Il pagellone finale del Taranto

 

Santarpia nella storia del club, Marsili capitano valoroso
pubblicato il 15 Giugno 2021, 15:43
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Ecco le pagelle di fine stagione di un Taranto che può, finalmente, godersi una vittoria, sofferta com’è nel suo DNA, ma meritata.  La Lega PRO è un sogno che si è avverato grazie alla lungimiranza di una società che ha saputo sconfiggere la diffidenza, non certo gratuita, di gran parte dell’ambiente. Onore e merito al presidente Massimo Giove, perché chi vince ha sempre ragione.

CIEZKOWSKI 7,5: l’esordio del portierino polacco, classe 2001, fece storcere un po’ il naso a tutti. Contro il Picerno alla prima di ritorno si presenta con una parata in bagher che provoca la rete dei lucani. Non sempre felice nelle uscite ma esplosivo tra i pali, con il passare delle giornate ha acquisito sicurezza ed ha salvato il risultato in diverse occasioni: con la Puteolana in casa, con l’Andria in trasferta, con il Fasano fuori casa e buon ultima a Francavilla in Sinni, forse quella più determinante.

BOCCIA 7: questo terzino destro del 2002 “scoperto” dal diesse Montervino ha mostrato la personalità e la sicurezza di un veterano offrendo una impressionante continuità nelle prestazioni (tatticamente disciplinato ed al contempo intraprendente nello scendere sulla fascia e crossare tanti palloni per l’inserimento dei compagni di squadra) eccezion fatta per l’infortunio difensivo che è costato la inattesa e pericolosa sconfitta casalinga con il Portici. E’ uno dei giocatori con più presenze (30). Suo il cross per il gol di Santarpia che regala la promozione in Lega Pro.

G.RIZZO 7: uno dei leader silenziosi della squadra. Difensore arcigno, a volte rude, in grado di giocare molto sull’anticipo, bravo nel gioco aereo e non solo nella sua area di rigore (reti importanti contro Aversa e Lavello) Unica pecca i tanti cartellini gialli rimediati (ben 11).

 

GUASTAMACCHIA 7,5: difensore moderno, bravo nella marcatura a zona, nelle diagonali, di testa e con la palla tra i piedi. Uno dei capisaldi dai quali ripartire la prossima stagione in Lega Pro. Un infortunio gli toglie la soddisfazione di festeggiare in campo la promozione.

 

FERRARA 7: under (1999) solo sulla carta. Già la passata stagione aveva fatto vedere tanta personalità ed intraprendenza. Un infortunio al ginocchio gli fa saltare la fase iniziale della stagione. Rientra e si riprende il suo posto sul lato mancino dove con Falcone trova una intesa molto proficua per la squadra.

MARSILI 8: il capitano è il punto di riferimento della squadra per almeno tre-quarti di stagione. Un guerriero pronto a ringhiare contro gli avversari ed a correre in soccorso dei compagni di squadra più giovani. Dai suoi piedi partono ben nove assist per altrettanti gol e quasi tutti da calcio piazzato, la sua specialità. Vince il pallone d’oro della serie D, una sorta di premio alla carriera per questo romano di nascita ma tarantino d’adozione. E’ il giocatore più utilizzato della rosa (2633 minuti).

TISSONE 7-: la scommessa vinta dal diesse Montervino che lo porta in riva allo Ionio a gennaio dopo una lunga inattività. Centrocampista che ha sempre militato tra i professionisti, si cala con umiltà tra i dilettanti. Inizia, per necessità, da trequartista non avendone le caratteristiche. Impiega diverse settimane per trovare il ritmo partita ma dal punto di vista tecnico non si discute né da quello dell’intelligenza tattica. Quando gioca da play basso diventa essenziale per la squadra. Da ricordare una prodezza balistica dai trenta metri nella gara di andata con il Portici.

DIABY 7-: altro under (2000) che farà parlare di sé. Lo ha avvistato Pagni e portato a Taranto prima di rinunciare all’incarico di direttore sportivo. Gioca una prima parte di stagione incredibile per strapotere fisico, capacità di recuperare palla e rilanciare l’azione. Ha ampi margini di crescita. Va un po’ disciplinata la sua esuberanza fisica che spesso lo porta a rimediare cartellini gialli evitabili (9 +2 espulsioni).

N.RIZZO 6,5: inserimento arrivato a stagione inoltrata (metà marzo circa) che nelle intenzioni doveva dare maggiore imprevedibilità alla manovra offensiva. Quella sotto punta in grado di abbinare fantasia e concretezza. L’argentino ha giocato a corrente alternata. Qualche volta si è estraniato, altre volte ha infiammato le partite come nel 4-2 con il Cerignola (doppietta).

DIAZ 6+: si è dissertato parecchio su questo centravanti argentino a tratti atipico, voluto da mister Laterza, costretto dal modulo (non il 4-3-3 ma il 4-2-3-1) ad uno sfiancante lavoro tattico (pressing sui portatori di palla avversari sino alla metà campo) spesso non compreso dai più (incluso chi scrive). In tante partite è stato lasciato isolato in avanti, in alcune di queste tante partite non ha mai tirato in porta mentre in altre è riuscito a capitalizzare l’unica assistenza ricevuta in avanti. Sicuramente più a suo agio con un partner accanto. Con 7 reti è il capocannoniere della squadra.

FALCONE 7,5: giocatore di altra categoria dal punto di vista tecnico. Padrone della fascia sinistra, in grado di saper anche equilibrare tatticamente la squadra e di garantire tanti assist . Purtroppo la sua carriera è stata costellata da tanti infortuni ed anche a Taranto è costretto alla resa nel momento topico della stagione. Non prima di aver fornito un contributo determinante.

SPOSITO 6,5: è dura essere il portiere under (2001) del Taranto specie quando il reparto difensivo concede pochissimo all’avversario. In tante gare infatti non sporca i guantoni, in altre subisce un solo tiro in porta ma questo tiro si infila nella rete. Ad un certo punto si diceva che non fosse attrezzato per i miracoli ed invece nel tabellino finale della stagione vanno segnalate le prodezze salva-risultato compiute nelle gare, del girone di andata, con Casarano e Cerignola.

SHEHU 5,5: under classe 2002 del quale purtroppo ricordiamo soltanto un rinvio maldestro che causa il pareggio del Casarano, nella gara di andata, a tempo abbondantemente scaduto. Troppo timido rispetto a Boccia, sicuramente da rivedere in altri contesti. Appena nove le presenze totali.

GONZALEZ 6: altro difensore centrale rude e arcigno, abile nel gioco aereo. Alternativa di buon livello all’insostituibile coppia centrale Rizzo-Guastamacchia.

SILVESTRI 6: altro rinforzo azzeccato del lungo mercato del club jonico. Arrivato a marzo dall’Acireale, con tanta esperienza alle spalle, la mette al servizio della squadra specie quando deve rimpiazzare l’infortunato Guastamacchia. Stecca, forse, soltanto l’ultima partita con il Lavello ma il “danno” procurato sarà irrilevante e potrà festeggiare la promozione con lo stesso merito dei compagni.

CALDORE 6,5: non sarebbe dovuto partire ma l’offerta dello Juve Stabia, a suo dire, è parsa irrinunciabile. Uno dei migliori della prima parte di stagione. Giocatore impiegabile sia come centrale che come difensore di sinistra.

 

MATUTE 7: professionista esemplare, si è sempre fatto trovare pronto quando è stato chiamato in causa, spesso partendo dalla panchina. Ha fornito un contributo utile alla causa in fase di interdizione, andando a dar fastidio ai portatori di palla avversari in ogni zona del campo ma si è rivelato anche uno dei pochi centrocampisti in organico ad avere i tempi di inserimento in avanti, caratteristica questa che lo ha portato a mettere a segno tre reti; importantissima quella della vittoria a Nardò, a ridosso del Natale, che consentì al Taranto di andare in testa e di espugnare il campo salentino dopo 51 anni.

ACQUADRO 5,5: giocatore di buon tasso tecnico. Sembrava essere dentro il progetto all’inizio della stagione. Poi è stato sacrificato nel mercato invernale perché probabilmente si cercava un giocatore con caratteristiche differenti.VERSIENTI 6,5: altro elemento da inserire alla voce: acquisti in corso azzeccati. Giocatore duttile e quindi prezioso per il proprio allenatore in quanto può giocare sia a destra che a sinistra ed indifferentemente come esterno difensivo o esterno offensivo. Rendimento costante con pochi picchi sia verso l’alto che verso il basso.

GUAITA 6: rendimento condizionato dalla tragedia familiare (la morte del fratello) che lo ha colpito alla immediata vigilia della stagione. Quest’ ala destra argentina nelle sue due stagioni in riva allo Jonio ha fatto vedere solo a sprazzi le qualità che di lui si conoscevano (creare con facilità  superiorità numerica grazie all’abilità nel dribbling, capacità di andare sul fondo e crossare con precisione).  Segna tre gol di cui uno di testa, lui che è piccoletto, da attaccante vero, in piena area di rigore nel match di andata con il Casarano. Si infortuna alla clavicola, resta diverse settimane fuori e quando torna gioca spezzoni di partite che non lasciano il segno.

MASTROMONACO 6-: nonostante alcune partite in cui se ci fosse stato il pubblico sarebbe stato fischiato (lo 0-0 interno con il Fasano se lo ricordano tutti per la quantità rilevante di cross sbagliati), questo ragazzo del 2000 non ha demeritato mettendo in campo sempre tanta generosità.

CORVINO 6: un gravissimo infortunio lo toglie dal campo per lungo tempo, sin dal ritiro estivo. Torna dopo diversi mesi, bisognevole di tot partite per ritrovare una condizione di forma decente. Con il carattere c’è, con il fisico ancora non al 100 %. Però fa in tempo a regalare qualche assist ed a segnare anche due reti.

ALFAGEME 6+: nonostante un grave infortunio, prima e dopo di esso questo attaccante argentino di lungo corso fa intravedere le qualità tecniche di cui è in possesso, capace da solo di portarsi via tre avversari, di giocare di sponda, di dialogare con i compagni ma anche di andare alla conclusione letale come capitato nel match con l’Andria. Altro giocatore di garra (prima si diceva con gli attributi) in una squadra di guerrieri. Purtroppo è fisicamente fragile.

CORADO 6,5: preso dal girone I a stagione in corso per garantire un discreto bottino di reti, dopo l’esordio, con gol, a Sorrento, accusa un infortunio muscolare. Quando rientra, a poche giornate dalla fine, però si riscatta e segna gol pesanti come quello di rapina con l’Altamura (1-0) o quello del primo pareggio con il Lavello. Rispetto a Diaz è più punta d’area di rigore, una punta vecchia maniera.

SANTARPIA 8: sei gol realizzati. L’uomo della provvidenza quando meno te lo aspetti. Lo è stato per tratti della stagione (gol decisivo con l’Andria in casa), ancor di più non solo lo è stato ma lo sarà per sempre perché la gente si ricorderà di lui in eterno per quel gol di testa al minuto 82 del match con il Lavello che ha regalato l’agognata promozione in Lega Pro. Ribattezzato da tutti ormai come “Sant’Antonio”. Classe 2000. Altra scelta vincente di Montervino.

SERAFINO 6: ad un certo punto della stagione, proprio all’inizio, addirittura sembra essere, lui acerbo classe 2001, l’unica vera punta in organico. Gioca, fa a spallate con gli avversari, esegue i compiti tattici che l’allenatore gli affida. Lo fa con generosità e abnegazione. Quanto basta. Era una soluzione di ripiego e sapeva. Esce fuori dai radar per un po’, poi riemerge giusto il tempo per segnare il suo primo gol in rossoblù. Con la squadra al completo vede, come è normale che sia, tante partite dalla panchina.

LAGZIR 5,5: tatticamente indisciplinato, probabilmente adatto più ai gironi settentrionali della serie D ma giocatore dotato di buona tecnica di base. Mister Laterza lo “boccia” dopo un paio di mesi perché effettivamente sull’esterno non rende (è un trequartista puro) e le strade con il Taranto si dividono. Mette, però, lo zampino nella promozione trasformando impeccabilmente due rigori nella stessa gara; quella vinta con il Bitonto per 2-1, che regala i primi tre punti della stagione alla squadra rossoblù.

CALEMME 5: acquistato a stagione iniziata e poi ceduto a stagione in corso al Brindisi. Fuori condizione, spesso avulso dalla manovra nelle occasioni in cui è stato chiamato all’opera. Ci si attendeva di più. Cinque presenze appena.

STRACQUALURSI 4: inguardabile, fuori forma, oggetto misterioso di una campagna acquisti inizialmente impostata male nel reparto offensivo. Si attende oltre un mese per vederlo in campo, si cerca di aspettarlo per vederlo crescere di condizione e quando si capisce che non sarebbe mai arrivato ad essere quello che ci si attendeva, viene ceduto. Errore, l’unico, di valutazione, ammesso a più riprese dal direttore sportivo Montervino.

ABAYAN 5,5 : preso per sostituire Stracqualursi in attesa dell’arrivo di un’altra punta, evidenzia doti tecniche non eccelse. Anche lui nel 4-2-3-1 è sacrificato in compiti tattici troppo dispendiosi per un attaccante che poi non riceve i giusti rifornimenti. Gioca spesso spalle alla porta e va pochissime volte alla conclusione. Viene ceduto al Gravina. Per lui due reti in rossoblù.

MARRAZZO S.V.

MARINO S.V.

BA S.V.

MARIANO S.V.

LATERZA 9: quando trapelò il suo nome, tutti noi facemmo una smorfia pensando ad una stagione di transizione per il Taranto. Anche perché prima di lui era stato fatto circolare il nome di tecnico esperto come Auteri. Invece, lui, si è rivelato allenatore capace, in grado di infondere tranquillità all’ambiente e sicurezza ai suoi giocatori. Il merito della scelta è tutto del presidente Giove. Un valore aggiunto di cui in pochi erano a conoscenza. Idea tattica iniziale (4-2-3-1) adeguata agli uomini in organico. Quando poi ha potuto avere una rosa più completa (su sua espressa richiesta, un doppione per ogni ruolo) e la possibilità di variare le scelte è passato al 4-3-3 che in certe gare è stato determinante. Squadra compatta, tosta, fastidiosa che concede poco agli avversari così come allo spettacolo ma alla fine è il “musetto” in avanti ( un punto in più conquistato rispetto al Picerno e Lega Pro meritata in bacheca) quel che conta, come dice il suo più prestigioso collega Max Allegri. Ha saputo fare di necessità-virtù fronteggiando le emergenze (Covid ed infortuni) senza perdere la bussola.

MONTERVINO 8.5: questa squadra è figlia del temperamento spartano di questo figlio di Taranto che si è forgiato, da giocatore, in piazze caldissime come Napoli e Salerno. Ha costruito, intelligentemente, la squadra partendo dagli under, che si sa in serie D sono merce pregiata.Ferrara e Sposito già c’erano ma poi azzecca i vari Diaby, Cziekovski, Boccia, Santarpia e Matromonaco. Poi, come ha detto il suo predecessore (per poco) Pagni, le squadre vincenti a volte non si fanno con le figurine (vero Casarano?) ma riuscendo a trovare la giusta alchimia tra giocatori poco conosciuti (Diaby), in cerca di rilancio e nuovi stimoli (Tissone) o reduci da stagioni cosi e così (Alfageme), impiantandoli su un’ossatura solida ed affidabile (Guastamacchia-Rizzo, Marsili-Matute). E’ quello che è accaduto a questo Taranto che grazie alla lungimiranza del suo diesse è riuscito cammin facendo, grazie ad una classifica che confortava, ad apportare dei correttivi oculati (Rizzo, Silvestri, Corado e Versienti) ed organici all’impianto tattico voluto dall’allenatore.

 

 

 

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