

Dunque, caro presidente Giove, le scrivo non come la volta precedente (circa due anni fa) per rilassarmi un po’ (lei si incazzò, invece, e parecchio pure)… ma per complimentarmi un po’ per il risultato sportivo raggiunto. So quanto lei ci tenesse al raggiungimento di questo obiettivo perché in uno dei rari nostri incontri, al quale era presente il direttore di questa testata giornalistica Marcello Di Noi, lei dopo avermi fatto un bello “shampoo”… ci raccontò episodi della sua vita privata riconducibili a quella che era diventata la sua missione: riportare il Taranto tra i professionisti.

 

 

 

 

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