Nel Paese di “Pulcinella”

 

Sembra che qualcosa può ancora cambiare in meglio. I temi ambientali sono entrati a gran voce nelle agende dei governi. Dal basso è partita la spinta, dal basso comincerà l'inversione di tendenza, la conversione alla cultura della sostenibilità
pubblicato il 13 Giugno 2021, 08:00
7 mins

Svolgere azioni quotidiane, compiere scelte intelligenti, farsi sentire a gran voce. Per la Giornata Mondiale dell’ambiente 2021 caduta una settimana fa, si è cavalcato il tema del ripristino degli ecosistemi.

Una richiesta di cambio di mentalità e passo. L’obiettivo resta lo stesso: “curiamo il pianeta”, ma, passando dalle parole ai fatti, l’UNEP (il programma ambiente delle Nazioni Unite) ha lanciato una guida pratica, l’“Ecosystem restoration playbook”, nella quale sono illustrate una serie di azioni pratiche per alleviare la pressione sugli ecosistemi, allentarne il degrado e favorirne il recupero.

Iniziativa in linea con gli obiettivi e le scadenze dell’Agenda 2030 che mira a ripristinare miliardi di ettari di pianeta, dalle foreste di montagna, agli abissi marini.

Prevenire, arrestare e invertire il degrado degli ecosistemi in ogni continente e in ogni oceano coinvolgendo il maggior numero di attori possibili. Dal “basso”, individui, organizzazioni, fino alle Nazioni e passando per le aziende.

La guida si rivolge a moltissime categorie: agricoltori, associazioni, insegnanti, operai, Pubbliche Amministrazioni, scienziati e cittadini, proponendo una serie di azioni concrete per dare slancio alla natura.

Per esempio. Su come dare vita a un nuovo progetto green, offrirsi volontari per un’iniziativa già operativa che tuteli gli ecosistemi, diffondere a scuola la cultura della sostenibilità (fare la raccolta differenziata, risparmiare energia e limitare gli sprechi), creare le condizioni giuridiche ed economiche per incentivare una gestione sostenibile dell’ambiente, mettere la propria competenza al servizio della comunità, ascoltare gli insegnamenti delle comunità indigene, pulire un’area verde, impiegare tecnologie sostenibili per monitorare i cambiamenti climatici, rendere più ecologica e green la propria casa, il luogo di lavoro, la scuola o uno spazio pubblico.

Compiere scelte virtuose, incoraggiare il prossimo a difendere gli ecosistemi, farsi sentire.

Si. Ma come? Per l’UNEP le modalità sono molteplici: promuovere sui social un evento fotografico o artistico che mostri la bellezza degli ecosistemi, discutere del valore e delle minacce degli ecosistemi, prendere posizione in pubblico contro il cambiamento climatico.

Poi ci sono le scelte intelligenti, decisioni consapevoli sui consumi e lo stile di vita di ognuno. Andando sul concreto, sintetizzando, diciamo che bisognerebbe acquistare solo prodotti certificati come sostenibili e optare solo per prodotti stagionali, sostenibili e vegetali.

Rendere efficaci le azioni sull’ecosistema, però, vuol dire conoscere l’area di intervento e i fattori che ne minacciano la salute. Pianificare, inoltre, significa stabilire gli obiettivi: quali elementi dell’ecosistema ripristinare e in quanto tempo.

E’ importante monitorare i progressi per capire se è necessario apportare modifiche al progetto, nella consapevolezza che non sempre è possibile riequilibrare un ecosistema nella sua complessità.

Anche se, in casi eccezionali, la natura ci pensa da sola. Prendiamo per esempio l’avvistamento di un esemplare della “Pulcinella di Mare” avvistato nel Mar Ionio Settentrionale, a circa otto miglia dalla costa di Taranto dai ricercatori della Jonian Dolphin Conservation.

Un caso documentato di straordinaria importanza. Per due motivi. Da un lato, come ha spiegato l’ornitologo Cristiano Liuzzi, “gli avvistamenti nel Mediterraneo del Pulcinella di Mare sono molto rari, quasi esclusivamente limitati al Mar Tirreno settentrionale: l’ultima segnalazione precedentemente registrata nel Golfo di Taranto risale addirittura alla fine dell’800”.

Dall’altro, gli ha fatto eco Roberto Carlucci, professore di Ecologia del Dipartimento di Biologia dell’Università di Bari, che ha spiegato “l’analisi qualitativa e quantitativa della biodiversità, attraverso le campagne di monitoraggio scientifico della Jonian Dolphin Conservation, evidenzia ancora una volta l’importanza del Golfo di Taranto come habitat di numerose specie marine”.

Una inaspettata buona notizia. Ma non arriva da sola. L’altra, strano a dirsi, viene dal Senato del governo italiano. Qui la Commissione affari costituzionali ha varato una proposta di modifica di due fondamentali articoli della Costituzione che regolano i diritti e i beni fondamentali della Repubblica.

Sarebbe una modifica con una valenza culturale di enorme portata. L’Articolo 9 sarebbe modificato con una aggiunta di due commi finali evidenziati in neretto: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”.

Altre due integrazioni all’Articolo 41: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, alla salute, all’ambiente. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali”.

Se la proposta dovesse passare in aula al Senato, sarebbe la prima volta che il Parlamento propone di modificare la prima parte – quella dei principi – della Carta del 1948.

E sebbene la tutela della salute sia già prevista dall’Articolo 32, le nuove modifiche rafforzerebbero il principio della tutela degli ecosistemi naturali riconoscendone esplicitamente il loro valore fondamentale per il bene comune del paese, incoraggiando a promuovere una legislazione ambientale più avanzata in un paese preso di mira dall’industrializzazione e dall’urbanizzazione “costi quel che costi”.

L’affermazione di una natura intesa come soggetto dotato di personalità giuridica, portatore del diritto ad esistere e prosperare. Un passaggio epocale, storico, chiave. Che rimescola gli intenti della filosofia, le carte della giurisprudenza e i meri propositi dell’ecologia.

Il segno evidente di una maturata sensibilità in tema ambientale che ha raggiunto i vertici delle istituzioni, sempre che la proposta passi al termine di un iter che sarà lungo, con doppia lettura in Camera e Senato, eventuale referendum confermativo e forze politiche permettendo.

Condividi:
Share
Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Commenta

  • (non verrà pubblicata)